
di Chiara Fermani
GROTTAZZOLINA - Ultimi chilometri da percorrere per Grottazzolina. La Superlega della Yuasa Battery si chiude stasera, nella tana di Perugia, contro la squadra che ha vinto tutto e che continua a divorare stagioni con la naturalezza dei grandi imperi. Un testa-coda che più testa-coda non si può, e che arriva nel momento forse più complicato dell’annata marchigiana.
Già, perché la Yuasa si presenta al PalaBarton Energy con la coperta cortissima, anzi quasi inesistente. L’ultima tessera a salutare è quella di Georgi Tatarov, che conclude la sua avventura a Grottazzolina per volare al Galatasaray, destinazione ambiziosa e perfettamente in linea con la crescita di un atleta che, in un anno e mezzo, ha cambiato pelle. Arrivato come giovane promessa tutta da costruire, il bulgaro ha lavorato in silenzio, passo dopo passo, fino a diventare una certezza. La medaglia d’argento mondiale con la Bulgaria e l’ottima stagione in maglia Yuasa Battery sono lì a certificarlo: Tatarov oggi è pronto per il grande salto.
Il suo saluto racconta più di mille analisi tecniche: «Ho sentito Grotta come una famiglia». Parole vere, che restituiscono il senso di un percorso condiviso e di un legame che va oltre il campo. Nel mercato della pallavolo succede anche questo: si cresce insieme e poi, quando arriva il momento, ci si stringe la mano e si augura il meglio.
Il problema, per così dire, è che Tatarov era anche l’uomo che ultimamente stava occupando il posto dell’iraniano, anche lui ormai volto all’estero prima della fine del campionato. Traduzione pratica: la Yuasa è rimasta con il roster contato sulle dita di una mano e ironia della sorte, l’ultimo atto in Superlega arriva proprio ora, nel momento in cui servirebbero rinforzi e invece bisogna stringere i denti e arrangiarsi.
E allora Davide va a salutare l’Olimpo nella casa di Golia. Dall’altra parte della rete c’è Perugia, capolista incontrastata, allenata da uno dei maestri assoluti del volley mondiale come Angelo Lorenzetti. Una squadra che può permettersi di “ruotare” qualche effettivo anche in presenza delle assenze di Ishikawa e Loser.
A dirigere l’orchestra c’è Simone Giannelli, campione del mondo e MVP, con Ben Tara a martellare da opposto. In banda la classe di Plotnytskyi e Semeniuk, al centro Russo con Solè o Crosato, dietro Colaci e Gaggini. Un catalogo di eccellenze, nelle cui fila milita anche l'ex Cvanciger, altro giovane talento che si è messo in mostra a Grottazzolina nella scorsa stagione. Perugia guarda già avanti, alla semifinale di Supercoppa contro Trento, ma guai a pensare che conceda sconti.
La Yuasa, dal canto suo, arriva con pochissime certezze numeriche e tantissimo orgoglio. La sfida è proibitiva, quasi impossibile, e proprio per questo affascinante. C’è una stagione da salutare, una Superlega da onorare fino all’ultimo pallone e, magari, da godersi per una sera ancora. Anche se l’organico è ridotto all’osso, anche se l’avversario sembra un gigante invincibile. A volte il senso dello sport sta tutto qui: presentarsi comunque, guardare negli occhi Golia e giocare fino all'ultimo.
