
FERMO – Graziella Ciriaci è stata confermata alla presidenza della sezione Agroalimentare di Confindustria Fermo. Un settore che nelle Marche continua a crescere e che rappresenta una componente strategica dell'economia locale.
Alla guida dell'omonimo salumificio di Ortezzano, Ciriaci traccia il bilancio del lavoro svolto negli ultimi due anni e guarda alle sfide del nuovo mandato.
Presidente Ciriaci, che stato di salute gode oggi il settore agroalimentare marchigiano?
«È un settore in salute e in costante crescita. La nostra forza risiede nel territorio e nella qualità delle produzioni che sappiamo esprimere. Da qui nascono le eccellenze certificate, come Dop e Igp, e una sempre maggiore attenzione verso il biologico. Sono elementi che ci distinguono e che rappresentano un valore aggiunto sui mercati».
Due anni fa la sezione Agroalimentare di Confindustria Fermo nasceva praticamente da zero. Qual è il suo bilancio?
«Sono molto soddisfatta. Quando siamo partiti avevamo il numero minimo di aziende previsto dal regolamento e sembrava una sfida difficile. Invece, grazie al lavoro svolto, ai servizi offerti e alle relazioni costruite, siamo cresciuti in maniera significativa. Oggi contiamo dieci aziende associate e nel giro di poco tempo arriveremo a quattordici».
Quali realtà rappresenta la sezione?
«Abbiamo saputo coinvolgere imprese molto diverse tra loro ma accomunate dall'eccellenza produttiva. Sono presenti aziende del comparto vitivinicolo, della lavorazione delle carni, della pasta, del settore dei surgelati e recentemente si è aggiunta anche un'importante realtà della panificazione. Questa varietà è una ricchezza perché consente di confrontarsi e creare nuove opportunità».
Quali saranno le priorità del nuovo mandato?
«Vogliamo innanzitutto favorire una collaborazione sempre più stretta tra le aziende associate. Stiamo lavorando all'idea di partecipare ad alcune fiere di settore con spazi comuni, in modo da presentarci in maniera più forte e coordinata. Inoltre intendiamo rafforzare il rapporto con Linfa, l'azienda speciale della Camera di Commercio delle Marche, che rappresenta un partner fondamentale soprattutto per i processi di internazionalizzazione».
Le dimensioni contenute delle aziende del Fermano possono rappresentare un limite?
«Su alcuni mercati certamente le piccole dimensioni possono essere un ostacolo. Tuttavia questa caratteristica ci ha anche consentito di sviluppare prodotti unici, fortemente legati alla tradizione e alla qualità. È proprio questa identità che oggi viene riconosciuta e apprezzata dai consumatori».
Ha parlato anche di una prospettiva regionale. Che cosa significa concretamente?
«Significa fare rete. Con i territori di Macerata e Ancona, anche alla luce del percorso aggregativo in corso all'interno del sistema Confindustria, dobbiamo rafforzare le collaborazioni e creare sinergie sempre più efficaci. Allo stesso tempo vogliamo mantenere un dialogo aperto con Ascoli Piceno, con cui condividiamo una realtà importante come la Valdaso. Fare squadra è fondamentale per affrontare le sfide future e cogliere nuove opportunità di sviluppo».
Qual è il messaggio che lancia alle imprese del territorio?
«Di credere nel valore della collaborazione. Oggi nessuna azienda può pensare di affrontare da sola mercati sempre più complessi. Mettere insieme competenze, esperienze e opportunità significa crescere più rapidamente e valorizzare al meglio le eccellenze del nostro territorio».
