
FERMO – Il Fermano piange Pietro Diletti. Socialista della prima ora, politico attento, propulsore del territorio, anima della piccola provincia. Una delle sul ultime battaglie, tre anni fa, per il parco di monte Cacciù. Lui, da politico con progetti e visione, ci immaginava un ostello della gioventù al centro del parco, un’oasi naturalistica da rendere viva proprio co i giovani, che avrebbero poi potuto usufruire del centro polivalente a pochi chilometri
Ma niente è andata diversamente. Ha continuato a intervenire, saltuariamente, sulla stampa. E soprattutto non si è mai negato agli amici per un confronto politico. Tra di loro, Fabiano Alessandrini e Paolo Nicolai.
L’ex consigliere dem così lo ricorda: “Era uno dei veri riferimenti del fermano, uno dei grandi della politica locale. L’essenza di quello che dovrebbe essere la classe dirigente di un territorio: pensiero libero, prospettiva, giusta determinazione e fermezza, intelligenza sempre vivace. Strategia a disposizione di una visione ampia. A me mancherà, ma soprattutto mancherà alla nostra provincia ancora di più”.
Stima quella di Fabiano AAlessandrini, ex segretario del Pd ed ex presidente Steat, sotto cui è passato proprio il parco di Monte Cacciù: “Ho avuto il privilegio di essergli amico, e sono tante le cose di cui abbiamo parlato insieme. La politica faceva da regina e ancora si infervorava con la sua straordinaria lucidità e capacità di lettura”.
Un pensiero anche dall’ex sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, che in diletti ha trovato spesso un interlocutore: “Preciso e sagace fino all'ultimo. Attaccato al suo territorio provinciale e regionale: grande amministratore di Fermo, della provincia fermana e della regione Marche, con la nostra montagna nel cuore. Cercheremo di fare vivere le sue idee per la nostra terra”. Da tutti, condoglianze alla famiglia.
