
PORTO SANT’ELPIDIO – Ci sono medaglie che brillano per il risultato che raccontano e altre che custodiscono storie molto più profonde. Storie di coraggio, fatica e rinascita.
Nel giardino di Villa Baruchello il mare è arrivato attraverso le parole e gli abbracci dedicati alle Infinitae, l’associazione formata da donne operate di tumore al seno, e di amiche supporter, che ha trasformato il dragonboat in un viaggio di squadra e di vita. Al centro della cerimonia, Eleonora Ciaralli e Silvia Giannini, le due dragonesse convocate nella Nazionale italiana, capaci di conquistare tre medaglie di bronzo ai Campionati europei di Monaco.
A celebrare il loro percorso, e quello delle tante dragonesse che hanno trovato a Porto Sant’Elpidio la seconda casa, sono stati i Marinai d’Italia con il presidente Gilberto Gironacci e l’amministrazione comunale. Sedute, con le maglie rosa d’ordinanza, le donne che ogni giorno condividono allenamenti, emozioni e nuove sfide. Un riconoscimento che va oltre il risultato sportivo, perché dietro ogni pagaiata c’è la forza di chi ha scelto di ripartire.
"Quello che vediamo scivolare sull’acqua non è solo forza fisica. È sincronia, è un’opera d’arte con venti cuori che battono insieme, guidati dal tamburo e dal timoniere" ha ricordato Gironacci aprendo l'incontro. “Nel dragonboat - ha spiegato - l’io lascia spazio al noi e ogni atleta diventa parte di un equipaggio. Una lezione di vita che richiama anche i valori dei Marinai d’Italia: appartenenza, solidarietà e capacità di navigare insieme, anche quando il mare si fa difficile”.
Mare reso meno difficile dalle scogliere emerse che sono state posizionate, e principalmente finanziate, durante l’amministrazione Ciarpella, dopo che ai tempi di Franchellucci sindaco era stato avviato il progetto. "E per questo vi diciamo un grazie di cuore" prosegue salutado gli 'amici' della Lega Navale che non fanno mancare un supporto.
Il porto sicuro e la forza di una squadra

Il sindaco Massimiliano Ciarpella è arrivato accompagnato da quattro assessori, tutti vicini all’associazione, e ha sottolineato il valore di questo incontro. "C’è un binomio tra Marinai e dragonesse, una missione di vita e di sport. Non siamo qui soltanto per celebrare il vostro valore sportivo, ma per riconoscere il messaggio di speranza e determinazione che portate a tutta la comunità".
L’assessore allo Sport Farina ha evidenziato come Eleonora e Silvia abbiano rappresentato Porto Sant’Elpidio e l’Italia grazie al lavoro di squadra. "Portate messaggi di solidarietà, partecipazione e inclusione. La medaglia è di ognuna di voi. Facciamoci un grande applauso".
Un riconoscimento che appartiene dunque all’intero equipaggio, a tutte le donne che condividono il percorso e a chi sostiene l’associazione giorno dopo giorno.
Dopo la malattia, un nuovo orizzonte
Silvia ha raccontato l’emozione della convocazione in Nazionale e il significato più profondo di quella medaglia. "Ero convinta che avrebbero convocato Eleonora, perché era più allenata. Quando ci hanno comunicato che eravamo in Nazionale, abbiamo iniziato ad allenarci con grande impegno. Un orgoglio che per noi è utile per mandare un messaggio a tutte le donne operate al seno: dopo la malattia c’è tanto altro".
Il dragonboat diventa così una possibilità di riscoprirsi, di ritrovare fiducia nel proprio corpo e di immaginare nuovi orizzonti. "Possiamo trasformare un momento difficile in un’avventura, in una Nazionale e persino in una medaglia di bronzo. Bisogna ogni giorno compiere una piccola azione giusta. Con impegno, tutte possiamo farcela".
L’assessore ai Servizi sociali Marco Traini ha ricordato il primo incontro con l’associazione e la crescita compiuta in pochi anni. "Abbiamo creduto subito in questa realtà, ma non immaginavo che potesse raggiungere una forza simile. Siete un simbolo per Porto Sant’Elpidio e per tutte le donne che affrontano momenti di difficoltà. La vostra determinazione dimostra quanto sia possibile ottenere con il sostegno di una comunità".
Tre medaglie, tre dediche. Sono quelle che racconta Eleonora, usando la metafora del mare. “La prima dedica è al porto sicuro, che è Porto Sant’Elpidio, che ci ha accolto con i Marinai d’Italia. Da qui ogni barca parte e ogni barca vuole tornare. La seconda dedica è al nostro equipaggio, ovvero – precisa guardando le compagne di dragonboat - voi tutte”.
La terza medaglia è per la forza propulsiva di ogni barca, che sia vento, carburante o braccia. “La mia forza è la famiglia, come credo che sia per ciascuna di noi. Chi ci sopporta e supporta per gli orizzonti infiniti”.
L’infinito oltre la siepe
Il 27 ottobre le Infinitae festeggeranno tre anni dalla fondazione. Oggi sono oltre 50 le iscritte, unite da un’esperienza che va oltre la pratica sportiva. La neo capitana Monia Polini ha ricordato la crescita dell’associazione e il significato di avere due atlete in Nazionale.
"A volte vedere oltre le cicatrici è difficile. Noi dimostriamo che possiamo chiedere di più al nostro corpo, che è stato malato, ma che oggi può darci grande soddisfazione". E poi quella metafora che racchiude l’anima del gruppo: "Le Infinitae sono nate dal desiderio di guardare oltre la siepe leopardiana. Per noi la siepe è il mare e il mare è l’inizio dell’infinito".
Un infinito fatto di braccia che remano insieme, di tamburi che scandiscono il ritmo, di mani che si cercano e di donne che, ogni giorno, scelgono di ripartire. “Perché a volte la rinascita non ha bisogno di parole: basta una barca, un equipaggio e un orizzonte da raggiungere”.
Una targa per Enzo Vagnoni
Nel corso della cerimonia, oltre alle medaglie per i volontari più vicini aalle dragoneesse, è stata consegnata anche una targa a Enzo Vagnoni, maestro d’ascia e di canoa, impegnato nella promozione della cultura del mare e nei progetti con le scuole. "Abbiamo seminato piccoli semi con i Marinai d’Italia. Siamo partiti negli anni Ottanta con tante barche, oggi il mare si è spopolato. La cultura del mare deve entrare nelle scuole. Con voi siamo entrati nelle case della Faleriense, grazie al vostro tamburo che risuona ogni domenica mattina. Non è facile, ma ci riusciremo".
A chiudere l’incontro, il presidente Gironacci ha ribadito l’impegno dei Marinai d’Italia: "Continuare a supportarvi sarà il nostro must". Mentre l’attore Giorgio Catini, comoagno di vita di una dragonessa, con ‘Vivi la vita’ di Madre Teresa di Calcutta ha fatto risuonare dentro ogni cuore quel ‘la vita è preziosa, abbine cura; la vita è una lotta, accettala; la vita è felicità, meritala; la vita è la vita, difendila”.
r.vit.









