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Da Arquata a Castelluccio, ricostruzione tra memoria e innovazione: il 'modello Castelli' conquista i giovani costruttori

25 Maggio 2026

AMANDOLA – I giovani costruttori ci credono nella ricostruzione. Ne hanno parlato gli associati ad Ance Giovani centro Italia che vedono nella grande area del cratere un vero “laboratorio nazionale di innovazione tecnologica applicata all’edilizia e all’ingegneria civile”.

Nel corso delle tavole tematiche dedicate alla ricostruzione e alla resilienza territoriale sono intervenuti il direttore dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche, ingegner Marco Trovarelli, e il coordinatore dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria, ingegner Gianluca Fagotti, che hanno illustrato due delle esperienze più avanzate e innovative: Arquata del Tronto e Castelluccio di Norcia.

“Una ricostruzione che sta assumendo un profilo sempre più orientato alla sperimentazione di tecniche all’avanguardia, capaci di coniugare sicurezza, sostenibilità, resilienza e qualità urbana”. Ad Arquata, ad esempio, il progetto si fonda su un sofisticato sistema di fondazioni tirantate, una soluzione ingegneristica avanzata pensata per garantire stabilità e sicurezza anche in un territorio caratterizzato da forte fragilità geomorfologica. “Stiamo ripensando il rapporto tra costruito e territorio, introducendo metodologie innovative che potranno rappresentare un modello replicabile anche in altri contesti complessi”.

A Castelluccio di Norcia, invece, la ricostruzione si sta sviluppando attraverso una strategia multilivello basata sull’impiego di piattaforme dotate di 300 isolatori sismici. Una scelta tecnologica di assoluta avanguardia che punta a incrementare in modo significativo la capacità di resistenza degli edifici rispetto ai futuri eventi sismici.

“Queste innovazioni – ha ribadito il commissario straordinario Guido Castelli – testimoniano la volontà di fare della ricostruzione non un semplice ritorno alla situazione precedente, ma un salto di qualità verso standard costruttivi più evoluti e sicuri. La ricostruzione del Centro Italia sta diventando infatti un banco di prova per nuove tecnologie, materiali innovativi, digitalizzazione dei processi, modellazione avanzata e sistemi costruttivi capaci di aumentare la resilienza delle comunità”.

Quello che i giovani di Ance hanno riconosciuto è che “accanto alla rinascita dei borghi e delle comunità colpite, sta prendendo forma un patrimonio di competenze, tecnologie e modelli operativi destinato a lasciare un segno duraturo nell’edilizia italiana. Una sfida che coniuga memoria e innovazione, tutela dei territori e sperimentazione tecnologica, sicurezza e sviluppo”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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