
FERMO – Dopo aver attraversato l'Italia con un lungo tour che ha toccato 43 città, oltre che Berlino e Los Angeles, la regista Emanuela Rossi torna nella sua Fermo per presentare Eva.
L'appuntamento è in programma domani sera, martedì, alle 21 nel cortile Gigliucci, dove la regista fermana incontrerà il pubblico al termine della proiezione per raccontare un'esperienza che, più di una semplice distribuzione cinematografica, è diventata un viaggio umano e culturale.
Per Rossi, oggi cittadina del mondo ma legata alla sua terra, la scelta di accompagnare personalmente il film è stata naturale. “Non ci sembrava giusto mandare il film "da solo". Per il cinema indipendente e d'autore la distribuzione tradizionale ha sempre meno senso. Senza una campagna pubblicitaria nazionale è difficile raggiungere il pubblico e quei costi sono enormi: con il budget di un solo passaggio televisivo avremmo quasi coperto i costi del film” racconta.
Da qui la decisione di trasformare l'uscita di Eva in un vero e proprio tour. “Ho affrontato 43 date in tutta Italia, oltre che Berlino e Los Angeles, cambiando spesso città ogni sera. Una vera ‘ragazza con la valigia’. È stato faticoso, ma il film andava accompagnato: è un'opera autoriale, complessa e si presta molto al dibattito”.

Una scelta che ha dato i suoi frutti. Oltre quattromila spettatori hanno seguito il film, un risultato significativo per un'opera indipendente. “Più che i numeri, però, porto a casa il rapporto con il pubblico. Sono nati confronti intensi e anche tante amicizie”.
Tra le tappe più emozionanti ci sono state naturalmente l’anteprima, mesi fa,Fermo e le Marche. “Qui c'erano mia madre, le mie sorelle. Barbara Rossi e la dottoressa Susy Cola hanno coinvolto tanti medici nella proiezione, mentre Rebecca Liberati ha contribuito al passaparola ad Ancona. Per me è stato un orgoglio portare tante persone a riflettere sul tema ambientale”.
In ogni città, però, il film ha acceso discussioni differenti. “A Padova si è parlato dell'inquinamento da Pfas, a Latina e Frosinone delle problematiche legate alle industrie farmaceutiche. A Torino, invece, il pubblico ha colto soprattutto il peso che grava sulla donna moderna e sulla maternità. È stato come se ogni città vedesse un film diverso. Mi sono sentita quasi una teatrante, con un copione che cambiava ogni sera”.
Il riscontro è stato molto positivo, soprattutto da parte del pubblico femminile, anche di età più avanzata. Nelle Marche il tour è stato sostenuto anche dalla Marche Film Commission del presidente Andrea Agostini, che ha contribuito alla promozione delle varie tappe.
Durante questi mesi la regista ha collezionato anche un vero e proprio record mediatico, con più di sessanta interviste sui canali nazionali, da Corriere della Sera a Sottovoce di Gigi Marzullo.
Tra i ricordi più belli del tour, infine, Rossi inserisce anche l'incontro con tanti esercenti cinematografici. “Ho scoperto persone straordinarie che amano davvero il cinema e continuano a difenderlo dalla dittatura dei blockbuster. Come Andrea Cardarelli della Sala degli Artisti, ce ne sono molti in tutta Italia”.
Tante domande, ma una risposta non è mai mancata, quella sull’amore per le sue origini. “Dico sempre che sono marchigiana, di Fermo. È la mia identità, la mia radice”. Domani sera sarà proprio la sua città ad accoglierla per una nuova tappa di questo lungo viaggio di Eva, che promette di trasformarsi ancora una volta in un'occasione di dialogo con il pubblico.
r.vit.
