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Confindustria Fermo dice SI alla fusione, calzaturieri critici. Pieragostini: inizia il percorso. Ci chiariremo, datemi fiducia

7 Novembre 2026

Pieragostini: "L’aggregazione non toglie nulla a Fermo, ora dobbiamo costruire fiducia". La presidente di Confindustria Fermo dopo il voto dell’assemblea: 1.110 sì e 29 no. "Non è una delega in bianco, ma l’avvio di un percorso. Ascolteremo anche i dubbi dei calzaturieri"

FERMO – L’assemblea di Confindustria Fermo ha dato il via libera all’avvio del percorso di aggregazione con le territoriali di Macerata e Ancona. Un voto quasi unanime, con 1.110 sì e 29 no, al termine di un confronto partecipato nel quale non sono mancati dubbi e critiche, soprattutto da parte della sezione calzaturiera, che ha contestato tempi e modalità dell’operazione, annunciando l’astensione. "Non è una decisione definitiva. Ora si apre una fase di confronto e sperimentazione che dovrà dimostrare i vantaggi concreti dell’aggregazione".

Presidente Pieragostini, che significato dà al voto dell’assemblea?

"È un passaggio importante perché dà ufficialmente avvio a un percorso nel quale crediamo. Ho il mandato per lavorare insieme alle territoriali di Macerata e Ancona per costruire un progetto. Voglio ribadire che questo percorso non toglie nulla a Fermo, alla sua autonomia e alla sua storia. Non stiamo rinunciando alla nostra identità, ma cercando di rafforzare la capacità di rappresentare le imprese".

Il confronto è stato acceso. La sezione calzaturiera ha espresso apertamente le proprie perplessità, contestando metodo e tempi. Come risponde?

"Ho sempre considerato il confronto una ricchezza. Le opinioni differenti, quando sono espresse con rispetto, possono migliorare le decisioni. Comprendo che possano esserci dubbi e preoccupazioni, soprattutto in un settore importante come quello calzaturiero. Ma un'organizzazione deve anche saper decidere. Le imprese affrontano problemi concreti e urgenti e hanno bisogno di un'associazione capace di ascoltare e, al momento opportuno, di agire".

I calzaturieri, affidando il pensiero al comunicato letto dal vicepresidente Ferracuti, hanno parlato di mancata condivisione e di una delega in bianco che non intendono firmare.

"Per me la fiducia non significa concedere una delega senza controllo. Significa affidare un compito, definire obiettivi e chiedere conto delle scelte e dei risultati. È un principio che vale nelle imprese e deve valere anche nella nostra associazione. Per questo il confronto non si chiude con il voto di oggi. Anzi, deve proseguire e accompagnare ogni fase del percorso".

Quali sono i vantaggi concreti che vi aspettate dall'aggregazione?

"Ne abbiamo individuati quattro. Il primo riguarda la rappresentanza: insieme possiamo avere un peso maggiore nei confronti delle istituzioni regionali e nazionali, soprattutto su temi strategici come infrastrutture, energia e politiche industriali. Il secondo riguarda i servizi. Mettere in comune risorse, professionalità e competenze consentirà di ampliare l'offerta alle imprese, in particolare alle piccole e medie realtà, su temi come intelligenza artificiale, cybersecurity, sostenibilità e finanza agevolata".

Gli altri due punti riguardano filiere e formazione?

"Il nostro distretto calzaturiero è il primo delle Marche e tra i principali in Italia. Creare sinergie con gli altri settori industriali può rafforzarlo ulteriormente. Penso alla meccanica, all'automotive e alle tecnologie presenti nei territori di Ancona e Macerata. Infine, la formazione: dobbiamo essere più pronti a rispondere alle esigenze dei giovani e delle imprese, costruendo collegamenti efficaci con ITS, università e centri di ricerca".

Quanto durerà il percorso?

"Non meno di due anni. Non stiamo correndo e non stiamo rinunciando a qualcosa, come ho spiegato anche ai critici. Cominceremo a sperimentare forme di collaborazione attraverso la rappresentanza comune, le sezioni condivise e nuovi servizi. Sarà un percorso graduale, che dovrà dimostrare sul campo la propria efficacia. Resta inoltre aperta la possibilità che in futuro possano partecipare anche le territoriali di Pesaro e Ascoli Piceno".

Quindi il voto non è un punto di arrivo?

"Assolutamente no. È un punto di partenza. Mi rivolgo anche a quella parte importante del settore calzaturiero che ha espresso perplessità: vogliamo continuare a confrontarci e a costruire insieme. Una cosa è certa: non basta essere più grandi, dobbiamo essere migliori".

Quale sarà il criterio per giudicare se l'aggregazione avrà funzionato?

"Il successo non dovrà essere misurato sulla dimensione della nuova organizzazione, ma sulla qualità dei servizi offerti, sulla capacità di rappresentanza, sui benefici concreti per gli associati e sulla sostenibilità economica. È su questi risultati che saremo chiamati a rendere conto alle imprese. L'obiettivo è costruire un'associazione più forte, ma soprattutto più utile a chi ne fa parte".

Raffaele Vitali - Viale della Carriera 109 - 63900 Fermo (FM) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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