
SERVIGLIANO – C’è la mano di Giordano Viozzi, regista con la passione per la storia, dietro la mostra organizzata all’interno dell'Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo.
Taglio del nastro l'11 settembre, poi un mese per ammirare ‘Fernanda: le foto ritrovate. Undiscovered photos of Italian rural life 1930 – 1950’. Le foto della collezione, scattate da una mano anonima, sono state scoperte dal regista Giordano Viozzi, dopo la morte della zia Fernanda Millevolte, e tutte ritraggono contadini del sud delle Marche, per gran parte rimasti sconosciuti.
Soggetti inediti, solitamente sullo sfondo, che in questi scatti sono invece posti al centro della scena. Fotografie che testimoniano un incredibile episodio della Seconda guerra mondiale: dopo l'Armistizio del 1943, circa 50.000 soldati alleati detenuti fra l'Italia centrale e settentrionale riuscirono a fuggire dai campi di prigionia, e sebbene molti furono rapidamente catturati, 25.000 rimasero in libertà e trovarono rifugio proprio presso questi contadini, che li nascosero ai nazi-fascisti anche per 18 mesi.
L'esposizione è in collaborazione con l'Associazione Casa della Memoria di Servigliano, sede dell'ex campo di prigionia PG59, e il Monte San Martino Trust, che conserva una delle più importanti raccolte di testimonianze personali dei prigionieri alleati evasi e di coloro che li aiutarono.
r.vit.
