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Critiche e idee, l'area riformista punta su Mangialardi: "Noi siamo il futuro del centrosinistra"

31 Agosto 2020

FERMO – Arrivano camminando tra gli alberi luccicanti per la pioggia del Girfalco di Fermo. Sono la squadra dell’area riformista, quella che appoggia Mangialardi e riunisce quattro forze: Italia Viva, Demos, Partito Socialista e Civici Marche-Partecipazione Democratica. Li unisce l’appartenenza al centrosinistra, ma anche una critica forte a parte dell’era Ceriscioli.

La dottoressa Emanuela Lanfranchi apre le danze: medico pediatra, mamma di cinque figli e volto di Demos per il Fermano. “Ma perché?” le hanno chiesto i figli. Per rispondere lei ha scelto Sant’Agostino: ‘La speranza ha due figli, indignazione per quello che non va e il coraggio di cambiarle’.

“Uno dei motivi che mi ha portato a candidarmi è il fatto che nella sanità c’è bisogno di una programmazione. Del reso la politica è la forma di carità più alta, è un servizio”: ecco l’altra citazione, quella di Paolo VI. Lei, con Democrazia Solidale, punta sulla vicinanza alle fragilità, sul dare risposte. “Abbiamo speso 12milioni di euro per costruire il Covid Hospital. Forse, se avessimo avuto una programmazione sanitaria che unisce tecnici e politici, la soluzione sarebbe stata diversa”. Ha le idee chiare per la sanità, che non significa tutti gli ospedali aperti, ma servizi efficienti e garantiti sul territorio, con una rivisitazione delle Rsa.

Milena Sebastiani ci riprova, dopo l’esperienza di cinque anni fa con Uniti per le Marche, con Alessio Terrenzi, fa parte di ‘Civici Marche’. “Sono convinta che Mangialardi sia la persona giusta per la Regione. Punto su impegno e passione, quelli che ho messo nei ruoli ricoperti”. Al ruolo politico aggiunge i 35 anni di lavoro nel mondo dell’associazionismo imprenditoriale. Il suo core business è il turismo: “Significa parlare di posti di lavoro, andando oltre il marketing turistico, in modo da valorizzare percorsi gastronomici e paesaggistici. Il tutto stando più vicini alle associazioni sportive, puntando su eventi sportivi grandi che destagionalizzano”. Come poi lei ha saputo fare a Porto Sant’Elpidio nei suoi anni di assessorato.

Il sindaco di Sant’Elpidio a Mare, Alessio Terrenzi, è per molti il cavallo vincente della lista in cui lui ha portato ‘Partecipazione Democratica’, il simbolo che lo ha visto trionfare nella sua città per due volte. “Sono sicuro che prenderemo tra il 10 e il 19%, non ho dubbi che saremo in doppia cifra nel Fermano. giorno dopo giorno siamo più compatti, ognuno ha un valore da portare. Questo è il futuro del centrosinistra fermano, siamo il rinnovamento in forte discontinuità con la precedente amministrazione regionale. E io voglio essere il sindaco del Fermano in Consiglio”.

E se non fosse chiaro: “Ho criticato, ho avanzato proposte, non ho mai avuto risposte. Bisogna imparare ad accettare le critiche. E questo non è accaduto con la Giunta precedente. Per questo spero che tutto cambi e si seguano gli esempi migliori, come quello di Bonaccini in Emilia. Ci vogliono gli attributi per governare e invece sono mancati. Noi cambieremo anche questo quadro grazie a Mangialardi e non certo con uno che non ha mai dato prova di buona amministrazione”.

Il simbolo di Italia Viva è sulla maglietta di Fabio D’Erasmo, laurea in economia e lavoro al Confidi Unico: “Un gruppo eterogeno. Io porto trasparenza, competenza e cambiamento. Serve pianificazione, servono progetti concreti dopo la buona idea” conclude.

Ceriscioli o no, gli ideali sono chiari e nel centrosinistra trovano il buongoverno. Per cui giusto continuare con il gruppo di alleati, ma era fondamentale un nuovo candidato.

“Non ha sbagliato tutto Ceriscioli, sia chiaro. Il buono purtroppo non ho saputo comunicarlo come dovuto, dalle soluzioni per il credito alla Camera di commercio unica. Poi la coalizione ha scelto di non ricandidarlo e oggi siamo di fronte a questo nuovo percorso” concludono compatti.

r.vit.

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