
FERMO - Un salotto a cielo aperto. Questa è diventata piazza del Popolo a Fermo pochi minuti dopo l’inizio del concerto di Dardust. Il musicista ascolano, ormai star di livello internazionale, come dimostra il tour che dopo Fermo toccherà Lisbona, Parigi, Milano e Londra, ha incantato al pianoforte.
Per lui non è più solo un susseguirsi di tasti bianchi e neri, che con maestria riesce a far rendere al meglio. Perché Dardust va oltre, ha portato suoni elettronici, luci e fumi, con il bianco che spesso diventa dominante. Posti seduti, per chi è arrivato con anticipo, e posti in piedi, per un concerto che l’amministrazione comunale ha regalato a Fermo e dedicato al suo quartiere più complesso, ma dal grande potenziale, Lido Tre Archi.
“Una piazza che ha respirato all’unisono, sospesa tra luci e battiti. Il concerto di Dardust è stato questo e molto di più. C’era bellezza, quella autentica, che non ha bisogno di spiegazioni. C’era cultura, nel dialogo raffinato tra classico ed elettronico. E soprattutto c’era vita, che scorreva libera tra il palco e la gente, trasformando la musica in esperienza condivisa” commenta l’assessora Micol Lanzidei.
A fine evento, per lei, un momento di incontro con il musicista, che con disponibilità si è concesso anche a un lungo bis. “Eventi come questo dimostrano quanto la cultura, quando sostenuta e resa accessibile, possa essere motore reale di comunità e crescita perché investire nella qualità, negli spazi pubblici e nella visione artistica non è un lusso, ma una scelta che genera valore, identità e futuro” ribadisce Lanzidei.
Pizza del Popolo è stata la cornice ideale del suo ‘Urban impressionism’ che unisce musica e architettura, armonizzando i contrasti. E così sul palco sono arrivate le geometrie realizzate con i neon, mentre attorno si poteva ammirare l’antico orologio e il palazzo dei Priori. “Serate così non si dimenticano: restano, come un’eco luminosa, dentro chi ha avuto la fortuna di esserci” conclude l’assessora.
r.vit.
