
FERMO – “Il Piano regionale di gestione dei rifiuti è un piano che nasce morto. Non ha una visione, una strategia e una prospettiva. È stato costruito per arrivare a una conclusione già scritta: il termovalorizzatore. Ma nelle Marche quell'impianto non serve e non si farà mai”.
Il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti conferma la sua contrarietà al nuovo Piano regionale dei rifiuti approvato dall'assemblea legislativa, rilanciando la richiesta di una riscrittura complessiva del documento, preceduta da una legge regionale sulla governance del settore.
“Serve una normativa chiara – spiega – che disciplini la gestione integrata dei rifiuti nel rispetto delle norme europee, nazionali e dei principi costituzionali e statutari. Solo così si possono evitare conflitti con le Ata provinciali e impedire che responsabilità che spettano alla politica vengano scaricate sui dirigenti e sui funzionari chiamati a individuare gli impianti”.
Al centro delle critiche resta la previsione del termovalorizzatore. Per Cesetti si tratta di una scelta «insostenibile sotto il profilo economico, finanziario e ambientale. Le Marche – sottolinea – non possono permettersi un investimento di circa 500 milioni di euro per realizzare un impianto che non avrebbe neppure rifiuti sufficienti per funzionare. Questo significherebbe doverli importare da fuori regione”.
Una posizione che il consigliere dem definisce senza sfumature. «Il mio è un no assoluto ai termovalorizzatori. La politica europea sui rifiuti è fondata su una gerarchia precisa: prima la prevenzione della produzione, poi il riuso, quindi il riciclo e soltanto come ultima soluzione lo smaltimento”.
Una linea che Cesetti rivendica anche rispetto alle esperienze di altre amministrazioni guidate dal Partito Democratico, come Roma, la Toscana o l'Emilia-Romagna. “Sono compagni che sbagliano. Nelle Marche il termovalorizzatore non serve. Se proprio ne abbiamo bisogno, usiamo impianti esistenti come quello emiliano”.
