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Cna: "A Fermo meno imprese e popolazione, ma c'è potenziale". Come reagire? Le idee di Malvatani, Di Ruscio e Scarfini

11 Maggio 2026

FERMO – Un corposo documento-programma che vuole diventare la base del confronto tra i candidati sindaci di Fermo, mettendo al centro imprese, lavoro, infrastrutture, partecipazione democratica e futuro del territorio. È quello presentato dalla CNA di Fermo in vista delle amministrative 2026, nel segno di un doppio anniversario simbolico: gli 80 anni del voto alle donne e gli 80 anni della nascita della stessa CNA.

L’associazione parte da una riflessione più ampia sul momento storico attuale, segnato da guerre, crisi energetiche, incertezza economica e crescente sfiducia verso la politica. Secondo CNA, il rischio maggiore è l’astensionismo, sintomo della distanza tra cittadini e istituzioni. Da qui l’invito ai candidati a ricostruire un “patto di fiducia” con comunità e imprese.

Su questo ha chiamato a confrontarsi i possibili sindaci. L’introduzione è affidata a Emiliano Tomassini, presidente della Cna di Fermo: “Lavoro, imprese, turismo, infrastrutture, servizi e partecipazione sono alcuni dei temi chiave da affrontare. Le imprese sono di fronte a trasformazioni profonde. Chiedono però fiducia e visione. serve una città che sostenga l’imprenditoria”.

Hanno risposto all’invito Saturnino Di Ruscio, Angelica Malvatani, Alberto Scarfini. Assente invece Leonardo Tosoni, ufficialmente per impegni a Roma, “ce l’ha comunicato questa mattina” sottolinea l’addetta stampa della Can, Stella Alfieri, durante la diretta del confronto ai microfoni di Radio Fermo 1.

IL DOCUMENTO

Il documento, che la Cna ha inviato giorni fa ai candidati, richiama anche il concetto di “intelligenza del futuro”, intesa non solo come innovazione tecnologica e intelligenza artificiale, ma come capacità di coniugare tradizione, competenze locali, sostenibilità e trasformazione economica. Un modello che valorizzi il lavoro, le filiere corte e le professionalità del territorio.

Ampio spazio viene dedicato alla situazione economica della provincia di Fermo e delle Marche. CNA parla di un quadro fragile, caratterizzato da rallentamento produttivo, crisi del manifatturiero e difficoltà del sistema moda-calzature. Le Marche restano la regione più artigiana d’Italia, ma il numero delle imprese continua a diminuire: a fine 2025 le imprese artigiane marchigiane erano 38.263, in calo rispetto agli anni precedenti.

Il dato più critico riguarda proprio la provincia di Fermo, che registra il peggior saldo regionale: dal 2019 sono sparite 791 imprese artigiane, con un calo del 12,8%. Nel solo comune di Fermo le imprese attive sono scese da 3.561 del 2015 alle 3.041 del 2025, con una perdita di 520 attività in dieci anni.

I settori più colpiti risultano commercio, manifattura e agricoltura. In forte sofferenza il comparto calzature-pelletteria, aggravato dal calo dell’export e dall’aumento della cassa integrazione. Secondo il rapporto citato dalla CNA, nel 2024 la produzione manifatturiera marchigiana è diminuita del 2,6%, mentre la domanda di cassa integrazione è cresciuta soprattutto nei comparti della meccanica e del sistema moda.

Preoccupano anche i numeri sull’innovazione: la provincia di Fermo conta appena 77 startup innovative tra il 2012 e il 2024, il dato più basso delle Marche. Allo stesso tempo crescono le difficoltà di accesso al credito e pesa il costo dell’energia, definito “insostenibile” per micro e piccole imprese.

Nel comune di Fermo operano oggi 3.041 imprese attive, di cui 937 artigiane, con oltre 11mila occupati. Le imprese femminili sono 673, pari al 22% del totale comunale.

Il documento affronta poi il tema demografico. La provincia di Fermo continua a perdere popolazione: al primo gennaio 2026 conta circa 166mila abitanti, quasi mille in meno rispetto all’anno precedente. Il saldo naturale resta pesantemente negativo e lo spopolamento delle aree interne viene definito una delle emergenze principali del territorio.

LE RICHIESTE

Da qui le richieste rivolte ai futuri amministratori, sintetizzate in quattro grandi aree tematiche.

La prima riguarda le “nuove politiche fiscali”: CNA chiede meno pressione fiscale locale, riduzione dei costi energetici e attenzione alle micro e piccole imprese, che rappresentano l’ossatura dell’economia fermana.

Secondo punto è la lotta alla burocrazia. L’associazione denuncia procedure complesse, tempi lunghi e costi elevati per le imprese. Viene citato il caso emblematico di un’autoriparazione, per cui servono fino a 86 adempimenti e oltre 18mila euro di costi burocratici.

Terzo tema è la legalità, vista sia come contrasto all’abusivismo e al lavoro nero, sia come necessità di garantire trasparenza amministrativa, servizi efficienti e accesso al credito.

Infine la progettualità. CNA invita i sindaci a lavorare insieme su una visione strategica del territorio, superando le divisioni tra costa ed entroterra, turismo e industria, montagna e mare. L’obiettivo è costruire una “città diffusa” provinciale, capace di valorizzare infrastrutture, turismo, artigianato e servizi.

Tra le priorità indicate: più appalti alle imprese locali, sostegno alle aree interne, potenziamento della sanità territoriale, modernizzazione del polo fieristico, completamento della Mezzina, della Mare-Monti e della metropolitana di superficie Porto San Giorgio-Amandola.

Il messaggio finale ai candidati sindaci è chiaro: servono meno tasse, meno burocrazia, più credito, più innovazione e una visione condivisa per fermare il declino economico e demografico del Fermano.

IL CANDIDATO PENSIERO

Spazi pubblici e viabilità, tra sicurezza e mobilità, inclusa quella dell’A14.

Di Ruscio conosce bene il tema: “Nel programma abbiamo il senso unico attorno al centro, che permetterà di liberare spazi per pedoni e biciclette. La quesitone non è l’A14, ma l’assenza di mare-monti e Mezzina, arterie fondamentali anche per non depauperare le aree interne”. Per Alberto Scarfini la manutenzione e il miglioramento degli arredi, interni ed esterni, è cruciale. “Puntiamo sui servizi che attraggono la città, dai parchi agli impianti sportivi. Servono spostamenti rapidi e facili, come previsto dal Pums. Peer l’A14 abbiamo perso troppo tempo, bisogna capire i costi. Miglioriamo i tempi nella realizzazione”. Angelica Malvatani parla di città “studiata a misura di persone. Un luogo dove è semplice vivere. Serve un Tpl efficace, come una metropolitana di superficie, con capolinea a Campiglione. Ogni quartiere si lamenta del trasporto pubblico, non hanno alternative all’auto. E poi punteremo sulla città ai 30 kmh. Cura e sicurezza delle strade, manutenzione cosante tutto l’anno. Più marciapiedi, collegamenti sicuri per i quartieri e i negozi. A14? Non è solo terza corsia, significa alleggerire il territorio dallo spostamento delle merci, usando treni e mare”.

Sicurezza e legalità.

Scarfini: “Più tavoli con prefettura e questura e più presenza. Tanto abbiamo fatto a livello di telecamere, ma non basta. Cerchiamo di prevenire, lavorando con Ambito e servizi sociali sulla strada, ampliando la rete di vigilanza con associazioni. Abusivismo? Tanto si è fatto con i servizi interforze”. Malvatani: “Sicurezza è controllo e telecamere, illuminazione e cura, ma non solo repressione. Serve un tessuto sociale sano, un commercio fiorente, è il sostegno alle attività che vogliono investire. Per il centro, intanto, poi per Tre Archi, dei tavoli di lavoro con i proprietari dei locali, favorire investimenti andando oltre il solo food. Questo aiuta il recupero dei ragazzi. Il contrasto all’insicurezza anche percepita passa per la vitalità dei luoghi. Per contrastare l’abusivismo servono controlli, premiando chi rispetta le regole, chi ha bisogno di vedere la burocrazia ridotta”. Di Ruscio: “La competenza è del Prefetto, da lì si deve partire. I protocolli sono la base. Anti abusivismo? Controlli a tappeto sul territorio. Credo nel vigile di quartiere, nel migliorare illuminazione e nel decoro. Dobbiamo rendere le zone vivibili. Giusto parlare di prevenzione, potenziando il programma Pippi che porta sul territorio i contratti di inclusione con famiglie, scuole e aziende. Torno sulla legalità, fondamentali sono i comportamenti morali di ogni cittadino per raggiungerla”.

Fisco locale ed economia. Perché investire a Fermo?

Di Ruscio: “Un aiuto alle imprese energivore. Per investire in città servono condizioni giuste: abbattere i costi degli affitti dei locali, che sono sproporzionati. Bisogna penalizzare e favorire chi apre attività. Ribadisco che il mercato coperto deve diventare la piazza della bontà, una Tipicità tutto l’anno”.

Scarfini: “Politica fiscale su Irpef e Imu, figlia di varianti intelligenti come quella di Campiglione. Attirare chi viene fuori e viene a vivere a Fermo. dal Pinqua a palazzo Trevisani ci sono occasioni. Penso a eventi continui e di qualità, convegnistica più alta che attrae e crea spazi di dibattito. E poi l’urbanistica che favorisce la nuova viabilità, pensando in primis al ponte che collegherà san Marco a Porto Sant’Elpidio. lì creeremo una sviluppo residenziale attento, con un occhio al turistico commerciale”.

Malvatani: “Fiscalità locale selettiva e orientata alla rigenerazione dei luoghi. Chi apre in locali sfitti e chi concede a canone calmierato va premiato. E poi puntare sule comunità energetiche, in modo da abbattere costi oggi pesanti. Misure per imprese femminili e giovanili. Attenzione a chi apre in centro storico e nei quartieri più lontani. A chi investe a Lido di Fermo. Non favori, ma un aiuto a chi ricuce la città. Il tutto snellendo la burocrazia che devasta le piccole imprese. E poi c’è la tari che vorremmo puntuale”.

IL DIRETTORE

Andrea Caranfa tira le conclusioni: “Grazie per la correttezza e la qualità degli interventi e per i vostri programmi elettorali. Abbiamo scelto una diretta radio e non una piazza perché volevamo che questo confronto potesse essere ascoltato nelle attività, quindi veicolare il più possibile il messaggio. In questo la radio è fondamentale. La partecipazione è importante, auspichiamo che chiunque vincerà la perseguirà come metodo”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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