
FERMO - Budget scarso e medici ‘costretti’ a fare le guardie in ospedale. C’è più di un motivo dietro le difficoltà del sistema sanitario e anche verso la fuga di dottori e personale dagli ospedali pubblici. Un faro lo accende, ancora una volta, Fabrizio Cesetti, consigliere regionale del PD.
“Quando un malato oncologico si sente dire che la sua terapia salta perché sono finiti i soldi per gli straordinari del personale, siamo di fronte a un collasso generale che impatta sulla vita quotidiana delle persone”. Cesetti parte da qui per chiedere alla Regione di stanziare risorse necessarie a coprire gli straordinari.
“Il problema non risparmia alcun territorio della regione. In alcuni compaiono i cartelli 'fine budget' nei laboratori, mentre in altri ci sono cittadini con invalidità costretti a pagare 85 euro in farmacia per un holter o pazienti che devono rinunciare a interventi oculistici urgenti perché nel pubblico ci sono anni di attesa e il privato chiede 6 mila euro. E altre segnalazioni raccontano di persone in attesa da sette mesi per un'endoscopia con l'impegnativa ormai scaduta”. Poi basta andare dal privato, pagare 250 euro, e la prestazione viene effettuata.
“Viviamo ormai in una regione in cui il ricorso al settore privato è cresciuto in modo incontrollato, dove chi ha le possibilità economiche si cura a pagamento, mentre un marchigiano su dieci è costretto a rinunciare del tutto a diagnosi e terapie perché non può permettersi i costi della sanità privata. È la disgregazione stessa del servizio pubblico” prosegue Cesetti.
“La Giunta doveva sapere, o doveva sapere, che i tetti di spesa previsti erano del tutto insufficienti rispetto ai bisogni storici e reali dei nostri ospedali. Il risultato è che le Aziende sanitarie sono state costrette a chiudere i rubinetti già a settembre, vanificando il lavoro dei medici e lasciando i cittadini senza tutele. Non si può gestire la sanità pubblica tagliando l'operatività dei servizi essenziali per far quadrare i conti a fine estate” conclude il Dem.
