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Coronavirus, la scuola reagisce. Classi vuote e pc pieni. Alunni collegati all'Itet: "Studiamo, se no poi è dura" (video)

6 Marzo 2020

di Raffaele Vitali

FERMO – Fa strano, inutile negarlo. Le aule sono vuote, sui banchi non ci sono libri e penne, eppure il professore è al suo posto. Davanti non ha volti, ma un monitor dove spuntano tante faccette: ecco le elezioni ai tempi del Coronavirus all’Itet Carducci Galilei. Oltre ai professori a scuola ci sono i tecnici e il personale Ata. Ai primi il compito di verificare il segnale, all’Itet la fibra viaggia a 30 mega, e la funzionalità della piattaforma, al personale di far sì che la scuola sia efficiente dal punto di vista amministrativo in primis.

Lezioni sospese, ma non ci si ferma, come racconta la dirigente Cristina Corradini. “Numerosi docenti si sono organizzati con gli alunni. La prima azione è stata la condivisione dei contenuti attraverso il registro elettronico”. È il punto base, la condivisione dei contenuti e degli esercizi: “Una prima forma di contatto, l’emissione base che deve partire dalla scuola. Anche per gli alunni con disabilità (in sede c'era anche la docente di sostegno, ndr), dove la tecnologia è un aiuto ancora più importante”.

Ma i prof vogliono di più, vogliono la lezione ed ecco che il Carducci mette a disposizione la piattaforma sperimentata più volte per videoconferenze e lezioni di gruppo, essendo anche riferimento per il patentino europeo del computer. “La questione diventa più complicata quando si ragiona su chi riceve, dove ci sono incognite per il segnale. Dipende dove si trova l’alunno, ma per fortuna abbiamo sistemi leggeri che non gravano sulle connessioni”.

Si va da Hangouts ai gruppi WhatsApp. “Il primo corso partito è stato quello di Economia Aziendale, poi Matematica, Informatica e altri ne arriveranno già a inizio settimana. I ragazzi si colgano e seguono in videoconferenza, il nostro istituto è dotato per fortuna di tecnologie adeguate. Chi si collega viene registrato a lezione, ma siccome non si può ‘punire’ chi non si collega, non sapendo le motivazioni, se tecniche o personali, forniamo il materiale per studiare attraverso il registro elettronico. La priorità è supportare il percorso didattico”. C’è anche chi, come il professor Mennò, si è inventato la Srl virtuale in cui il compito degli alunni è proprio farla crescere insieme, per cui l’interazione è obbligatoria.

Insomma, tutti a casa, ma con i libri sul tavolo, magari vicino a un caffè mentre si è ancora in pigiama, altrimenti il rischio di rimanere indietro è reale. “Abbiamo i compiti da fare e poi da caricare sul registro, quindi non è che possiamo fare vacanza” commenta uno degli alunni collegato per la lezione di matematica”. Il sistema funziona, lo confermano gli alunni: “Ci arriva una notifica e sappiamo di doverci collegare, certo ci si distrae un po’ di più rispetto a una lezione, ma è meglio ascoltare”.

Anche perché se la chiusura dovesse prorogarsi oltre il 15 marzo, non ci saranno alternative: “Rivalutazione delle tecnologie a supporto della didattica. Il docente da trasmissivo dei contenuti diventa il media tra mezzi e lezioni. Nuove sfide che affrontiamo insieme, la scuola è davvero una piccola comunità” conclude la Corradini.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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