
FERMO – La lista “Progetto Riformista” si presenta come una delle anime più vicine alla candidata sindaca Angelica Malvatani. A sottolinearlo è Tano Massucci, che introduce il progetto politico ricordando le origini del percorso condiviso.
“Ricordo il primo incontro con Licio Livini e Angelica per dare un vero senso al campo largo, portando l’anima riformista insieme alla sinistra, al Pd e al Movimento 5 Stelle. La nostra è una lista davvero per la sindaca. Abbiamo così trovato le persone più adatte” spiega Massucci.
Due i riferimenti principali della lista: Licio Livini e Andrea Petracci. “Il nostro è un ‘Progetto Riformista’. Al di là delle sigle e delle persone, significa sognare una Fermo migliore rispetto a quella che è oggi” sottolinea Livini, ex direttore generale dell’Asur fermana.
Il concetto di “scrivere una nuova storia” diventa il filo conduttore della presentazione. “Noi abbiamo idee per una Fermo inclusiva, solidale, proiettata al futuro perché capace di coinvolgere i giovani. Abbiamo un progetto con punti molto chiari, ma servono le gambe e le teste per realizzarlo. E crediamo che la coalizione creata sia quella giusta”.
Un progetto che trova nella candidatura di Angelica Malvatani il proprio punto di riferimento. “Meglio di così non potevamo avere. Per questo la supportiamo con convinzione” aggiunge Livini. Anche i colori del simbolo assumono un significato preciso: “Il blu di Progetto Riformista e di Sindaca rappresenta la serietà del progetto, il rosso corallo la freschezza, il sogno e l’energia che possiamo sprigionare”.
A prendere poi la parola è la stessa Angelica Malvatani: “Per me la prima parola è riconoscenza verso chi si impegna e mi sta vicino, a partire da Andrea Petracci”. Petracci, al suo fianco, ribadisce: “Abbiamo scelto una strada trasparente e condivisa. La viviamo ogni giorno, muovendoci in ogni angolo della città e ascoltando le persone. Già solo l’ascolto è un modo rivoluzionario che piace ai cittadini”.
Malvatani riconosce apertamente il peso della lista: “È stata costruita attorno al mio nome”. E Petracci rilancia: “A febbraio immaginare un centrosinistra unito sembrava un miraggio. Invece ci siamo riusciti e con la nostra lista portiamo ulteriore equilibrio. Noi siamo davvero di centrosinistra”.

La parola passa poi ai candidati, ognuno con la sua esperienza e voglia di incidere. Il primo a intervenire è Fulvio Di Cicco, direttore dell’ufficio appalti dell’Ast di Fermo ed ex capo scout. “Per tanti anni lo scoutismo è stato per me un servizio di puro volontariato. Nel mio lavoro gestisco un budget multimilionario e coordino 50 persone. Sono pronto a mettere questa esperienza al servizio dell’amministrazione”.
Di Cicco evidenzia anche la distanza percepita tra cittadini e Comune: “Vogliamo che il cittadino torni a vedere l’amministrazione come primo riferimento. Non si può amministrare dando semplicemente il numero di cellulare: significa che qualcosa nel sistema non funziona. Questa non è vera vicinanza”. Poi un passaggio umano sulla candidata: “Malvatani sta pagando un prezzo personale importante e lo sta facendo per tutti noi. Il modo in cui lo gestisce dimostra che sarà una brava sindaca”.
Lino Olivieri Pennesi, per quarant’anni dirigente di una cooperativa sociale, sottolinea la complessità della sfida: “Non sarà un compito facile, ma abbiamo le competenze per uscire da questa fase complessa, sia per la vita delle persone sia per il Comune”.
Alessandra Cavalletti, esperta di sostenibilità ambientale ed energetica, lega il tema ambientale alla qualità della vita: “La sostenibilità diventa anche sostenibilità della vita. Per questo porterò il mio impegno nella cura del territorio e nella progettazione della città, dove sono tornata a vivere da due anni”.
Federica Pennesi, ragioniera esperta di tributi locali, rivendica il proprio legame con Fermo: “Ho un amore viscerale per questa città. Credo di poter contribuire a cambiare il metodo di approccio tra tributi locali e cittadini, che devono essere agevolati nella gestione. Noi donne abbiamo una marcia in più”.
Liliana Biccirè, igienista dentale, racconta di essere stata conquistata dalla candidatura di Malvatani: “Ha portato una ventata di freschezza e la lista ne è il perfetto accompagnamento. Credo che le cose possano migliorare, ma servono impegno, attenzione e umiltà”. Poi cita Buddha e il “pensiero di valore”: “Ogni azione personale può essere l’inizio del bene”.
Federica Caveglia, infermiera impegnata nei Pua, pur non essendo fermana ha scelto di aderire al progetto: “Mi piacerebbe far crescere la sinergia tra sanitario e sociale, soprattutto per gli anziani in difficoltà che meritano risposte. Senza risposte sul territorio non si fa prevenzione”.
Luca Viozzi porta il mondo della scuola: “Fare l’insegnante è il lavoro più bello del mondo. Le nostre scuole sono piene di talenti diversi. Da anni mi spendo per il sociale e ho seguito a lungo la comunicazione dell’Usr. Questo progetto mi piace”. Infine Attilio Marinucci, non c’era Pierluigi Malvatani, che porta anche lui esperienza nel campo sanitario.
Un gruppo convinto e determinato, che ha una ulteriore certezza: “Il ballottaggio? Abbiamo creato un campo largo per accogliere tutti quelli che la pensano come noi. Il primo turno servirà per vedere se qualcuno – ribadisce Massucci - supererà il 50%, poi al secondo turno speriamo che i cittadini abbiano capito di scegliere direttamente noi per compromessi che in questo momento sarebbero impossibili da fare”.
E se non fosse chiaro, alla domanda diretta: andrete con Di Ruscio, come qualcuno paventa, a sentenziare è la stessa candidata sindaca: “La decisione la prenderemo insieme, ma l’ultima parola è la mia. Noi vinceremo, ma non c’è margine per telefonate, confronti, poltrone, noi siamo il centrosinistra che sfida tre candidati che rappresentano altre aree politiche. Con loro non ci unisce nulla”.
