
PESARO – Che il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli sia cresciuto politicamente, ormai è evidente. In pochi hanno ancora dubbi. E anche quelli rimasti sono svaniti dopo la partecipazione del leader di Fratelli d’Italia alla Festa dell’Unità di Pesaro, a Borgo Santa Maria.
All’incontro, con il sindaco Binacani e l’onorevole Curti, è arrivato in largo anticipo. E questo gli ha permesso di vivere il mondo Dem, fatto di risate e applausi, discorsi aulici e scelte di cibo dal menu. A dire il vero era stato invitato per la serata del venerdì, ma essendo il giorno del suo compleanno, ha preferito spostare la partecipazione a sabato. “L’invito l’ho apprezzato perché nel mio percorso politico ho sempre amato i dibattiti delle 'feste di parte’ che vedevano ospiti gli avversari politici, come quando da ragazzo mi liberai da tantissimi impegni per ascoltare Bertinotti ad Atreju. Servono per riflettere” sottolinea il governatore.
“È necessario parlarsi per ridurre lo scontro politico tra parti contrapposte” prosegue. Condividendo in questo il pensiero del segretario del Pd di Pesaro, Michele Gambini: “Accettare l'invito è stato un gesto molto cortese che abbiamo gradiamo tanto. C'è una prima fila di FdI vista la sua presenza, spero nel 2027 di avere anche i fratelli Baldellia. Li invito con largo anticipo, così non avremo problemi di agenda”.
Tornando ad Acquaroli, per lui il confronto è di casa, è il modello Atreju, la festa di FdI. Inevitabile parlare delle Politiche del 2027, ma anche del ‘sogno’ di vincere a Pesaro: “È naturale che ogni forza politica, quando si presenta alle elezioni, vuole vincere, sarebbe ipocrita dire di non volerci provare in una roccaforte storica della sinistra, a livello nazionale, come Pesaro. Penso che lo stesso potrebbe dire il Pd per Ascoli Piceno dove magari c'è una storia contrapposta”.
Ma serve un candidato forte: “Sul candidato pesarese ci sono ogni giorno riflessioni, ma è ancora presto per organizzare le amministrative. Qui – prosegue Acquaroli - si voterà nel 2029, quindi prima bisogna pensare alle elezioni politiche del 2027 e alle elezioni comunali più vicine come quelle di Jesi, Fabriano, Civitanova, Ancona”.
Prima di lasciare il palco, tocca un tema caro ai pesaresi, il nuovo ospedale: “Andrà a bando nel 2027 per la realizzazione. Dopo tanti anni finalmente Pesaro avrà il suo ospedale pubblico, fatto con risorse pubbliche e non togliendo risorse al fondo sanitario. Terrò conto anche delle priorità evidenziate dal sindaco di Pesaro, Andrea Biancani, a partire da quello energetico passando per quello dei rifiuti che non è un tema divisivo, l'Europa ci dà un obiettivo e va raggiunto, non ci sono scorciatoie”.
Il sindaco lo ha ascoltato, con rispetto, ma non ha fatto mancare la stoccata: “Dagli accordi che la regione prese con il precedente sindaco (Matteo Ricci) nel 2027 avremmo dovuto avere l'ospedale finito mentre ora nel 2027 avremo invece la gara per farlo. Ciò che mi preoccupa molto è che ancora non si è incominciato a ragionare su cosa fare dell'area di 30mila metri quadri del San Salvatore e dell'ex manicomio, di competenza regionale, che secondo me dovrebbero essere utilizzate per portare quei servizi territoriali che la stessa azienda sanitaria fa ma in luoghi dove risulta in affitto”.
Si vedrà, di certo sarà compito del prossimo sindaco, che sia un Biancani bis o una prima volta del centrodestra. Magari con Nicola Baiocchi, che ci ha provato una volta e che ora sta maturando in Regione: “Non avrei mai detto di ritrovarmi seduto a una Festa dell'Unità ma nella vita non si finisce mai di fare cose nuove. Del resto – conclude il consigliere regionale Baiocchi - alla base della democrazia c’è un confronto sano e corretto”.
r.viit.
