
FERMO – Un centrosinistra unito, una candidata “capace di parlare alla propria comunità” e la convinzione che “la destra non sia imbattibile”. È questo il messaggio portato da Stefano Bonaccini, presidente del Pd ed europarlamentare, a Fermo, durante l’iniziativa a sostegno della candidata sindaca Angelica Malvatani. Un pranzo al centro sociale Ete Caldarette davanti a tanti compagni, volti di punta come Meri Marziali e il sindaco di Amandola, e cittadini comuni
Bonaccini ha toccato temi nazionali e locali, dall’economia alla sanità, passando per il Pnrr e il ruolo delle coalizioni civiche, indicando nella compattezza del centrosinistra, “il campo largo”, la strada per contendere il governo del Paese e delle città al centrodestra.
“Tutto quello che nei territori unisce sarà di buon auspicio per il prossimo anno – ha spiegato – perché Giorgia Meloni è arrivata a Palazzo Chigi anche grazie alle divisioni del centrosinistra. Ha vinto coil 40%, non dimentichiamolo. Oggi invece vedere partiti, movimenti e liste civiche insieme è importante”.
Il presidente del Pd ha poi richiamato il risultato del referendum come segnale politico: “La destra si può battere ovunque. E il motivo principale è che, rispetto a quando si sono insediati al governo, le condizioni dell’Italia stanno peggiorando per la maggioranza degli italiani”.
Nel mirino soprattutto sanità ed economia. “Basta guardare in che condizioni ci lasceranno la sanità pubblica. E i dati economici, lo dico da europarlamentare, confermano che saremo il peggior Paese tra i 27 europei per crescita. E sta terminando il Pnrr, senza quei fondi l’Italia sarebbe già stata in recessione”.
Bonaccini ha rivendicato il lavoro svolto durante i governi Conte e Draghi: “Quei fondi arrivarono grazie a chi ci ha creduto. La destra non li voleva. Ora però c’è l’occasione di dimostrare anche qui a Fermo che si può vincere”.
Parlando della candidatura di Angelica Malvatani, ha sottolineato come il tema non sia l’appartenenza politica o civica, ma la capacità amministrativa: “Quando una coalizione trova donne o uomini capaci di parlare alla propria comunità, questo è ciò che conta davvero. Non serve fare l’esame del sangue a chi sceglie di candidarsi”.





Poi l’affondo sulla gestione cittadina del civico Calcinaro, oggi assessore nella giunta di centrodestra delle Marche: “Mi pare che Fermo sia stata governata poco bene in questi anni, e uso un eufemismo. Basta guardare la perdita di competitività economica e sociale della città”.
Non è mancato un passaggio sul tema della “filiera”, parola spesso utilizzata dal centrodestra marchigiano. “Io so cosa significa filiera perché vengo da una regione, l’Emilia-Romagna, che negli ultimi dieci anni è cresciuta più di tutte in Italia ed è prima per export pro capite nel mondo. Chi governa deve rappresentare anche chi non lo voterà mai. Non mi pare che alla destra piaccia molto questo sport, che è stato il mio invece in Emilia Romagna”.
Infine il riferimento alle Marche e al Fermano, tra manifattura e welfare: “Qui si è sentita la difficoltà di alcuni distretti industriali. E sul fronte socio-sanitario credo che i cittadini percepiscano un peggioramento della sanità pubblica. In Emilia-Romagna abbiamo reso gratuiti gli asili nido nei comuni delle aree interne grazie ai fondi europei. Sono scelte che incidono anche sull’occupazione femminile e sulla qualità della vita delle famiglie. Chi governava e governa oggi nelle Marche non lo ha fatto, pensiamoci noi”.
r.vit.
