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Altidona, nuovo depuratore da 8 milioni di euro. Perosa, Ciip: "Vantaggi per persone, mare e ambiente". Porrà: dedicato ad Alati

20 Luglio 2026

ALTIDONA - Un impianto di ultima generazione, pensato per migliorare la qualità delle acque, ridurre l'impatto ambientale e razionalizzare il sistema di depurazione della Valdaso. Taglio del nastro ad Altidona per il nuovo depuratore della Ciip, un'infrastruttura strategica costata 8,6 milioni di euro, finanziata attraverso il piano tariffario d'ambito e destinata a servire, per ora, un bacino di circa 20 mila abitanti equivalenti.

A tagliare il nastro sono stati il presidente della Ciip, Marco Perosa, i tecnici dell'azienda, i sindaci e il consigliere regionale Andrea Putzu. "L'abbiamo atteso a lungo, non è stato facile ma alla fine è stato realizzato anche velocemente. Grande merito va a chi non c'è più e so che ci sta guardando, l'ex presidente Ciip, Pino Alati, che testardamente ha voluto questa opera" ha introdotto la sindaca Giuliana Porrà.

Perosa: "Un'opera strategica per il territorio"

Il presidente della Ciip ha definito l'inaugurazione “un momento importante non solo per la Ciip, ma per tutta la comunità e il territorio”, ricordando come il progetto sia nato sotto la presidenza di Giacinto Alati, al quale ha rivolto un sentito ringraziamento per la lungimiranza dimostrata nella pianificazione del nuovo sistema depurativo del Fermano. Grazie ahe è arrivato, con un rapido collegamento telefonico, dall’assessore regionale, ed ex sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro.

Il nuovo impianto utilizza la tecnologia a fanghi attivi, tra le più avanzate nel settore, con l'obiettivo di garantire una maggiore tutela dell'ambiente e soprattutto della qualità del mare. “Grande attenzione è stata riservata anche all'inserimento dell'opera nel contesto circostante, adottando sistemi innovativi per limitare la diffusione degli odori e ridurre al minimo l'impatto sui residenti” ha aggiunto Perosa.

L'impianto è stato progettato per una capacità di 20 mila abitanti equivalenti, mentre attualmente servirà circa 16 mila utenze dei comuni di Pedaso, Altidona, Moresco e parte della Valdaso.

Razionalizzazione del sistema depurativo

Perosa ha spiegato che la strategia della Ciip punta a sostituire numerosi piccoli depuratori con impianti più grandi ed efficienti, connessi tra loro. Una scelta che consentirà di abbattere i costi di gestione e manutenzione, sfruttando le migliori tecnologie disponibili sia per il trattamento delle acque sia per l'abbattimento delle emissioni odorigene.

L’iter progettuale nasce dallo studio preliminare del 2016, che ha individuato la necessità di convogliare i reflui verso un impianto unico, più moderno e arretrato rispetto alla costa, al fine di ridurre gli impatti ambientali, le criticità odorigene e i rischi legati alla vicinanza al mare.

L’opera comprende inoltre il nuovo collettore di fondo valle, la dismissione dei vecchi impianti e la trasformazione di alcuni punti esistenti in stazioni di sollevamento, per un sistema più razionale e integrato. Dal punto di vista tecnico, il depuratore adotta un processo biologico a fanghi attivi, sviluppato secondo le più moderne filiere di trattamento.

I tecnici: meno impianti, più efficienza

Il direttore tecnico della depurazione della Ciip, Claudio Bernardo Carini, ha spiegato che il depuratore rappresenta il fulcro della riorganizzazione del sistema fognario della bassa Valdaso.

Nei prossimi mesi saranno infatti dismessi i depuratori di Marina di Altidona e Pedaso, mentre in futuro potranno confluire nel nuovo impianto anche i reflui provenienti da altri centri del comprensorio, come Campofilone, Lapedona e Moresco, man mano che saranno completati i collettori.

“Attualmente la Ciip gestisce circa 390 impianti depurativi, di cui 45 ad elevato consumo energetico, e la programmazione futura punta sempre più su efficienza energetica, riduzione dell'impatto ambientale ed economia circolare” chiarisce.

Recupero dei fanghi e possibile riuso dell'acqua

“Tra gli aspetti più innovativi dell'impianto c'è la gestione dei fanghi di depurazione, destinati al recupero per la produzione di compost e fertilizzanti” sottolinea Carini.

Inoltre il depuratore è già predisposto per il riutilizzo delle acque depurate, che in futuro potranno essere impiegate anche a fini agricoli grazie alla vicinanza dei canali irrigui, contribuendo così a preservare le risorse idriche e ad alimentare i corsi d'acqua, sempre più penalizzati dalla siccità e dai cambiamenti climatici. Tema quello del supporto all’agricoltura richiamato anche da Donatella Ferretti, assessora di Ascoli Piceno.

Putzu: "Un'opera che rafforza il turismo"

Per il consigliere regionale Andrea Putzu il nuovo depuratore rappresenta un investimento strategico per lo sviluppo della costa fermana. “Le Marche puntano sulla sostenibilità ambientale e sulla valorizzazione del turismo. La provincia di Fermo è quella con il maggior numero di Bandiere Blu della regione e infrastrutture come questa contribuiscono a migliorare la qualità del mare e l'attrattività del territorio”.

Putzu ha inoltre ricordato gli investimenti regionali previsti attraverso i fondi europei per il potenziamento delle reti idriche e delle infrastrutture della Valdaso, “comprese le opere sulla viabilità già programmate lungo l'asse che collega Altidona, Petritoli e in prospettiva il versante ascolano”.

Del Duca: "Un'opera all'avanguardia per la tutela dell'ambiente"

Anche il vicepresidente dell'Ato 4, Antonio Del Duca, ha sottolineato il valore strategico del nuovo depuratore, realizzato grazie agli investimenti previsti dal piano tariffario.

“Oggi inauguriamo un'opera che tutto il territorio della Valdaso attendeva da tempo – ha concluso –. Ringrazio la Ciip, le imprese che hanno lavorato alla realizzazione dell'impianto e tutti coloro che hanno contribuito a portare a termine questo progetto. La Valdaso si dota di una struttura all'avanguardia, capace di offrire una risposta concreta alla tutela delle acque, dell'ambiente e alla gestione della risorsa idrica”.

Del Duca ha evidenziato anche le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, ricordando come l'impianto sia predisposto per il riutilizzo delle acque depurate, una prospettiva sempre più importante in un contesto segnato dai cambiamenti climatici e dalla crescente scarsità della risorsa idrica.

Sul fronte delle tariffe (si sta definendo la percentuale di aumento, tra il 5 e il 7%), il vicepresidente dell’Ato 4 ha precisato che gli adeguamenti previsti rientrano nella programmazione già approvata e non sono legati alla realizzazione del nuovo depuratore. “I cittadini possono essere orgogliosi di quest'opera – ha affermato –. Continuiamo ad avere tra le tariffe del servizio idrico più contenute a livello nazionale e questo investimento rappresenta un valore aggiunto per tutto il territorio”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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