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Balneari, i comuni fermani al tavolo per definire le gare. Ciarrocchi: "Vicini agli operatori". Ma a Pedaso non mancano le critiche

6 Ottobre 2026

FERMO/PEDASO – Concessioni balneari, nel Fermano si apre la partita delle gare. La recente sentenza del Consiglio di Stato, la scadenza fissata dalla normativa e la necessità di chiarire tempi e modalità delle future procedure stanno spingendo i Comuni costieri verso una fase di confronto e programmazione. Un quadro nel quale ogni amministrazione potrebbe trovarsi a seguire un percorso differente, anche alla luce degli atti adottati negli anni passati.

CNA: “Confronto con i Comuni per chiarire tempi e modalità”

La questione è al centro delle azioni di CNA Fermo, il tema è delicato e il direttore Andrea Caranfa ha pe questo chiesto la consulenza dell’architetto Paolo Capriotti.

A riportare l’attenzione sul punto è la sentenza del Consiglio di Stato n. 6835 del 7 settembre 2026. “La sentenza chiarisce un punto importante – spiega Caranfa –. Una proroga automatica, applicata indistintamente a tutte le concessioni, è diversa da un’estensione decisa dal Comune dopo una procedura pubblica aperta anche ad altri operatori”.

Secondo CNA, quindi, non sarebbe sufficiente guardare alla sola data del 2033 riportata negli atti comunali. Occorre verificare come quella estensione sia stata concretamente adottata. “Se vi è stato un effettivo confronto competitivo e il Comune ha concluso la procedura con un proprio provvedimento, l’estensione fino al 2033 può essere ritenuta valida – aggiunge Caranfa –. La sola indicazione del 2033 come scadenza non permette, quindi, di dare la stessa risposta per tutte le concessioni”.

Procedure diverse da Comune a Comune

Il passaggio è particolarmente rilevante per il territorio fermano. Intorno al 2021 diversi Comuni avevano infatti pubblicato atti relativi all’estensione quindicennale delle concessioni, indicando come termine il 2033. Ma le procedure seguite non necessariamente sono state identiche.

Per CNA sarà quindi necessario esaminare caso per caso gli atti, verificando il percorso amministrativo seguito e l’eventuale presenza di un effettivo confronto competitivo.

“Chiediamo alle amministrazioni di tenere nella dovuta considerazione le estensioni adottate all’esito di procedure competitive, anche alla luce dell’affidamento maturato dagli operatori, e di far conoscere la programmazione delle future gare”, sottolinea Caranfa.

Anche i tempi, secondo CNA, potrebbero dunque essere differenti. “È ormai prevedibile che le gare non si svolgeranno tutte nello stesso momento. Le eventuali estensioni valide fino al 2033, così come le diverse caratteristiche delle concessioni esistenti, dei nuovi lotti e delle aree interessate da interventi di riassetto, potranno comportare procedure avviate in tempi differenti”.

Da qui la richiesta ai Comuni di rendere pubblici, per quanto possibile, concessioni e aree interessate, ordine di priorità e tempi indicativi. Informazioni considerate indispensabili sia dagli attuali concessionari, chiamati a programmare investimenti, personale e attività, sia dagli eventuali nuovi operatori interessati a partecipare alle gare.

Fermo riunisce i Comuni costieri

In questo scenario si inserisce l’iniziativa del Comune di Fermo. L’assessore all’Urbanistica e ai Progetti strategici Alessandro Ciarrocchi ha convocato per il 22 ottobre, in Comune, un tavolo tecnico-istituzionale con i Comuni costieri della provincia.

Sono stati invitati i sindaci di Altidona, Campofilone, Pedaso, Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio, insieme agli assessori competenti e ai responsabili degli uffici coinvolti nelle procedure di affidamento delle concessioni demaniali marittime.

L’obiettivo è condividere tempistiche e metodo di lavoro, ma anche affrontare le attività preparatorie alle future gare: dalla ricognizione dello stato delle concessioni alla verifica della loro legittimità, dalle perizie alla valutazione degli eventuali indennizzi legati agli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni, fino alla valutazione dei beni che il concessionario uscente intendesse cedere.

Sul tavolo anche le criticità e le opportunità legate alle caratteristiche dei diversi territori e la possibilità di individuare forme di collaborazione tra amministrazioni.

“Alla luce del quadro normativo vigente – spiega Ciarrocchi – i Comuni costieri sono chiamati ad avviare le procedure di affidamento delle concessioni demaniali marittime entro il 30 giugno 2027. Considerate le implicazioni amministrative, economiche e territoriali connesse a tale processo, si ritiene utile promuovere un confronto tra i Comuni costieri della Provincia di Fermo, finalizzato a condividere esperienze, criticità e possibili modalità operative e a favorire, ove possibile, un approccio coordinato”.

A Fermo 29 concessioni e sei nuovi lotti

Fermo ha già avviato il lavoro preparatorio. “Abbiamo già realizzato due incontri con l’ufficio tecnico finalizzati alla ricognizione delle aree – precisa Ciarrocchi – perché ci saranno da valutare le peculiarità della nostra costa, soprattutto avuto riguardo alla presenza di tante spiagge libere e alla necessità di mettere prioritariamente a bando le sei nuove concessioni previste dal piano di spiaggia”.

Sono complessivamente 29 le concessioni presenti sul litorale fermano. L’amministrazione si muove quindi su un doppio binario: da una parte la predisposizione delle procedure per i sei nuovi lotti, dall’altra il confronto con operatori e associazioni per le concessioni già attive.

Anche il sindaco Alberto Maria Scarfini assicura attenzione al comparto. “Saremo al fianco degli operatori, confrontandoci con le associazioni. Capiamo l’importanza del momento e le preoccupazioni che da esso vengono generate. Il Comune è già attivo sul tema, ha già impostato il lavoro: ci faremo trovare pronti, nel rispetto delle scadenze previste dalla Direttiva e del lavoro e delle aspettative degli operatori stessi”.

Il cronoprogramma verso il 2027

Il quadro normativo fissa una serie di scadenze precise. Il 30 giugno 2027 rappresenta il termine entro il quale i Comuni dovranno avviare le procedure di affidamento. Le vecchie concessioni dovranno invece arrivare alla definitiva scadenza entro il 30 settembre 2027, termine massimo indicato per completare la fase di transizione.

È prevista inoltre una possibile proroga tecnica fino al 31 marzo 2028, ma soltanto in presenza di impedimenti oggettivi o per completare gare già avviate.

La partita, dunque, entra nella fase operativa. E proprio la necessità di preparare per tempo le procedure rende centrale il confronto tra amministrazioni, concessionari e associazioni di categoria.

Pedaso e gli atti del 2020

È proprio a Pedaso che la sentenza del Consiglio di Stato apre un fronte politico e amministrativo particolarmente delicato. La minoranza, con Piergiorgio D’Amico e Giuseppe Galasso, richiama infatti il percorso seguito dal Comune nel 2020, quando era stato avviato un procedimento relativo all’estensione delle concessioni.

Secondo la ricostruzione della minoranza, il Comune pubblicò all’Albo pretorio un avviso ad opponendum per venti giorni, senza ricevere istanze o opposizioni concorrenti. Gli stessi atti comunali, viene sottolineato, avrebbero precisato che l’istruttoria non corrispondeva a un’applicazione automatica dell’estensione, richiamando invece i principi di concorrenza, confronto competitivo ed evidenza pubblica.

Per D’Amico e Galasso si tratta di documentazione che oggi deve essere riesaminata alla luce della sentenza del Consiglio di Stato. Senza però arrivare a conclusioni automatiche sulla validità delle concessioni fino al 2033.

“La sentenza non significa automaticamente che le concessioni pedasine siano garantite fino al 2033 – osservano –. Sarebbe una conclusione che necessita di un serio approfondimento giuridico. Significa però che prima di considerare inevitabile qualsiasi altra soluzione, l’Amministrazione ha il dovere di verificare fino in fondo il valore degli atti adottati nel 2020 e ogni possibilità giuridicamente sostenibile per tutelare gli attuali concessionari”.

La minoranza: “Pedaso non rimanga isolata”

La questione delle concessioni si intreccia, per la minoranza, anche con il tema dei rapporti istituzionali. D’Amico e Galasso contestano infatti la scelta del sindaco Berdini di confrontarsi con il Comune di San Benedetto del Tronto, chiedendo invece un maggiore coordinamento con le amministrazioni del Fermano.

“Prima ci sono Campofilone e Altidona, i nostri Comuni confinanti. Poi Fermo, Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio: amministrazioni del nostro territorio che, pur con situazioni differenti, affrontano la stessa complessa partita delle concessioni demaniali”.

La richiesta è quindi quella di recuperare un confronto territoriale più ampio, anche alla luce del tavolo convocato da Fermo per il 22 ottobre. Per la minoranza un piccolo Comune come Pedaso non può permettersi di rimanere isolato e deve costruire posizioni comuni con gli altri enti costieri.

Una partita che riguarda tutto il litorale

La questione, dunque, non riguarda soltanto le singole concessioni, ma il futuro dell'organizzazione dei litorali fermani. Da una parte gli operatori chiedono certezze per poter programmare investimenti e attività; dall’altra i Comuni devono preparare procedure complesse rispettando scadenze precise e tenendo conto delle caratteristiche dei singoli territori.

La sentenza del Consiglio di Stato introduce inoltre un elemento che potrebbe rendere ancora più articolato il quadro: non tutte le concessioni che riportano la scadenza del 2033 possono essere necessariamente trattate allo stesso modo. Saranno determinanti gli atti adottati e le procedure effettivamente svolte.

Per questo il confronto avviato da CNA e quello istituzionale promosso da Fermo assumono un peso particolare. Nei prossimi mesi i Comuni saranno chiamati a trasformare gli indirizzi generali in un cronoprogramma concreto, chiarendo quali concessioni saranno interessate dalle gare, con quali tempi e secondo quali modalità. E Pedaso dovrà decidere se e come valorizzare il percorso amministrativo avviato nel 2020.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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