
FERMO – Cautela è la parola che usa Roberto Cardinali, presidente di Confindustria Marche, peer descrivere il primo trimestre dell’economia marchigiana.
Cautela che purtroppo raffredda la buona chiusura del 2025. “La produttività regionale registra una lieve flessione e conferma un quadro congiunturale fragile, condizionato dalle tensioni geopolitiche e dalle incertezze che continuano a caratterizzare il commercio internazionale.
Confindustria ha ‘intervistato’ 300 aziende manifatturiere. La produzione industriale ha registrato una lieve diminuzione (-0,2% sullo stesso periodo del 2025), in controtendenza rispetto alla manifattura italiana (+0,4%).

Debole anche l'attività commerciale: stazionarie le vendite complessive, con una lieve crescita sul mercato interno (+0,3%) e una flessione sui mercati esteri (-0,6%). Rimangono contenute le dinamiche dei prezzi e dei costi delle materie prime, resta stabile l'occupazione.
Il settore alimentare conferma una fase espansiva, così come meccanica, cantieristica navale e farmaceutica; permangono difficoltà significative per il mobile e il sistema moda, in particolare per il comparto calzaturiero, che continua a registrare flessioni sia produttive sia commerciali.
Una flessione del 2,2%, per la calzatura italiana è stato dell’1,2%. In calo l'attività commerciale complessiva l’andamento delle vendite in termini reali ha registrato una flessione del 6 5 rispetto allo stesso periodo del 2025 con un calo sia sul mercato interno, sia sul mercato estero.
L’export è sceso del 5,8%, il che significa stallo totale per il distretto. Scendono anche i prezzi, in media del 2%. “Le previsioni degli operatori riguardo alla tendenza delle vendite per i prossimi mesi sono orientate ad un quadro congiunturale ancora debole” spiega Cardinali.
Le previsioni degli imprenditori indicano in prevalenza una domanda interna stabile e una moderata debolezza dei mercati esteri, dettata dall'alto livello di incertezza con cui si confrontano gli operatori. “Vanno rimarcati i segnali positivi provenienti da alcuni comparti, tuttavia non sufficienti a compensare le difficoltà di altri settori strategici dell'economia regionale, a partire dal sistema moda. La debolezza dell'export e le prolungate tensioni internazionali - commenta Cardinali - continuano a influenzare le decisioni delle imprese e le prospettive di investimento”.
Evidente l’impatto del conflitto in Iran: “Rincari dell'energia, calo di fiducia e rialzo dei tassi d'interesse e, in questo scenario, diventa ancora più urgente rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale e creare condizioni favorevoli alla crescita e all'internazionalizzazione delle imprese".
r.vit.
Deboli anche il legno-mobile e alcuni comparti legati ai mercati internazionali.
Le previsioni degli imprenditori indicano in prevalenza una domanda interna stabile e una moderata debolezza dei mercati esteri, dettata dall'alto livello di incertezza con cui si confrontano gli operatori. “Vanno rimarcati i segnali positivi provenienti da alcuni comparti, tuttavia non sufficienti a compensare le difficoltà di altri settori strategici dell'economia regionale, a partire dal sistema moda. La debolezza dell'export e le prolungate tensioni internazionali - commenta Cardinali - continuano a influenzare le decisioni delle imprese e le prospettive di investimento”.
Evidente l’impatto del conflitto in Iran: “Rincari dell'energia, calo di fiducia e rialzo dei tassi d'interesse e, in questo scenario, diventa ancora più urgente rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale e creare condizioni favorevoli alla crescita e all'internazionalizzazione delle imprese".
