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Di Ruscio è pronto: “Servire Fermo con esperienza e visione. La filiera? Sa di ricatto e questo mi fa arrabbiare"

18 Aprile 2026

FERMO - Senza microfono, con tono fermo e sicuro, Saturnino Di Ruscio annuncia ufficialmente la sua candidatura. Accanto a lui, una sola persona: Piergaetano Catalini, “un uomo di sinistra”, che è stato decisivo nel riaccendere la fiammella di protagonismo dell’ex sindaco.

«Raccogliamo questa sfida e facciamo qualcosa per Fermo» le parole di Catalini che l’hanno stimolato. La prossima settimana presenterà la lista “Servire”, un nome che – spiega – «racchiude il senso del mio impegno».

In mano tiene una cartolina, su ogni seggiola c’è anche una penna e sul tavolo una scatola: chiede consigli, appunti, riflessioni ai cittadini. Sul tavolo i libri di Rutelli, Busciati, Sturzo. «Dopo vent’anni torno in campagna elettorale. Riparto dal Girfalco, luogo simbolico della città. Oggi è rimasta integra solo la Cattedrale, un faro che ci guida. Per il resto manca una visione».

Di Ruscio cita le parole dell’arcivescovo Rocco Pennacchio: «Un conto è presentare un progetto, un conto è costruirlo insieme e condividerlo. Serve prima un’idea, poi si trovano le risorse. Senza visione, è solo una sceneggiata». Parole che l’ex sindaco fa proprie, criticando il metodo dell’amministrazione guidata da Paolo Calcinaro: «Si interviene senza confronto. Lo dimostrano anche la Casina delle Rose e la casa del custode: oggi Fermo si presenta senza una prospettiva chiara».

Perché torna? “Per senso di responsabilità”. E rafforza il concetto citando don Luigi Sturzo: «La politica è servizio, non interesse personale. Senza etica diventa sopraffazione. Quando nascono tanti comitati che contestano la gestione della cosa pubblica, significa che qualcosa non funziona».

E aggiunge: «Per quarant’anni ho lavorato per Fermo, da dirigente e da sindaco. Ho dato molto, come un padre con i figli. Oggi vedo che la città prende una strada che non condivido e per questo torno a impegnarmi».

L’esperienza amministrativa

Di Ruscio rivendica i risultati del passato: dalla gestione dei rifiuti con la nascita di Asite, fino allo sviluppo di realtà come Solgas, farmacie comunali e Tipicità. «Avevamo creato un sistema solido. Oggi vedo un’Asite trasformata in una società di incarichi e consulenze: non è questa la sua funzione».

Il quadro che traccia del presente è severo: centro storico in difficoltà, mercato coperto che non ha rilanciato il commercio, impianti sportivi carenti di manutenzione. «La pista d’atletica non è omologata, al Coni ci sono i topi. Girando il territorio, mi rendo conto che serve un intervento serio. Non posso restare fermo: sono pronto a rimboccarmi le maniche».

Vuole cancellare l’idea che si candidi contro qualcuno. «Non è una rivalsa politica e non è contro Calcinaro. I miei valori sono altri e non coincidono con quelli di Fratelli d’Italia, mio ex partito. È che non potevo restare fuori dalla sfida».

Il progetto

Il programma parte dai bisogni dei cittadini: «Il mio metodo è semplice: ascolto e soluzioni». Tra le priorità: viabilità e traffico, con sensi unici e percorsi ciclabili e pedonali; rilancio del centro storico con interventi integrati (illuminazione, pulizia, sicurezza, spazi per i giovani); valorizzazione del litorale, da Lido a Casabianca. «Fermo è retrocessa in questi anni: non abbiamo acquisito uffici e abbiamo perso centralità. Serve invertire la rotta».

Un tema che consce bene, da ex presidente Erap Marche, è quello della casa. “Intanto amplieremo il fondo per chi è in difficoltà dimezzando le indennità della Giunta. So che ci sono molti immobili all’asta, potremo prenderli e recuperarli, oltre 100 posti letto. Il taglio degli stipendi – ribadisce - non è populismo, è valutazione delle priorità. E poi creerò un audit interno che monitori al meglio le partecipate”.

Un luogo su cui ha idee chiare è l’ex Betti, “immagino sale per la musica, una biblioteca per fumetti, luoghi di incontro”. Dopo dieci anni di ‘civismo’, si parlava tanto del ritorno dei partiti. Di Ruscio, invece, non ne avrà al suo fianco: “I partiti devono tornare aa essere se stessi. Basta con i partii personali. Dietro a Fratelli d’Italia ci sono troppi interessi. Non si può mettere un francobollo per garantire la pulizia. Io in ogni caso mi confronterò con tutti. Basta che non mi parliate di filiera. Che fa rima con ricatto.  ‘Non c’è il con me o contro di me’. Su quello divento una bestia”.

È carico Di Ruscio, che ha due certezze: “Andrò al ballottaggio e vincerò”. Per cui, inutile chiedergli di scegliere tra Malvatani, Scarfini e Tosoni. Rivalsa politica? “I miei valori sono altro rispetto a Fratelli d’Italia e, ad esempio, Andrea Putzu. Uno come me che ha nell’etica e nella morale i valori, deve impegnarsi. E così non mi muovo per dispetto a Calcinaro. Come un buon padre aspettavo il figliol prodigo, ma non è mai arrivato”.

Un punto resta fermo. “Sono qui per la mia città. Se va male Fermo, sarebbe un vero fallimento per me. Per cui ho una squadra che si impegna per amore di Fermo” prosegue. “Per molti sono l’usato sicuro. Di certo sono l’esperto che non ha dietro figure come Lucentini, Putzu, Castelli. Non ho nessuno dietro, le persone ce le ho davanti. Risponderò solo a chi mi vota”.

Tosoni? “Un ragazzo di 30 anni non può garantire la città e soprattutto non ha le persone giuste dietro”. Scarfini: “Ci ho lavorato, sono stato il suo dirigente. Una brava persona, ma è evidente che rappresenta una amministrazione che non può cambiare la città in meglio”. Malvatani? “Una persona senza esperienza, che nella sua vita non ha mai impegnato il suo tempo a spiegare bene ai cittadini le cose, progetto del Girfalco incluso. Quello che si è nella vita, si è nella politica. È questione di etica” ribadisce.

Lui si sente diverso da tutti. Se servirà, al ballottaggio lascerà le porte aperte “perché c’è del buono in ogni squadra in campo. Mi sosterranno le persone per bene”. L’ultimo passaggio è dedicato all’era Calcinaro: “Ha preso tanti soldi senza sapere cosa farne davvero. Se la città perde abitanti, significa che c’è un problema. Sono preoccupato per la Conceria, di certo interverremo con una variante sul Girfalco”.

Raffaele Vitali

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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