
SANT’ELPIDIO A MARE – Si sono ritrovate a Roma 64 aziende del servizio idrico attive su tutto il territorio nazionale. Insieme, forniscono l’acqua a 42 milioni di abitanti, pari al 71% della popolazione italiana, e hanno sottoscritto a Roma il "Patto per la Resilienza idrica" promosso da Utilitalia.
Tra di loro ci sono anche la Ciip e il Tennacola, la società guidata da Antonio Albunia. Sono sei le linee d'azione previste per rafforzare la resilienza del servizio idrico, dalla gestione industriale alla digitalizzazione, dalle aggregazioni all'integrazione del ciclo dell'acqua, fino alla promozione di una nuova cultura della risorsa e al riconoscimento del ruolo dei gestori come "sentinelle territoriali".
Linee che il Tennacola sente già sue, considerando i progetti di formazione nelle scuole e l’impegno per garantire un’economia di scala senza cedere ai grandi gruppi. Utilitalia ha presentato una serie di proposte per favorire gli investimenti, superare la frammentazione gestionale, incentivare innovazione e digitalizzazione e semplificare i procedimenti autorizzativi, con l'obiettivo di passare da una gestione dell'emergenza a un modello sempre più orientato alla prevenzione e all'adattamento ai cambiamenti climatici.
Stando ai dati del Blue Book, se la media degli investimenti si è attestata sui 90 euro annui per abitante nel periodo 2021-2029, risultano ancora molto bassi (22 euro per abitante nel 2024) i dati relativi gli investimenti delle gestioni "in economia", ovvero dove gli enti locali si occupano direttamente del servizio idrico. Situazione che interessa 1.310 comuni per circa 6,9 milioni di abitanti (il 12% della popolazione italiana) soprattutto al Sud, ostacolando investimenti ed economie di scala.
Al contempo, le imprese del settore sono alle prese con una sfida idrica globale che non è più emergenziale ma strutturale. L'estate 2026 ha confermato la crescente pressione sulla risorsa idrica: secondo i dati di Copernicus è stata la più calda mai registrata nell'Europa occidentale, con un'anomalia di +2,5°C rispetto alla media 1991-2020, superando perfino il record del 2003.
Le elevate temperature sono state accompagnate da una siccità diffusa, con aridità dei suoli e portate eccezionalmente basse nei principali fiumi europei, dal Reno al Danubio fino al Po. “Questo impone un'accelerazione significativa delle politiche di adattamento, modernizzazione infrastrutturale e finanza dedicata, se si pensa che il 15% del Pil dell'Area Mediterranea (1.902 mld dollari) e il 20% di quello italiano (384 mld di euro) non potrebbero essere generati senza la risorsa idrica” hanno ribadito compatte le società di gestione.
Luca Del Fabbro (presidente Utilitalia) ha indicato la strada: “Consolidare modelli gestionali stabili e di lungo periodo, garantendo la piena applicazione della regolazione su tutto il territorio nazionale. Sviluppare un sistema idrico water-smart. Per ridurre gli sprechi e incrementare l'efficienza, occorre puntare con decisione su competenze, capacità operative, innovazione e digitalizzazione”.
Il Patto propone l'introduzione di meccanismi regolatori premianti per gli operatori più virtuosi, favorendo la diffusione delle best practice, oltre alla standardizzazione e all'interoperabilità dei dati. “Il superamento della frammentazione gestionale è un passaggio chiave per rafforzare la solidità economica del settore e la sua capacità di investimento. Si mira a promuovere la nascita di reti d'impresa, un dialogo continuo con l'Autorità di regolazione per indirizzare le risorse e l'adozione di strumenti già consolidati a livello europeo, agevolando al contempo l'accesso al credito e la condivisione delle strategie di innovazione”.
Per riuscirci, Ciip e Tennacola devono confrontarsi con gli stakeholder sulla responsabilità estesa del produttore - utile anche a finanziare il contrasto ai contaminanti emergenti - e la valorizzazione di soluzioni basate sulla natura, il riuso, la protezione delle falde e l'accumulo, per garantire la resilienza dei territori e il ripristino degli ecosistemi.
“Promuovere una cultura dell'acqua. La diffusione della consapevolezza sul valore strategico della risorsa idrica passa attraverso un'azione educativa capillare”. Il piano punta anche a coordinare campagne di sensibilizzazione multilivello e ad avviare una collaborazione strutturata con il mondo scolastico.
