
PORTO SAN GIORGIO – “Ambiente ed energia. Noi volevamo riaccendere la città e ci stiamo riuscendo”. La prova sono le nuove risorse dal Gse per Porto San Giorgio.
Sono soddisfatti il sindaco Valerio Vesprini e il vice Fabio Senzacqua: “Due decreti che portano in città 2,5 milioni di euro, che serviranno per l’efficientamento energetico di due strutture, come fatto per il palasport”.
La scelta è ricaduta sulla palestra Baldassari, “che è la storia sportiva della città, dove sono cresciuti campioni sangiorgesi e tanti cittadini. La palestra che ha ospitato la Sangiorgese Basket, arrivata in serie A, e poi la ginnastica artistica, anche a livello nazionale”. L’altro intervento riguarderà la palestra Nardi.
“È dalla campagna elettorale che abbiamo avviato il lavoro sugli impianti sportivi. Intercettare i finanziamenti era la sfida, noi volevamo coglierli, andando oltre il Pnrr, che non aveva premiato la città”. In quattro anni, l’amministrazione Vesprini ha intercettato più di 20 milioni di euro di fondi statali. “Un record, perché noi abbiamo agito su strutture esistenti: efficientiamo quello che c’è. Impattiamo sulla gestione della spesa corrente del futuro, arrivando a consumi bassissimi, se non addirittura alla produzione di energia”, ribadisce il sindaco.
Tanti i viaggi a Roma per raggiungere l’obiettivo. “Grande lavoro quello fatto dall’assessore Senzacqua, che ha modi suoi di agire, ma è efficace. Ha aperto rapporti veri con i vertici dello Stato. E non si parla solo di politica, che è comunque utile, ma anche di professionisti e funzionari” sottolinea il sindaco.
Nel dettaglio, per la palestra Baldassari è previsto un investimento di 1,6 milioni di euro. Il Comune comparteciperà per il 40%, con una quota di circa 580mila euro. Per la palestra Nardi sono destinati 1,4 milioni di euro, con il finanziamento che coprirà l’intervento, trattandosi di una struttura scolastica.
“Risorse che ci rendono orgogliosi. Siamo il Comune più finanziato della provincia. Altri Comuni ci stanno seguendo, chiedendoci anche consigli. Noi abbiamo colto l’opportunità” evidenzia Senzacqua. Altri 2,168 milioni di euro erano arrivati lo scorso anno per il tetto della palestra e della scuola di Borgo Rosselli, mentre 1,76 milioni erano stati destinati al palasport. “In totale, sono 4,7 milioni di euro reperiti in due anni grazie ai bandi del Gse” prosegue.
“Una somma che non rappresenta solo una ristrutturazione e una manutenzione degli impianti. Ogni struttura ha bisogno di manutenzione, a cominciare da quelle sportive. Ma anche l’ambiente ne trae benefici. Investire sulla transizione ecologica significa guardare al futuro, anche nella gestione. Sappiamo bene quanto il caro energia impatti sui bilanci”.
Un dato spiega quanto sostenuto dall’assessore: “Il palazzetto, che oggi ha 100mila euro di utenze all’anno, con un freddo costante, passerà a consumi quasi zero. Verrà inserito anche un impianto fotovoltaico e prevediamo 30mila euro di introiti all’anno. L’operazione Gse è quindi ideale: palasport ristrutturato e immissione in rete dell’energia prodotta, che garantirà, nei 20 anni di durata dell’impianto, un’entrata di 600mila euro a bilancio. E questo accadrà anche nelle due nuove palestre”.
Il vicesindaco ringrazia “gli enti superiori e il Governo, che ha deciso di investire sulle strutture sportive esistenti. E con loro il Gse, con cui ho lavorato: prima Arrigoni e oggi Alfredo Maria Becchetti”. Un risultato non scontato, considerando il lavoro a cui sono sottoposti gli uffici tra bandi, progettazioni e gestione delle risorse, comprese le rendicontazioni.
I lavori verranno svolti nel periodo estivo. Sono previsti 18 mesi per l’avvio degli interventi, mentre per il palasport erano stati necessari 180 giorni. “Noi comunque partiremo a maggio, per cercare di restituire le palestre a inizio anno scolastico”.
I bandi per la gestione erano stati prorogati di due anni proprio per questo. “Dobbiamo valutare se affidare la gestione degli impianti sportivi alla partecipata oppure tornare al bando di gara. Ma dovevamo conoscere i consumi, perché incidono sui costi reali. Restano sul tavolo 2,5 milioni di euro”.
“Noi abbiamo fatto tutto questo senza fondi Pnrr. Siamo entrati nel 2022, con scadenza nel 2026: era impensabile” conclude Vesprini.
