
FERMO – Non ha alcun dubbio Diego Mingarelli, presidente di Confindustria Ancona. L’aggregazione con Macerata e Fermo va avanti. Per il numero uno del capoluogo è arrivato anche l’ok dell’assemblea, prima della parte pubblica dedicata agli scenari geopolitici, analizzata con Greta Cristini, la vicepresidente del centro studi Lucia Aleotti e il giornalista Moriconi.
“Le Marche devono rafforzare la propria connessione con il mondo per sostenere la competitività delle imprese, attrarre e trattenere talenti e affrontare con maggiore forza le trasformazioni dei nuovi equilibri globali». Il percorso di aggregazione – ha chiarito Mingarelli – conferma la necessità di costruire una rappresentanza sempre più ampia, autorevole e capace di fare sistema: un'operazione strategica, sostenuta dai vertici nazionali, che supera i vecchi campanilismi provinciali per dare vita, entro il 2028, ad un'associazione che raccoglie 1.200 imprese e 50mila addetti, capace di rafforzare la rappresentanza delle imprese marchigiane e di sviluppare nuovi servizi e opportunità”. Progetto a cui non aderiranno, almeno per ora, Pesaro e Ascoli.
“Le Marche non possono decidere la direzione e l'assetto dei nuovi equilibri mondiali. Possono però decidere come affrontarli. L’aggregazione – ha spiegato il presidente che guida l’azienda Daisen - il rafforzamento delle infrastrutture, l'attrazione dei talenti e la capacità di fare sistema sono la strada per passare dal saper fare al saper innovare”.
Secondo Mingarelli, che si è anche confrontato con l’assessore regionale Consoli sui temi del lavoro, dei giovani e dei talenti, “supportare l'industria marchigiana significa coniugare dimensione, massa critica e visione strategica, rafforzando la capacità delle imprese e dei territori di competere nei mercati. Il modello delle piccole e medie imprese e della manifattura diffusa delle Marche rappresenta ancora un pilastro fondamentale che per evolversi necessita di capitali, spinta innovativa e una più decisa proiezione verso i mercati esteri".
Per questo "diventa indispensabile per noi imprenditori fare sistema per gestire la transizione ecologica e digitale, salvaguardando il patrimonio di competenze e il know-how locale. La vera partita per competere si gioca sullo sviluppo delle collaborazioni nelle filiere e sulla capacità di affrontare i cambiamenti trasformandoli in crescita stabile e duratura”.
Lucia Aaleotti ha ricordato “la necessità di rafforzare la competitività europea, garantire energia a costi sostenibili, sostenere la patrimonializzazione e la crescita dimensionale delle imprese e investire nelle competenze necessarie per governare la transizione tecnologica”. Mentre Consoli ha promesso politiche per “costruire nuove opportunità per attrarre, riportare, trattenere e sviluppare nelle Marche competenze e professionalità strategiche per la crescita del territorio delle imprese”.
r.vit.
