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Conoscere l'AI per diventare più intelligenti: il patto tra Frontoni e la Fracassetti. "La tecnologia non va subita"

29 Aprile 2026

FERMO – Un ponte tra scuola, innovazione e territorio, con l’intelligenza artificiale non vissuta come minaccia ma come opportunità educativa. È stato presentato nell’aula magna della Fracassetti Brain Craft, il progetto guidato da Wega, impresa sociale di Amandola, che punta a connettere didattica, nuove tecnologie e sviluppo dei talenti personali.

Lezioni, laboratori, doposcuola che va oltre il semplice supporto ai compiti e soprattutto ascolto degli studenti: questa la traiettoria indicata per un percorso che vuole accompagnare i ragazzi dentro il futuro.

A spiegare il senso profondo dell’iniziativa è stata la dirigente Flammini: “Dietro le due lettere AI ci sono intelligenza artistica, ambientale e ovviamente artificiale. È un ponte tra educazione e strumento tecnologico, che può diventare opportunità. L’intelligenza artificiale è presente da anni, ma va conosciuta per essere utilizzata al meglio”.

Un progetto virtuale ma anche tangibile, con sviluppi concreti già annunciati: dai centri estivi ai nuovi distributori automatici previsti per il prossimo anno, accolti dall’applauso degli studenti.

In prima fila l’assessora Annalisa Cerretani, da sempre vicina ai percorsi di innovazione scolastica, mentre in collegamento è intervenuto Paolo Calcinaro, assessore regionale alle politiche sociali. Presente anche la Provincia di Fermo con la consigliera delegata alle politiche scolastiche Pisana Liberati: “Siamo attenti alle vostre esigenze. Penso in particolare ai Neet, a quei giovani che non studiano e non si formano. La speranza è che nessuno di voi scelga di lasciare il percorso scolastico, sarebbe una sconfitta per tutti. Voi siete immersi nell’AI, che non va demonizzata ma ripensata senza intaccare manualità, estro e creatività”.

Tre i perni evocati come motore del progetto ci sono la dirigente Flammini, il professor Emanuele Frontoni e la stessa comunità scolastica della Fracassetti.

A rafforzare il messaggio è intervenuto anche Dell’Acqua dell’Ufficio scolastico regionale: “Sono qui a chiedere non solo ai docenti di accompagnare verso l’innovazione i ragazzi, ma agli stessi alunni di stare al fianco degli insegnanti. L’AI è il simbolo di sfide difficili, ma per la scuola può essere uno strumento per essere più intelligenti”.

Sulla stessa linea Olimpia Natelli dell’Ufficio scolastico provinciale: “In questa scuola si lavora molto per combattere la povertà educativa e innovare didattica e processi di apprendimento. Per me l’intelligenza artificiale è uno strumento significativo”.

Michela Valeri e Gloria Filippetti, per l’Ambito XIX, hanno ricordato la collaborazione con l’istituto e il progetto DesTEENazione, spazio rivolto ai giovani per sviluppare aspirazioni e desideri che ha base a Porto San Giorgio ma si rivolge a trenta comuni.

Tra i partner c’è l’Università di Macerata, con la dottoranda Elisa Saraceni, impegnata sui temi delle dipendenze tecnologiche e dell’impatto degli smartphone, oltre al progetto HobNob sui temi del cyberbullismo.

L’ospite atteso era però solo uno: il professor Emanuele Frontoni, tra i massimi esperti internazionali nel campo dell’intelligenza artificiale. Il prof, che ha usato i videogiochi come filo conduttore della sua lezione,  ha invitato gli studenti a non pensare al futuro come a un percorso rigido: “Non esiste una strada unica peer lavorare con l’AI e usarla al meglio. Io vengo dall’informatica, Elisa dalla formazione. L’AI è pervasiva, per questo servono scelte ampie e basi culturali senza confini. Non sappiamo cosa sarà utile tra cinque anni, ma di certo sarà fondamentale continuare a imparare”.

Frontoni ha poi affrontato, anche con ironia, paure e miti sull’intelligenza artificiale. A partire dagli agenti AI: “Si accordano per distruggerci? Creano linguaggi che non comprendiamo? Nulla di tutto questo”. Ha raccontato un esperimento con due agenti, uno dedicato al calcio e uno ai referendum, che col tempo “degenerano e finiscono per ripetere tutti le stesse cose”. Strappando sorrisi quando, sul versante calcistico, ha aggiunto: “Abbiamo provato a farli dialogare sul calcio, per tutti vince l’Inter. È bastato che lo dicesse il primo e nessuno ha trovato un motivo per dire una cosa diversa”.

Poi un monito sull’uso critico degli strumenti generativi, mostrando una sua immagine creata con l’AI: “Questa foto è illegale, perché dimentica il copyright. Lo stile è preso da uno studio giapponese. Attenzione a usarlo, e lo dico anche ai professori: Ogni AI ha la sua peculiarità, bisogna imparare ad usarle al meglio, con i loro limiti”.

Dal racconto dei suoi viaggi a San Francisco, con l’esplosione delle aziende che lavorano sull’intelligenza artificiale, al riferimento ai videogiochi come mondi da conoscere anche per la comunità educante, fino agli strumenti già usati dai ragazzi, come ChatGPT o applicazioni come Photomath, il messaggio finale di  Frontoni è stato chiaro. “La tecnologia non va subita, ma capita, discussa con docenti e famiglie, governata”.

Raffaele Vitali

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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