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Aperti o chiusi, ecco chi può lavorare. Per tutti tre giorni di tempo per completare consegne e produzioni

23 Marzo 2020

FERMO – Non facile capire il nuovo decreto e le sue limitazioni. Ma una cosa è certa: la chiusura sarà definitiva, per i servizi non essenziali, da mercoledì. Il Governo ha lasciato tre giorni di tempo per completare le lavorazioni e produzioni in atto e per poter spedire la merce in scadenza. Punto chiave per diversi calzaturieri.

“Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, sull'intero territorio nazionale sono adottate le seguenti misure: a) sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell'allegato 1” si legge nel decreto che alleghiamo.

Un altro punto chiave è che “è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”. Restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività essenziali.

"Resta ferma la sospensione del servizio di apertura al pubblico di musei e altri istituti e luoghi della cultura”. Sono consentite le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all'impianto stesso o un pericolo di incidenti. Ruolo chiave per il Fermano lo avrà Vincenza Filippi: “Il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all'adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della dichiarazione resa. In ogni caso, non è soggetta a comunicazione l’attività dei predetti impianti finalizzata a garantire l'erogazione di un servizio pubblico essenziale”.

Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 23 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020. E se qualcosa non dovesse andare come previsto, a livello di garanzie per i lavoratori, i sindacati sono pronti allo sciopero generale. “Non capirei il motivo. Dobbiamo fare – conclude Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria - tutto quello che c’è da fare per garantire le filiere essenziali e poi pensare a fare tutto quello che serve perché le altre non chiudano definitivamente. È nell'interesse del paese. I codice Ateco che il governo ha indicato sono ancora più restrittivi di quello che ci aveva indicato il governo in una prima fase. I prefetti se alcuni codici non sono lì dentro o se riguardano beni essenziali possono tenerli aperti, più di questo cosa si deve fare? Se qualcuno abusa ci saranno i prefetti, se qualcuno abusa i sindacati facciano scioperi particolari, ma non lo sciopero generale".

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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