
FERMO – Più pubblico che privato. L’edilizia trova il suo motore nelle grandi opere. Adirlo è il presidente di Ance Marche, Carlo Resparambia. L’analisi parte dai dati del centro studi di Confindustria Marche. “Il nostro settore tiene, ma ci sono segnali da non trascurare. È ora di cominciare a guardare al dopo Pnrr”.
La produzione del settore, nel periodo gennaio-giugno è cresciuta del 2,9% rispetto al 2025. “A trainare sono ancora una volta i lavori pubblici, cresciuti di oltre il 15%, mentre arretrano sia l'edilizia abitativa (-2,1%) sia quella non residenziale (-1,6%)” prosegue.
Sono mille gli interventi Pnrr nelle Marche, a questo si aggiunge la ricostruzione post sisma. “Una mole di investimenti che sta sostenendo imprese e occupazione e i cui effetti, in parte, continueranno anche oltre il 2026. Proprio per questo – sottolinea Resparambia – dobbiamo utilizzare questa fase per programmare ciò che verrà dopo. Non possiamo permetterci che alla conclusione del PNRR segua un vuoto di investimenti. Occorre costruire fin da ora – il messaggio alla politica –una programmazione regionale pluriennale delle infrastrutture e delle opere pubbliche, individuando priorità, risorse e tempi certi”.
Questo è ancora più necessario a fronte di quel -13% a livello di autorizzazioni di costruzioni private. Ma non è un mancato interesse per la casa, visto che le compravendite crescono del 5%. “Giovani, famiglie, studenti e lavoratori devono poter trovare abitazioni adeguate e accessibili nei luoghi in cui scelgono di vivere, studiare e lavorare”.
Per cambiare prospettiva, Ance Marche chiede strategie di rigenerazione urbana, recupero del patrimonio esistente e riqualificazione energetica degli edifici. Sempre tenendo conto che c’è un problema di manodopera qualificata. “Il 90% delle aziende ha difficoltà a trovarla”. Tema che avevamo sollevato pochi giorni fa (leggi).
L’edilizia non può fermarsi, vale da sola il 13% del pil regionale. E quindi ha anche un impatto sociale. “Alla Regione chiediamo di aprire un confronto su una strategia di medio-lungo periodo per le costruzioni. Programmazione delle opere pubbliche, rigenerazione urbana, politiche per la casa e formazione devono diventare parti di un'unica politica regionale per lo sviluppo” conclude Resparambia.
r.vit.
