
ANCONA - L'economia è malata. E' stato l'arcivescovo metropolita di Ancona-Osimo, monsignor Angelo Spina, a chiedere il momento di raccoglimento e riflessione "anche per la povertà di sicurezza sui luoghi di lavoro". L'illustrazione del dossier relativo a dati del 2025, avvenuta nel Centro Pastorale dell'Arcidiocesi di Ancona-Osimo, ha evidenziato che sono state 15.150 le persone incontrate nell'anno considerato dalle Caritas Marche, attraverso una rete di 187 Centri di Ascolto.
La povertà incontrata, come emerge dal rapporto, non ha un solo volto: il 53,6% è costituito da uomini e il 46,4% da donne; il 61,7% ha cittadinanza non italiana, il 35,7% italiana. Il 28,1% vive solo; il 55,1% vive con familiari o parenti. Uno dei punti più critici riguarda la casa: il 53,6% vive in affitto e il 28,6% si trova in grave esclusione abitativa; questa fascia comprende l'81,6% di uomini e il 76,7% risulta disoccupato. Tra i nodi centrali quello del lavoro: il 49,4% delle persone con dato disponibile è disoccupato e in cerca di occupazione; il 21,2% risulta occupato.
Nel 2025 sono stati registrati 26.649 bisogni con classificazione specificata. Il 34,3% riguarda problemi economici, il 21,6% lavoro e occupazione e il 13,3% la casa: insieme, queste tre aree concentrano il 69,2% di tutte le fragilità rilevate. La microvoce più frequente è il reddito insufficiente, per il 40,3% delle persone incontrate; seguono disoccupazione (28,6%), assenza di reddito (11,5%) e mancanza di casa (10,6%). "Presentiamo questo dossier affinchè la voce delle persone più povere non venga marginalizzata. Diamo voce ai dimenticati, agli emarginati" ha sottolineato monsignor Gianpiero Palmieri, vescovo delegato per la Carità e il Lavoro della Conferenza episcopale marchigiana (Cem).
Nel corso del 2025 risultano 20.824 registrazioni di ascolto, oltre 272 mila prestazioni ed erogazioni di beni di prima necessità, tra cui 159.484 pasti e 57.324 pacchi viveri, quasi 9.500 prestazioni sanitarie e oltre 1,15 milioni di euro di sostegni economici diretti dichiarati dalle diocesi che hanno fornito il dato. Sul fronte dell'autonomia lavorativa sono stati registrati 699 interventi di orientamento, 315 accompagnamenti e 154 tirocini. Una stima prudenziale attribuisce all'attività delle Caritas marchigiane un valore economico equivalente di circa 7,8 milioni di euro.
Il Dossier si chiude con un focus sul gioco d'azzardo, elaborato su dati ministeriali, un'emergenza che nutre situazioni di fragilità: nei 14 mesi considerati, fino a febbraio 2026, nelle Marche sono stati giocati oltre 4 miliardi di euro, il 60,3% attraverso il canale telematico. Come sottolinea Simone Breccia, Delegato Caritas Marche, "i dati rilevano i fenomeni ma non trovano le soluzioni, ed è quindi necessario risvegliare le responsabilità di tutti gli attori, Enti pubblici, Diocesi e comunità tutta". Presente anche Andrea Tondi, responsabile dell'Osservatorio Povertà e Risorse (Opr) di Caritas Marche curatore del dossier.
