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Addio a 'big Luciano' Romanella, il prototipo del politico civico di Fermo. La sua eredità: "Il consigliere è qui per servizio"

2 Maggio 2026

di Raffaele Vitali

FERMO – Se c’è una cosa che non è mai mancata a Luciano Romanella è la capacità di stare al centro del mondo, con la sua attività politica, con quella imprenditoriale, con la passione per lo sport.

E così, non poteva che andarsene il giorno del suo 73esimo compleanno. Unire una festa con un dolore è qualcosa che spetta ai grandi. E Luciano Romanella, a modo suo, grande lo è stato davvero. Perno della politica di Fermo, mister preferenze indiscusso nei suoi 25 anni tra i banchi del consiglio comunale, la prima elezione nel 2001 tra le file dell'Udc-Ccd, poi nel 2006 assessore allo Sport rivoluzionario per il piccolo capoluogo: ecco chi era quello che tutti chiamavano ‘big Luciano’.

È questo che perde la ‘sua’ Fermo, un personaggio che ha fatto anche parlare di sé per vicissitudini meno edificanti, ma che non ha mai esitato a rimettersi gioco, a chiedere ai suoi concittadini fiducia. E l’ha sempre ottenuta, non un dettaglio in tempi di fuga dai seggi elettorali.

Il 14 ottobre 2025, mentre Giulio Cesare Pascali si apprestava a prende il posto di presidente del consiglio comunale, Luciano Romanella si alzava, accendeva il microfono e impartiva una piccola lezione ai colleghi, di ogni colore. Perché lui l’ultimo periodo della sua vita l’ha passato indossandola maglietta della Lega, ma è difficile inquadrarlo in un partito. Romanella è stato un po’ il prototipo del politico fermano, poi portato all’ennesima potenza da Paolo Calcinaro, fatto di civismo, magari d’area, ma soprattutto di amore per la città.

Quel 14 ottobre, il giorno dopo era ancora bello rampante a guidare una conferenza stampa sula boxe e l’incontro di uno dei tanti campioncini cresciuti sotto la sua presidenza, ha spiegato il senso dell’impegno civico: “Il consigliere comunale è qui per fare un servizio, con lo spirito del volontariato. Se questo sarà l’impegno, Fermo si distinguerà sempre”.

Aveva poi aggiunto un auspicio: “Cerchiamo di andare al voto con una serenità interiore. Mai interporre i propri interessi. Capita – disse alzando il tono della voce - di andare fuori riga. Ho commesso errori, ma credo mi si possa riconoscere l’onestà intellettuale”.

Era così Romanella, sempre capace di rialzarsi, “anche dopo le valanghe di letame che mi hanno tirato”, perché aveva un solo obiettivo: far brillare la sua città. Lo ha fatto come assessore allo Sport nella Giunta di Saturnino Di Ruscio, lo ha sempre fatto nei vari ruoli che ha ricoperto, arrivando ai vertici della Federboxe. È una sua intuizione che ha portato il pugilato nelle piazze, è il suo impegno, anche da assessore alle Politiche giovanili, che ha impresso un’accelerazione nel rapporto tra città e società sportive.

Se ne è andato purtroppo in silenzio. Una sola incompiuta si è portato con sé, Lido Tre Archi. Era un suo pallino, è stato una tarlo per ogni amministratore. Quando ne fu parte, con Di Ruscio, quando ne fu minoranza. Voleva impegno, chiudeva interventi concreti, sognava una Tre Archi, anche perché proprietario di diversi immobili, perno del turismo della città.

Quel turismo che avrebbe voluto agevolare creando una ‘Europa in miniatura’ a Marina Palmense. Sogni e visioni, anche questo era Luciano Romanella. Che lascia moglie e figlio, i funerali lunedì alle 15 a San Norberto, a Lido di Fermo.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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