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Di Ruscio, scontro sulla decadenza. Ciarrocchi: è incompatibile. L'ex sindaco: sono scomodo

15 Ottobre 2026

FERMO – La maggioranza ritiene che l’incompatibilità sia ancora in essere, Di Ruscio sostiene di aver superato ogni conflitto di interessi e accusa l’amministrazione di volerlo estromettere perché consigliere scomodo. Si accende lo scontro politico a Fermo attorno alla posizione dell’ex sindaco, consigliere di opposizione di Servire Fermo, per il quale è in discussione la decadenza legata a una causa civile pendente contro il Comune.

Ciarrocchi: “È ancora parte in causa”

Dopo la riunione della Prima commissione consiliare, l’assessore Alessandro Ciarrocchi ribadisce la posizione della maggioranza sul piano giuridico. «Ad oggi il consigliere Di Ruscio è parte processuale nel giudizio pendente in Corte d’appello contro il Comune» afferma, sottolineando che non sarebbe stata concretizzata la volontà, precedentemente manifestata dal consigliere, di rinunciare agli atti.

Per Ciarrocchi, il trasferimento dei diritti relativi ai beni oggetto del contenzioso alle sorelle, effettuato con un atto notarile, potrà essere valutato ai fini dell’incompatibilità soltanto se la Corte d’appello di Ancona disporrà l’estromissione di Di Ruscio dal giudizio. «Abbiamo agito sempre con trasparenza e collaborazione, cercando di non pregiudicare la sua dichiarata volontà di restare consigliere», aggiunge, ma la posizione processuale attuale, a suo avviso, non lascia margini di dubbio.

La replica: “Ho trasferito i beni alle mie sorelle”

Di Ruscio respinge le contestazioni e ricostruisce diversamente la vicenda. Sostiene di aver adempiuto alla rinuncia agli atti del giudizio, rinunciando anche alle spese processuali e agli interessi, e di aver trasmesso al Comune, il 28 settembre, l’atto notarile del 23 settembre con cui, nell’ambito della divisione ereditaria, ha trasferito alle sorelle i beni interessati dal contenzioso, insieme ai relativi diritti.

Di conseguenza, afferma, non sarebbe più titolare di alcun diritto o pretesa su quei beni. Il consigliere contesta inoltre la scelta del Comune di notificare l’atto di citazione in appello dopo aver ricevuto la documentazione notarile.

Candidori: “Servono risposte documentate”

Alle questioni tecniche si affiancano quelle politiche. Il capogruppo di Piazza Pulita, Edoardo Candidori, chiede a Di Ruscio di chiarire diversi aspetti della vicenda, dalla richiesta risarcitoria per l’occupazione dei terreni alle circostanze della diffida del 2022, inviata al dirigente comunale competente per il patrimonio, ruolo ricoperto all’epoca dallo stesso Di Ruscio.

«Il punto non è chi alza di più la voce, ma chi è disposto a spiegare fino in fondo i fatti», sostiene Candidori, chiedendo risposte documentate anche sulla rinuncia agli atti e sul successivo trasferimento dei diritti alle sorelle. Per la maggioranza, dopo oltre due mesi concessi al consigliere per chiarire la propria posizione, non sarebbe stata ancora individuata una soluzione in grado di superare i rilievi sollevati.

La richiesta alla Corte d’appello e l’accusa politica

Di Ruscio annuncia la richiesta alla Corte d’appello di Ancona di essere estromesso dal processo, sostenendo di aver ottenuto anche l’assenso delle sorelle. A suo giudizio, la permanenza formale nel giudizio non corrisponderebbe più a una situazione sostanziale di conflitto con il Comune.

Da qui la sua contestazione: «Si può far decadere un consigliere comunale, privandolo di un diritto costituzionale, l’elettorato passivo, per un problema formale e non sostanziale che sarà risolto nel giro di qualche giorno dal giudice? La Cassazione dice di no».

Il consigliere conclude con un’accusa diretta all’amministrazione: «Le vere motivazioni della posizione del Comune di Fermo sono molto chiare: sono un consigliere scomodo». Il nodo resta dunque la posizione processuale del consigliere e la possibilità che l’eventuale estromissione dal giudizio possa incidere sulla valutazione dell’incompatibilità.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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