
diChiara Fermani
TRENTO - A Trento finisce 3-2 per l’Itas e per la Yuasa arriva la retrocessione matematica, paradossalmente nel contesto di una delle suo migliori prestazioni stagionali.
Un punteggio che racconta solo in parte una serata densa di significati, incroci di destini e sentimenti contrastanti. È la partita degli ex – Michele Fedrizzi, Magalini e Pellacani – ed è soprattutto la notte in cui la Yuasa Battery Grottazzolina scopre, a gara in corso, che il proprio viaggio in Superlega si ferma qui.
Non per resa, non per mancanza di orgoglio, ma per una combinazione di risultati che rende matematica la retrocessione in A2, mentre sul taraflex trentino si continua a lottare punto su punto.
Grottazzolina arriva a Trento non con lo spirito di chi è già sul bordo del baratro, ma con quello di chi sa di avere ancora un’occasione preziosa per godersi il panorama. Il sogno salvezza è sottile, quasi impercettibile, ma esiste. Sfumerà sul 2-2, complice anche il netto 3-0 di Cisterna su Cuneo, ma portare Trento al tie-break fa della Yuasa una squadra viva, che non molla fino all’ultimo pallone e che torna a casa con un punto guadagnato sul campo, con dignità.
Senza Michieletto e Flavio, l’Itas soffre l’ottimo ritmo degli ospiti. Nel primo set la Yuasa è ordinata, lucida, concreta: Fedrizzi apre con un ace, Pellacani e Magalini incidono, Stankovic si fa sentire al centro. Trento rientra nel finale, ma due muri firmati proprio da Fedrizzi e Tatarov chiudono il parziale (22-25), premiando una Grottazzolina autoritaria.
Nel secondo set cambia l’inerzia. Lavia parte titolare e Trento alza il livello soprattutto a muro: nove block vincenti nella frazione scavano il solco. I centrali di casa fanno la differenza, Bartha spinge in battuta e il set scivola via rapido sul 25-15.
La Yuasa però non si disunisce e nel terzo parziale torna a spingere con continuità, trascinata da un Tatarov quasi impeccabile. Si va ancora punto a punto, il pubblico trattiene il fiato sul 23 pari, poi è Magalini a salire in cattedra: due giocate pesanti e Grottazzolina rimette la testa avanti (23-25).
Nel quarto set Trento parte forte (6-1) mentre da Cisterna arriva la notizia che gela l’ambiente marchigiano. Le residue speranze di salvezza passano tutte da lì. Grottazzolina prova a rientrare, ma tra errori e strappi l’Itas chiude 25-23. È il punto di Daniele Lavia – al rientro dopo una lunghissima assenza e premiato MVP – a regalare il set ai trentini e, per un crudele scherzo del destino, a condannare definitivamente la Yuasa.
Il tie-break è una battaglia vera: equilibrio costante, cambi campo sul 7-8, poi Bartha e Lavia piazzano l’allungo decisivo. Un primo tempo di Torwie chiude 15-13 e mette il sigillo su una partita combattutissima.
La retrocessione arriva così, un paradosso sportivo che rende il verdetto ancora più amaro. La stagione di Grottazzolina è stata durissima fin dall’inizio, segnata da una lunga serie di infortuni, su tutti quello pesantissimo del bomber Petkovic, che ha inevitabilmente condizionato rendimento e continuità. Non una giustificazione, ma un dato di fatto.
Oggi resta solo un sogno lontano, quello di un’eventuale espansione del campionato che potrebbe riscrivere i contorni della classifica. Ma è, appunto, solo un sogno. Quello che resta, invece, è l’immagine di una squadra che a Trento ha salutato la Superlega a testa alta, strappando applausi e rispetto. E da qui, forse, ripartirà.
