
FERMO – Scalda i motori ABC, la fiera di accessori, borse e calzature del Fermo Forum che sta diventando il punto di riferimento per il distretto marchigiano, ma anche italiano. Appuntamento il 21 e 22 ottobre, da mattina a sera, nel polo fieristico del capoluogo.
Per il sindaco Alberto Maria Scarfini è un debutto con il sorriso nel suo ruolo istituzionale, all’interno della sede della Camera di Commercio: “Questo palazzo che ci ospita è importante per la famiglia di cui porta il nome e per il ruolo che svolge, ospitando anche l’Ordine dei Medici. Non posso che dire grazie a Valentino Fenni (ideatore del progetto, ndr), che apre il Fermano al mondo della moda e della produzione manifatturiera in generale”.
Partner dell’iniziativa sono le associazioni di categoria, con Cna e Confartigianato in testa. “Il mio supporto è reale. Da assessore al Bilancio vi ho seguito, ci sono oggi come sindaco per ogni necessità” aggiunge Scarfini.
La Camera ci crede
La Camera di Commercio è rappresentata da Giorgio Menichelli, vicepresidente. “Vogliamo che questa sede torni a essere il motore del territorio, è a disposizione di tutti. Siamo qui per la tenacia di un imprenditore che, in questa nuova veste, sta facendo crescere il ‘figlio’ ABC, rafforzandolo. Siamo alla terza edizione di qualcosa che non esisteva e che invece ha già un ruolo chiave”.
La filiera da preservare è una sfida per tutti. “Le piccole imprese manifatturiere soffrono le dinamiche cicliche mondiali, ma anche la scomparsa del modello che teneva in equilibrio la piccola con la grande impresa. Oggi la media e grande impresa è quasi scomparsa e quella più strutturata sta lasciando il territorio. Questo fa soffrire un sistema che ha proprio nella piccola impresa la sua caratteristica” prosegue Menichelli, che è anche segretario generale della Confartigianato che riunisce le Marche sud.
Venendo meno le grandi imprese del fashion sul territorio, la piccola impresa fa squadra. “Da qui la nascita di ABC, che ha saputo cogliere questa necessità. Si allunga la filiera, sempre con il perno nelle Marche. Chi ha in mano il cliente finale determina il valore aggiunto della filiera e questo significa che la subfornitura deve accontentarsi di una quota minore. Va bene rafforzare la subfornitura, ma se riuscissimo a ritrovare il rapporto con il cliente finale sarebbe la strada per riappropriarci del valore aggiunto che le nostre produzioni creano”, prosegue Menichelli.
La Regione c’è
Lo ha capito anche la Regione Marche, sempre presente dentro e fuori dalla fiera. A parlare è Andrea Putzu, capogruppo in Consiglio regionale di Fratelli d’Italia, affiancato da Milena Sebastiani, esponente della civica che sostiene Paolo Calcinaro.
“L’assessore Bugaro non c’è oggi, ma è come se fosse qui con noi. Ho vissuto la nascita del progetto insieme a Valentino Fenni. All’inizio non ci credeva quasi nessuno, fatta eccezione per il presidente Acquaroli, con il quale ci sedemmo a parlarne. Avevamo capito che il modo migliore per promuovere le imprese fosse portare i clienti direttamente qui. Oggi, crescendo, rendiamo davvero il distretto protagonista. Quella che sembrava una scommessa locale è già diventata una realtà nazionale, con espositori provenienti da Campania, Toscana, Puglia e Veneto”.
Una squadra che ha un obiettivo preciso quella che si è riunita nel palazzo camerale: supportare le aziende, utilizzando anche l’IGP su cui si sta impegnando ogni giorno la consigliera provinciale Eleonora Ferracuti. “ABC – prosegue Putzu – ha saputo anche scegliere il periodo giusto e il fatto che siano in arrivo espositori stranieri lo conferma”.
La prima edizione ha già dato risultati importanti. I buyer hanno iniziato a chiamare e a chiedere di partecipare. “La politica deve supportare come può. Gli imprenditori sono fondamentali, hanno anche un ruolo sociale. Noi possiamo aiutare e lo stiamo facendo, perché chi dà lavoro svolge una funzione essenziale” ribadisce Ferracuti.
Doriana Marini, presidente nazionale di Federmoda, è anche una delle espositrici che hanno creduto nel progetto di Fenni. “I dubbi inizialmente c’erano, perché il sistema è in difficoltà. Invece, è andata molto bene”.
Tutela e promozione


“Abbiamo presentato a Roma un piano strategico pluriennale nel quale abbiamo evidenziato la necessità di un dialogo tra le associazioni di categoria. Serve un patto di filiera e dobbiamo coinvolgere i marchi, rappresentati dalla Camera della Moda, che però fanno ancora fatica a dialogare. Se ci riusciremo, la strada sarà quella giusta” prosegue Marini.
Venti anni fa le piccole aziende rappresentavano il 96% delle imprese della moda, oggi il dato è cambiato poco. La forza lavoro impiegata nelle PMI sfiora il 55-60%. “Restiamo – aggiunge la presidente Federmoda - quindi l’anello chiave della filiera e l’anima dei distretti manifatturieri. ABC è una forma di dialogo che può solo migliorare. Qui la filiera istituzionale è davvero al servizio del territorio”.
Lorenzo Totò, presidente di Confartigianato Moda, torna sul valore del territorio: “Avere Camera di Commercio e Regione al nostro fianco ci fa sentire protetti. I loro bandi sono fondamentali. Siamo un territorio vivo che non deve abbattersi e che saprà superare le difficoltà”.
La strategia di Fenni
“Quando abbiamo iniziato questa manifestazione c’erano 70 aziende. Eravamo già soddisfatti, pensando ai 1.800 visitatori. Poi siamo passati a 125 aziende e 4.000 visitatori. Il nuovo obiettivo è arrivare a 150 aziende, la second edizione l’abbiamo già eguagliata. La sfida è ora far crescere i visitatori qualificati”.
Il feedback arriva dalle aziende. “Si respira un’atmosfera positiva e lo dico frequentando questo settore da trent’anni. Il comparto è in difficoltà: scende il fatturato, cambiano le abitudini di consumo, diminuisce l’interesse delle famiglie per scarpe e borse e si diffonde il fast fashion, dimenticando l’ambiente. Noi ci stiamo impegnando per resistere e mantenere l’occupazione. La nostra è una funzione sociale: non siamo solo quelli “sporchi e cattivi”, siamo datori di lavoro. Una definizione che dobbiamo recuperare” chiarisce Fenni.
Tra le novità più importanti c’è l’accordo con Linea, “grazie alla presidente Orlandi”, per un’attività di incoming di buyer provenienti da diversi Paesi europei.
«Puntiamo a farne arrivare una quarantina. È in corso il confronto con espositori e protagonisti della filiera per definire i luoghi di interesse e i clienti che vorrebbero incontrare. All’interno della fiera istituiremo un’area B2B per creare un matching reale. In questo modo chi arriverà dall’estero incontrerà produttori che magari non riuscirebbe a trovare a Milano. E questo grazie al supporto della Camera di Commercio, di Linea e della Regione, con Bugaro e Acquaroli in prima linea”.
Il ruolo di Lineapelle.
Un punto a cui tiene molto Fenni è quello della relazione con la fiera regina di settore, Lineapelle a Milano. “È evidente che non siamo in contrapposizione, anzi. Noi siamo un supporto. Lineapelle ha un appeal per noi irraggiungibile. Avremo una decina di aziende espositrici dall’estero, ma noi abbiamo la qualifica di fiera nazionale non certo internazionale come Lineapelle. Sono contento che abbiano visto in noi da Milano qualcuno che lavora bene e lo fa in modo collaborativo” racconta Fenni.
Che poi aggiunge: “Il nostro obiettivo è fare sistema. Per questo, in accordo con Lineapelle, stiamo valutando una forma di collaborazione che potrebbe concretizzarsi all’interno della fiera con incontri e momenti di approfondimento sulle tendenze moda”.
L’occasione
È in scadenza il bando di internazionalizzazione della Camera di Commercio, chiuderà tra tre giorni. Menichelli ricorda: «È importante la collaborazione con le Camere di Commercio estere, fortemente voluta da Gino Sabatini. Così come il sistema dei voucher, che ha visto un incremento delle risorse dopo la decisione della Giunta di adeguarle alle necessità reali. È uno strumento che funziona. L’importante è non lasciarsi sfuggire la scadenza”.
Fenni conclude: “Questa manifestazione è fatta anche per i rappresentanti del territorio che magari hanno un pacchetto di tre aziende. Potersi mostrare è importante. L’anno scorso sono arrivati operatori spagnoli e portoghesi e sono rimasti conquistati anche dal territorio. Per questo parliamo di accessori e borse, ma anche di turismo, non solo internazionale ma pure proveniente dalle altre regioni italiane”.
La chiosa finale è ancora di Doriana Marini: «A livello italiano stiamo tutti vivendo il problema della legalità delle filiere. Mettere in rete chi opera nella legalità, e che si mette in mostra proprio ad ABC, rappresenta un’ulteriore opportunità”.
r.vit.
