
CIVITANOVA MARCHE - BASSO CHIENTI – Il Tavolo tecnico dell’8 settembre discuterà anche la diffida, le contestazioni e le richieste avanzate dal Comitato Bonifica Basso Bacino del Fiume Chienti. Ma i rappresentanti del Comitato non potranno assistere né intervenire. È questa la denuncia contenuta in un comunicato diffuso dall’associazione, che accusa le istituzioni di affrontare le questioni sollevate dai cittadini «a porte digitali chiuse».
Alla riunione, convocata dalla Regione Marche, parteciperanno enti regionali, Province, cinque Comuni, Arpam e Aziende sanitarie territoriali. Il Comitato, invece, riceverà soltanto successivamente le risultanze e il verbale. «Ricevere un verbale a cose fatte non è partecipazione», sostiene l’organizzazione, chiedendo perché non sia stata consentita almeno un’audizione nella seduta dedicata all’esame del proprio atto.
Al centro resta la contaminazione della falda del Basso Bacino del Chienti, nota dal 1991. Secondo quanto richiamato nel comunicato, nell’ultima campagna indicata dalla Regione sono stati campionati 191 punti, tra pozzi, centrali di sollevamento e piezometri, con numerosi superamenti delle Concentrazioni soglia di contaminazione, in particolare per idrocarburi alifatici clorurati.
Il Comitato sottolinea inoltre come, a 35 anni dalla scoperta della contaminazione, la bonifica unitaria della falda non risulti ancora realizzata e il nuovo Accordo di programma previsto dalla normativa regionale non risulti concluso. Nel mirino anche la convocazione dell’8 settembre, che parla di una «prima ricognizione dei possibili fabbisogni finanziari» per il 2027.
Dal Tavolo il Comitato chiede risposte verificabili su ritardi, risorse, Piano operativo Arpam, procedimenti amministrativi, interventi d’ufficio e tutela sanitaria. Particolare attenzione viene riservata anche ai dati epidemiologici e alla presenza delle AST di Macerata e Fermo. Lo stesso Comitato precisa che i dati citati non consentono di attribuire causalmente singoli eventi sanitari alla contaminazione, ma ritiene necessari ulteriori approfondimenti locali.
La richiesta conclusiva è netta: pubblicazione integrale del verbale dell’8 settembre, trasparenza sugli impegni assunti e, soprattutto, l’avvio concreto della bonifica. «Dopo trentacinque anni – afferma il Comitato – non chiediamo più rassicurazioni. Chiediamo decisioni, risorse e tutela sanitaria».
