
FERMO – “La storia ci dice che il corteo storico si teneva solo il, 14 di agosto”. È questa la motivazione preminente, stando al vicepresidente Stefano Ligninite, che ha convinto la Cernita a cambiare dopo 45 edizioni il programma della Cavalcata, eliminando il corto storico pre Palio. Una partecipata conferenza stampa ha provato a fare chiarezza.
“Sono legatissimo a questa manifestazione fin da bambino. È una festa dedicata a Maria Assunta in Cielo e per questo il mio grazie va a tutte le contrade”. Con queste parole il sindaco Alberto Maria Scarfini ha aperto la presentazione del calendario della 45ª Cavalcata dell'Assunta, cercando di mantenere un clima disteso. Inevitabilmente, però, il confronto si è concentrato anche sulla principale novità dell'edizione 2026: lo spostamento del corteo storico dal 15 al 14 agosto. “Sia chiaro che – aggiunge Scarfini – parliamo di una sperimentazione”.
A fare il punto è stato il vicesindaco Mauro Torresi, che da undici anni segue direttamente la manifestazione. «Il mio è un vero assessorato al Palio, che mi consente maggiore libertà nelle scelte insieme al Consiglio di Cernita. È cambiato anche l'Ufficio del Palio, composto da due o tre dipendenti comunali e da un paio di consiglieri eletti, particolarmente vicini alla manifestazione».
Torresi ha quindi voluto ribadire la vicinanza dell'amministrazione al mondo della Cavalcata: «Assessorato e Ufficio del Palio vogliono essere realmente vicini ai vicepresidenti, alla Cernita e ai contradaioli». Un messaggio che appare indirizzato anche al consigliere comunale Nicola Pascucci, che nelle scorse settimane aveva criticato l'assenza di una figura politica di riferimento.
Tra i progetti illustrati dai vicepresidenti, Roberto Montelpare ha evidenziato la collaborazione con l'Ast per iniziative di prevenzione sanitaria nelle contrade. «Le nostre contrade sono vive tutto l'anno, non solo durante il periodo della rievocazione, e tutto questo è reso possibile dal lavoro volontario di tante persone». Tra le novità anche un corso di videomaking organizzato in ogni contrada per uniformare la comunicazione, oltre alla conferma dei corsi per alfieri e di avvicinamento alla bandiera. «Vogliamo fidelizzare i giovani, perché sono loro a garantire il futuro e la crescita della manifestazione, anche a livello internazionale».


Il vicepresidente Stefano Lignite ha invece affrontato il tema più discusso: la modifica del corteo storico. «Non parleremo più di sfilata ma di trasferimento verso il campo gara. È il risultato di una discussione lunga e sofferta, nata dalle richieste delle contrade e dei contradaioli e affrontata nelle assemblee ordinarie. È stata una scelta maturata dal basso, non una decisione politica».
Lignite ha spiegato che la storia stessa della Cavalcata individua nel 14 agosto il momento centrale della rievocazione. «La sfilata principale è sempre stata quella della vigilia, per motivi storici e religiosi. Il calendario negli anni si è arricchito di tanti eventi e si è ritenuto opportuno riportare al centro il corteo del 14, mentre il 15 era tradizionalmente dedicato ai giochi e alla corsa dei cavalli».
Sulla possibilità che il cambiamento possa incidere sul turismo, il sindaco non si sottrae. «Siamo consapevoli che si modifica una tradizione e valuteremo tutto al termine del Palio. Per me sarà il primo vero Palio in questo ruolo e non avrò difficoltà a giudicarne il successo. Mi auguro che il pubblico continui a seguire con interesse anche la giornata del 15 agosto».
La nuova organizzazione consentirà inoltre ai contradaioli di partecipare pienamente alla messa pontificale del 15 agosto, senza dover preparare il corteo. Dopo la cerimonia della Giubba si svolgerà il trasferimento verso il campo gara, con la partecipazione della Cernita e di tre figure per ogni contrada: gonfaloniere, capitano e priore.
Anche il regista della Cavalcata, Gabriele Claretti, ha illustrato alcune novità organizzative: «Entrando nella manifestazione ho scoperto una partecipazione che da esterno non avevo colto. Tante persone lavorano con passione per il bene della Cavalcata». Claretti ha apprezzato anche la nuova grafica dell'edizione 2026, capace di unire «l'anima religiosa, quella storica e quella ludica della festa, con la città, le contrade, i cavalli e il Duomo».
Il regista ha annunciato inoltre la stesura del primo vero cerimoniale ufficiale della Cavalcata. «Stiamo scrivendo un documento che finora non esisteva, per dare una struttura stabile agli elementi fondativi della manifestazione e accompagnarne la storia verso il futuro».
Il programma prevede il 26 luglio la presentazione del Palio a Porta Marina, in occasione dell'ottocentesimo anniversario della chiesa di San Francesco; il 10 agosto, a Torre di Palme, una serata dedicata alle dame della Cavalcata; il 12 agosto la tradizionale Tratta dei Barberi in piazza del Popolo; il 14 agosto il grande corteo storico, mentre il 15 agosto si terranno la messa pontificale e la corsa al Palio.
In chiusura è intervenuto ancora il sindaco Scarfini, che ha ribadito come la modifica rappresenti «un esperimento condiviso dalle contrade. Al termine della Cavalcata faremo tutte le valutazioni necessarie. La Cernita è aperta a eventuali correttivi: l'obiettivo comune resta esclusivamente il bene del Palio dell'Assunta».
Scarfini ha infine sottolineato il metodo seguito. «C'è stato un dialogo costante tra presidenza, regista, Consiglio di Cernita e amministrazione comunale. Ho apprezzato la maturità dimostrata nel non coinvolgere la campagna elettorale su questo tema. Non mi sono espresso prima del voto proprio per rispetto dell'autonomia della Cernita. Comune, associazione e contrade devono continuare a collaborare nell'interesse della Cavalcata».
E devono insieme trovare una sede alla Cavalcata, degna, come ha ricordato Marcella, storica sarta: “ce la meritiamo, ci è stata promessa, vorrei vederla fino a che sono operativa”. Il sindaco annuisce, ora la partita è vera
