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Cento anni di ideali e impegno civile: il Partito Comunista festeggia. 80 compagni fermani in campo: "Creare una nuova forza di sinistra"

21 Gennaio 2021

FERMO – Chissà cosa direbbe Antonio Gramsci guardando oggi dentro il Parlamento, tra le strade, dove ci si muove tra un mix di civismo e trasformismo continuo. Chissà se apprezzerebbe la coesione trovata per un bene migliore o la giudicherebbe come l’ultimo dei comunisti, Sergio Rizzo, che parla di “politici che pensano solo ad arrivare a fine mandato per singolo interesse”.

Nel fermano, Renzo Offidani si fa portavoce di una ottantina di ‘compagni’ e rivive quel lontano 21 gennaio del 1921, quando a Livorno la prima vera scissione nel campo socialista portò alla nascita del Partito Comunista.  

Non vogliamo solo celebrare e ricordare il più grande partito comunista dell’Occidente, che tanto ha dato in passato alla causa del nostro Paese, ma anche avviare un dibattito e promuovere iniziative nel territorio fermano sui temi di carattere economico, sociale e culturale” spiegano i firmatari.

Il documento nasce aperto. “Si parte dalle menti e dalle coscienze di coloro che hanno direttamente vissuto quella esperienza o che l’hanno seguita con simpatia. Ma anche coloro che lo hanno avversato, criticandone errori o presunte contraddizioni, non possono che riconoscerne il determinante ruolo: nella lotta al regime fascista; nella Resistenza; nella vicinanza ai ceti più deboli; nelle lotte operaie; per la costruzione e la difesa delle istituzioni democratiche e per la modernizzazione del Paese; nei rapporti critici con i Paesi del cosiddetto “socialismo reale” e nelle relazioni con tutte le forze progressiste nel mondo” prosegue Offidani.

Ma cosa servirebbe al presente del vecchio Partito Comunista? “La capacità di parlare a un Paese in grande difficoltà, dove ci sono ‘guerre fredde’, dall’Ucraina al Venezuela. Disuguaglianze sociali insopportabili e giovani senza futuro sono, primi tra tanti altri, i problemi che attendono, se non un’immediata impossibile soluzione, certo un netto segnale, di adeguate politiche sul lavoro e sull’ambiente”.

Ma secondo i firmatari c’è un problema: “Nella politica attuale non c’è un’adeguata consapevolezza delle condizioni di vita di larga parte della popolazione. Altrimenti non si giungerebbe all’assurdo, al drammaticamente ridicolo agitarsi su verifiche e rimpasti. Giusto manifestare le proprie critiche, ma dovrebbe sempre prevalere l'obbiettivo di concorrere ad “approfondire-migliorare” ogni scelta. È certamente questo uno degli insegnamenti fondamentali del PCI che spiega anche il perché del suo grande consenso”.

Il gruppo riparte dall’appello lanciato dall’Anpi: Uniamoci per ricostruire il Paese. “Cercheremo di contribuire a rendere vivo questo appello. Intanto, oltre alla sciagurata decisione di aprire una crisi di governo e agli irresponsabili comportamenti della destra, largamente impresentabile nonostante la presumibile forza elettorale, constatiamo che il Paese ha sinora “resistito”, sicuramente grazie a tanti comportamenti densi di abnegazione e generosità”.

L’anniversario arriva durante un quadro sociale preoccupante e una confusione nel campo della sinistra. “Da tempo è rappresentata, almeno nell’immaginario collettivo, da forze trasformatesi in agenzie elettorali e da più piccole rappresentanze che sebbene si richiamino maggiormente alla “sinistra storica” non riescono però a produrre una egemonia. Serve un nuovo partito. Un partito aperto e plurale che dal PCI, in primo luogo, potrebbe mutuare il rigore morale, la spinta ad approfondire la realtà sociale ed economica, l’impegno per una continua crescita culturale che non si limitava ai dirigenti”.

Una sfida che nasce nel passato e vuole entrare nel futuro quella presentata da Offidani e compagni: “Un partito che si richiami fortemente alla Costituzione, che sia vicino al mondo del lavoro, che raccolga le diffuse energie del volontariato e delle associazioni sociali e culturali, che sappia valorizzare i rapporti con i sindacati operai e le associazioni tutte, dall’artigianato alla grande impresa. Ma non sarà facile costruirlo”. Ma è possibile, lo insegna la storia.  

“Ricordiamo quando il PCI, insieme al PSI venne “cacciato” dal governo da poco nato, condizione degli USA per elargire gli aiuti del Piano Marshall. Il PCI di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer ed il PSI di Nenni, Pertini, poi Lombardi, lottarono con ogni forza, in Parlamento e nelle piazze, con la celere che sparava sugli operai; però, l’acuto scontro politico non impedì loro di continuare contemporaneamente a discutere con i partiti avversari, DC in testa, per dare al Paese quella Costituzione che molti ci invidiano”.

Leader di visione, a cominciare da Togliatti e la sua idea di ‘partito di massa’ che seppe superare il milione di iscritti. “Ma – chiariscono subito - sarebbe assurdo pensare oggi - per ogni motivo - ad un nuovo partito della sinistra avendo in testa di ricalcare tal quale il modello del PCI. Va però ricercata con urgenza una strada tesa a superare la frammentazione a sinistra con una forza politica che aspiri ad essere non elitaria bensì popolare”.

Quello che è certo è che le decine di firmatari, tra cui anche ex onorevoli, non vogliano andare in cerca di un ‘noi’ forzato che metta insieme anime troppo diverse della sinistra. “E’ evidente che per un progetto del genere occorreranno energie nuove, oltre alle tradizionali, con la consapevolezza delle immense incognite e difficoltà e che non è per nulla scontato vi siano oggi soggetti capaci e/o disponibili a “buttare l’anima oltre la siepe”, assumendosi il compito di avviare un tale processo, come in quel 1921 quando il partito nacque per ideali e per il bene del Paese”.

I firmatari

Renzo Offidani - Giorgio Cisbani - Sandro Cipollari - Renzo Interlenghi – Fausto Franceschetti – Alessandro Del Monte Teo – Emanuela Achilli - Alessandro De Grazia - Francesca Pancotto – Carlo Baleani - Giuseppe Santarelli - Katiuscia Cerretani - Francesco Interlenghi - Alessandro Iagatti - Paola Franceschetti - Christian De Luna - Adriano Falzogher - Daniele Maurizi - Adriano De Luna - Francesco Marinozzi - Ezio Donzelli – Euridice Belletti - Gioele Petrini - Giorgio Benni – Franco Menicali - Michele Egidi - Roberto Vallasciani - Rebecca Graziosi - Mancini Francesco – Amilcare Tassotti - Stefania Franceschetti – Patrizio Cardinali – Nicola Mecozzi – Federico Tofoni – Rinaldo Granatelli - Francesca Porto, Federico Interlenghi - Maria Gabriella Caliandro – Andrea Ambrogi – Andrea Morroni - Domenico Volpe - Angelo Colonnella - Alessandra Di Spilimbergo – Federico Costantini - Gianfranco Angelo Ferrari - Ivana Michetti – Giuseppe Franchellucci - Pierluigi Giacobbi - Maria Rita Minnucci - Edoardo Nibbi - Catiuscia Paci – Luca Simoni - Lorenzo Rossi - Catia Ciabattoni - Guglielmo Massucci - Patrizia Serafini - Loris Ramini - Arianna Granatelli - Interlenghi Federico - Noris Rocchi - Andrea Matè - Renato Bisonni - Interlenghi Bianca Maria - Nicola Mecozzi - Federico Tofoni - Gianni Cisbani - Gianni Concetti - Anna Rita Totò - Paride Zallocco - Luigi Silenzi - Renato Leoni - Letizia Bellabarba - Fabrizio Ferri - Rita Pelacani - Enrico Guzzo - Andrea Amici- Rodolfo Dini – Paola Stortoni – Elisabetta Baldassarri.

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