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Alta velocità e A14, Acquaroli fa squadra con le regioni adriatiche: "Siamo una priorità per l'Italia"

24 Ottobre 2020

FERMO – Alta velocità e autostrada. E siccome da sole le Marche possono fare poco per convincere il Governo a intervenire, è nato un tavolo ‘Dorsale Adriatica’. “E oggi abbiamo sottoscritto un protocollo con Abruzzo, Molise e Puglia” spiega il governatore Francesco Acquaroli.

"Sapete che l'alta velocità e l'autostrada, la A14, rappresentano un limite molto importanti per le nostre regioni soprattutto per tutti i problemi che si sono riscontrati negli ultimi due anni sui viadotti. C’è stata un'interruzione sulla dorsale nel rispondere alle esigenze delle comunità e delle imprese. È un limite che va superato".

Altro passo da compiere, ha aggiunto, quello di sviluppare infrastrutture che "aprano un dialogo, attraverso il mare, con i Balcani e l'altra parte dell'Adriatico. Un'area che seppur separata dal mare è molto vicina e potrebbe portare sviluppo economico e sociale. È importante - ha concluso - che alcune Regioni abbiano lungimiranza nel dialogare su direttrici utili al rilancio di un territorio complessivo per riagganciarlo all'Europa e alle direttrici internazionali. Così possiamo diventare competitivi".

Il presidente dell’Abruzzo, Marsilio, è il capofila del protocollo per lo sviluppo del Corridoio Adriatico: “È forse la prima volta, da quando esistono le Regioni, che si fa un ragionamento di così ampio respiro. Una situazione nuova che mette queste Regioni nelle condizioni di proporre al Governo nazionale e, per il suo tramite, all'Europa, il tema del recupero del divario infrastrutturale che colpisce la dorsale adriatica centromeridionale. Infatti, se con l'Unità d'Italia è nata la questione meridionale, cioè il divario tra nord e sud, nel corso del tempo è emerso anche quella legata al gap tra est ed ovest. La dorsale tirrenica, - ha spiegato - facendo leva sull'esistenza di metropoli come Roma e Napoli e su quella di grandi centri urbani, si è via via avvantaggiata secondo una logica costi-benefici".

È ora di dire basta: Negli anni, - ha affermato - questo divario ha fatto in modo che, mentre sulla dorsale tirrenica, i treni corrono fino a 300 chilometri all'ora, sul versante adriatico non raggiungono neppure i 200 chilometri all'ora. Gli interventi che intendiamo sollecitare possono portare i treni, nell'immediato, a raggiungere almeno i 200 chilometri all'ora di media sull'intero tracciato per poi aprire un capitolo di trattativa con il Governo per progettare una vera nuova Alta Velocità che possa diminuire le differenze sia in relazione al trasporto merci che per quello del trasporto dei passeggeri. Questo - ha spiegato Marsilio - sia nell'ottica di favorire il turismo che per lo sviluppo dei traffici commerciali". Capitolo simile per l'arteria autostradale.

"La A14, - ha detto ancora Marsilio - è un'autostrada vecchia e superata, ha una terza corsia che si interrompe a Porto S. Elpidio servendo solo gran parte delle Marche ma tagliando fuori Abruzzo, Molise e Puglia. C'è poi una condizione di sottosviluppo dei porti e degli aeroporti in questa area vasta interregionale. Ora, - ha concluso - visto che l'emergenza Covid-19 sta provocando una risposta sia da parte del Governo nazionale che dell'Europa, puntiamo ad inserirci nel dibattito legato al piano di resilienza e recupero che si sta facendo a livello nazionale con la forza di quattro Regioni che mettono insieme circa 7 milioni di abitanti, più del 10 per cento della popolazione italiana".

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