
Vicesindaco Andrea Balestrieri, da oggi Porto Sant’Elpidio entra in un contesto internazionale con Riding by the Sea. Che effetto fa vedere il proprio lungomare trasformarsi in un’arena equestre?
“Per quattro giorni Porto Sant’Elpidio diventa protagonista di un progetto che ha una dimensione internazionale e che porta per la prima volta in Italia lo sport equestre direttamente in riva al mare. Il nostro lungomare, il nostro Adriatico e il nostro paesaggio diventano la cornice di uno spettacolo nel quale si incontrano sport, musica, arte e il rapporto straordinario tra uomo e cavallo”.
L’originalità è nel cavallo al mare. Quanto può essere importante per una città come Porto Sant’Elpidio?
“Moltissimo, perché significa raccontare il territorio attraverso una chiave completamente nuova. Porto Sant’Elpidio ha una vocazione turistica legata al mare, ma eventi come questo dimostrano che possiamo ampliare continuamente la nostra offerta. Qui il mondo equestre incontra il mare e nasce qualcosa di assolutamente particolare. È un’immagine che può viaggiare molto lontano e far conoscere la nostra città a un pubblico nuovo”.
Dietro Riding by the Sea c’è anche un forte legame con il territorio, a partire da Maurizio Croceri e da Croceri Farm. Quanto conta l’intuizione di un imprenditore locale?
“Senza l’intuizione, la passione e la lungimiranza di Maurizio Croceri, che ha saputo immaginare quanto il mondo equestre potesse valorizzare il nostro territorio in maniera originale, non saremmo qui. Quando una persona che conosce profondamente il proprio territorio riesce a guardare oltre i confini locali, possono nascere progetti importanti. A lui, a Croceri Farm, a Fieracavalli, a Veronafiere e a tutti coloro che hanno creduto in questa idea va la nostra gratitudine”.
Riding by the Sea non è soltanto una manifestazione, ma lei la definisce una “visione”. Che cosa significa?
“Pensare a Porto Sant’Elpidio non soltanto come luogo nel quale organizzare eventi, ma come territorio capace di ospitare e generare idee nuove. Riding by the Sea dimostra che una grande idea, quando incontra professionalità, passione e amore per il territorio, può diventare qualcosa capace di superare i confini di una città. È una scommessa che riguarda il presente, ma soprattutto il futuro”.
Arrivano persone da diverse parti d’Italia e non solo. Che città volete presentare a chi verrà?
“Vogliamo presentare una città accogliente, dinamica, capace di innovare e orgogliosa delle proprie bellezze. Chi arriverà per Riding by the Sea vedrà certamente uno spettacolo equestre di grande livello, ma noi speriamo che possa anche scoprire Porto Sant’Elpidio, le Marche, il nostro mare, il nostro paesaggio e tutto ciò che il territorio può offrire”.
C'è anche una ricaduta turistica. Quanto può diventare Riding by the Sea una vetrina per Porto Sant’Elpidio?
“La promozione turistica passa sempre più attraverso esperienze capaci di distinguersi. Un evento così particolare può generare attenzione, immagini, racconti e soprattutto curiosità. Se una persona viene a Porto Sant’Elpidio per il cavallo e scopre il nostro mare, il nostro territorio e le nostre eccellenze, abbiamo raggiunto un obiettivo importante”.
Qual è la cosa che la incuriosisce di più di questi quattro giorni?
“Sicuramente vedere la reazione delle persone davanti a questo scenario. Il rapporto tra il cavallo e il mare è qualcosa di molto suggestivo. Credo che sarà emozionante vedere sportivi, cavalli, musica e pubblico immersi in un paesaggio completamente diverso dai tradizionali contesti equestri”.
E dopo questi quattro giorni cosa rimarrà a Porto Sant’Elpidio?
“La consapevolezza che possiamo osare. Possiamo immaginare eventi nuovi, possiamo portare a Porto Sant’Elpidio realtà importanti e possiamo costruire occasioni capaci di parlare a un pubblico internazionale. Mi auguro che Riding by the Sea non sia un punto di arrivo, ma l'inizio di un percorso”.
Balestrieri, se dovesse racchiudere in una parola il significato di questa esperienza?
“Direi orgoglio. Per la nostra città, per il nostro territorio e per tutte le persone che hanno lavorato affinché questo progetto diventasse realtà. Adesso non resta che viverlo”.
r.vit.
