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60 minuti di speranza: al Murri le cure con gli anticorpi monoclonali. E aprono i centri vaccini

6 Aprile 2021

FERMO – “Abbiamo una sola arma contro il Covid: i vaccini”. È così, non ci sono altre strade, tolto il contenimento che è affidato al comportamento del singolo, con uso di mascherine e igienizzanti. Per questo diventa determinante la campagna vaccinazione che da domani si arricchirà di un paio di hub fondamentali: il primo è quello di Fermo, presso l’ex scuola don Dino Mancini in viale Trento; il secondo è quello di Porto Sant’Elidio, seconda città della Provincia, all’interno del palasport.

NUOVE VITTIME

Si spera che da questi luoghi, a cui si aggiungono i già attivi di Montegranaro e Amandola (domani il verdetto su Petritoli, ndr), acceleri la sfida al Covid. Che intanto uccide. E pure tanto. Sedici le vittime accertate dal Gores oggi. Di queste, due sono fermane: una donna di 57 anni di Petritoli e un 74enne di Montelparo. E non consola il fatto che per il sistema sanitario regionale avessero patologie pregresse, sono morte con il Covid.

TERAPIE MONOCLONALI

Quella dei vaccini è l’arma finale, poi ce ne è una che da domani potranno usare anche i medici del Murri di Fermo: le terapie con gli anticorpi monoclonali, 60 minuti di speranza. “I pazienti accederanno al presidio ospedaliero previo appuntamento con l’Unità operativa di malattie infettive, dove è stata allestita una stanza per le cure con anticorpi monoclonali. L’ingresso avverrà attraverso un percorso dedicato, che verrà ad ogni occasione tempestivamente sanificato, e tutti gli ingressi saranno scortati dal personale di sicurezza presente al presidio ospedaliero. I pazienti accederanno tramite ascensore direttamente al reparto” spiega il direttore dell’Area Vasta 4, Licio Livini.

Per poterne usufruire bisogna avere più di 12 anni e avere contratto il Covid da non più di dieci giorni, con sintomatologia Covid lieve-moderata. “La terapia viene somministrata a soggetti che non hanno avuto necessità di ospedalizzazione per Covid e non hanno dovuto ricorrere ad ossigenoterapia. Il reclutamento avviene attraverso i pazienti individuati dai medici di medicina generale ed individuati dalle Usca”.

CENTRI VACCINI

Tornando al centro vaccini, a Fermo sarà gestito dall’Asur dalle 8 alle 20, l’unico in provincia con questo sistema. Ma collaboreranno anche i medici di base. “Un luogo di grande speranza per Fermo e per larga parte del territorio” commenta il sindaco Paolo Calcinaro.

L’Asur ha allestito i locali messi a diposizione dall’amministrazione: un’ampia sala di attesa interna, una stanza per i medici che effettueranno l’anamnesi dei vaccinandi e due sale di somministrazione con 6 infermieri operativi per ogni turno.

“Nella prima giornata sono state previste 460 somministrazioni, che saliranno a 700 da giovedì 8 aprile, quando inizieranno i recuperi della popolazione ultraottantenne per gli appuntamenti rinviati tra il 16 ed il 19 marzo a Montegranaro” precisa Livini che ambisce a completare gli over 80 entro sette giorni per poi dedicarsi agli over 70, che invece Amandola, e gli altri cinque comuni dell’unione montana, completerà entro domani.

@raffaelevitali

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