
FERMO – Più aumenta il caldo, più si avvicina la Cavalcata dell’Assunta, che questa sera celebra il Palio dei Bambini. Per una volta, con l’attesa crescono anche le polemiche. Per ora social. La questione è il corteo storico del quindici agosto, il giorno dell’Assunta e del Palio. A Fermo, la storia in realtà sfila già il 14 sera, in notturna. Ma è consuetudine che il corteo bissi, 12 ore dopo, prima del palio, sotto il sol leone di metà agosto.
Non quest’anno. Perché a fare rumore è la decisione presa dal consiglio di cernita, che dovrebbe venir spiegata sabato prossimo in conferenza stampa, di garantire solo un corteo molto ridotto prima del Palio.
A dire il vero, se non fosse stato per il Comune, che nel consiglio vale uno come ogni singolo priore e il delegato della curia e della Carifermo, non ci sarebbe stato per niente. Infatti, è volere delle contrade sopprimere un pezzo di tradizione per concentrarsi completamente sul Palio, sulla corsa
Non sarebbe tra l’altro una questione fisica, il caldo eccessivo che impatta sulle persone che sfilano, ma una questione di logistica, con il corteo che una volta concluso non permette ai contradaioli di tornare in tempo in postazione per poter ammirare, e sostenere, il proprio cavallo e cavaliere.
La mediazione finale è quella di un corteo ridotto, in cui sfilerà la municipalità e una rappresentanza ridotta dietro i gonfaloni, si erano chiesti dieci figuranti a contrada, ma i priori hanno trovato l’intesa su tre. Confermato ovviamente il maxi corteo storico della sera prima.
C’è chi parla di danno al turismo, ma le immagini degli ultimi anni raccontano il vuoto della strada nuova durante il corteo, diversamente dalla sera precedente quando c’è davvero una folla curiosa ad ammirare i costumi in velluto.
C’è poi l’ultimo nodo, quello che si vuole politico. Con consiglieri di minoranza che chiedono l’assessore alla Cavalcata. In realtà c’è un assessore con delega, esattamente come accade in altri comuni, vedi Ascoli che ha quindicimila abitanti in più e due edizioni di Quintana ma si accontenta della delega.
