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Cavallo, Maria e rosone immersi nel blu: il palio torna alla tradizione. La Cavalcata dell'Assunta ha il suo drappo FOTO

27 Luglio 2026

FERMO - Il blu del velluto è di quelli che colpiscono l’occhio. Domina il palio creato da Ilaria Grgonelli, l’artista che ha vinto il bando che ogni anno assegna a un artista la creazione dell’ambito trofeo che va alla contrada vincitrice della Cavalcata dell’Assunta.

Centinaia di contradaioli hanno riempito la chiesa di san Francesco e sono rimasti con lo sguardo fisso su quel drappo entrato coperto con un telo nero, per poi essere liberato una volta posizionato al centro dell’altare, dietro il podestà Alberto Maeria Scarfini, nel suo nuovo e sfavillante abito color porpora, i vicepresidenti e don Michele Rogante.

Una cerimonia sobria, anche troppo, senza la teatralità di Leoni con le fiaccole in piazza. Di certo non ha aiutato la paura del maltempo che ha impedito al regista Claretti di mettere in scena quanto programmato fuori dalla chiesa, a cominciare dalla ricostruzione del borgo con le corporazioni di ogni contrada.

La temperatura è sopportabile e poi i contradaioli sono abituati a offrire, anche se quest’anno senza sfilata il 15 agosto i velluti degli abiti saranno dimenticati prima. Abiti che invece creano l’atmosfera durante la cerimonia di presentazione, condotta magistralmente dall’araldo Paolo Rocchi. “Si dispongano gli animi alla festa e alla riverenza”. È lui che detta i tempi della cerimonia, aperta dalle delegazioni foranee di Moregnano, Monterubbiano e Francavilla, e lo fa dando la parola e spiegando i passaggi, usando un linguaggio teatrale e coinvolgente.

Quando il palio viene svelato, scatta finalmente l’applauso. Piace il rosone della cattedrale, è illuminante il volto della vergine e Maria, non poteva mancare il cavallo: “Ho scelto di rappresentare la tradizione, gli elementi chiave della rievocazione storica di Fermo. c’è la protezione, c’è la forza e l’energia del destriero e ovviamente – ha spiegato l’autrice che è di Massignano – ci sono i simboli delle dieci contrade”.

Per Alberto Maria Scarfini è il debutto da podestà, è emozionato, le cerimoniere gli mettono in ordine ogni angolo del vestito, ma non appena prende parola, tutto diventa semplice: “Voi – rivolgendosi alle delegazioni – avete portato innanzi a questa città il drappo prezioso detto Palio, offerta dovuta e gradita, segno di fedeltà, di devozione e di ossequio verso  Fermo e la nostra Patrona e simbolo della concordia che unisce il contado”.

In prima fila ci sono i dieci priori, chiamati poi alla foto con il Palio e l’autrice, “anche se non l’avevamo mai fatta in passato” fanno notare i custodi della tradizione. Dietro di loro tutte le figure principali, dai capitani d’arma al popolo. Onori di casa affidata a Fiorenza e Sanmartino, custodi della porta scelta per l’ingresso. “et palio sia” conclude l’araldo, Fermo è sempre più immersa nella sua storia in attesa del corteo del 14 agosto e del palio del giorno dell’Assunta, il caldo e agognato 15 agosto.

Raffaele Vitali

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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