
GOTTAZZOLINA - Nessuno potrà ridare il cane al sindaco di Grottazzolina e alla sua famiglia, ma di certo da oggi il cacciatore che ha ucciso il quattrozampe non potrà più commettere un atto del genere.
La vicenda aveva fatto molto scalpore. Il cane del sindaco, un Labrador, era stato prima colpito e poi finito con un secondo sparo da un cacciatore settantenne che si sarebbe sentito minacciato dall’animale. Oggi la decisione del questore Eugenio Ferraro: revoca nell’immediatezza dei fatti il porto d’armi a un cacciatore.
Tutto era successo il 15 ottobre, vicino al centro abitato, “quando un cacciatore settantenne, appostato nei pressi di un cespuglio, è stato avvicinato da un cane di razza Labrador, notoriamente di indole docile e non aggressiva, che – spiega la Polizia in una nota - si trovava libero dal guinzaglio mentre passeggiava con i proprietari”.
Attirato dalla presenza dell'uomo, l'animale si è avvicinato al nascondiglio. “Nonostante la situazione non presentasse pericoli effettivi, il cacciatore ha reagito in modo del tutto spropositato: preso dallo spavento, ha esploso un primo colpo di fucile ferendo l'animale e, subito dopo, un secondo colpo che lo ha ucciso”.
Decisivo è stato il secondo colpo, che è andato oltre la difesa peer una eventuale aggressione dell’animale. Da qui la scelta del questore. revoca immediata della licenza. “Si sottolinea, infatti, che la detenzione ed il porto d’armi — sia per uso sportivo che venatorio — non costituiscono un diritto, bensì una concessione dell'Autorità di Pubblica Sicurezza. Ogni titolare deve dimostrare e mantenere nel tempo una condotta irreprensibile ed un assoluto equilibrio psicofisico, tale da garantire il pieno controllo di impulsi ed emozioni in qualsiasi circostanza” conclude la Polizia.
