
FERMO – Al lavoro, senza sosta, per rispettare la parola data, ma soprattutto per garantire un servizio. “Entro il 30 giugno, le 29 case di comunità delle Marche saranno pronte. Poi ci prenderemo diciamo quattro o cinque mesi per renderle più funzionali possibili” spiega Paolo Calcinaro, assessore regionale alla Sanità.
Che poi lancia l’inevitabile appello: “La collaborazione dei medici di medicina generale sarà fondamentale. Nelle Marche – precisa Calcinaro - abbiamo già fatto un accordo integrativo con i medici di medicina generale. La nostra intenzione è anche di ottimizzarle dando alcune funzioni specifiche, rendendone una per provincia con vocazioni specifiche”.
L’assessore pensa ad esempio a un polo pediatrico, “grazie ad accordi con i pediatri di libera scelta, con cui stiamo lavorando”. Se la squadra sarà completa, cresceranno risposte e servizi: “L'obiettivo delle case di comunità è anche dare un sostegno al pronto soccorso» per decongestionare gli accesi di codici bianchi e verdi”.
Il servizio pubblico farà la sua parte: sono previsti 383 dipendenti tra infermieri, assistenti sociali, psicologi, Oss, tecnici e radiologi. “Sui medici di medicina generale dipende da che orari daranno. In base a quelli - ha concluso Calcinaro - dovremo parametrare i servizi. L'accordo integrativo è su quelli che vanno a ruolo unico e che danno un tot di ore al servizio pubblico. C'è la massima disponibilità dei sindacati di mappare e coprire, e in alcune case di comunità, come quelle di Sant'Elpidio a Mare e Acquasanta Terme i medici di base ci lavorano già”.
