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Voglia di commissario: il Pd prova a imitare Lega e Fdi. "Via chi ha causato il disastro nelle Marche"

6 Ottobre 2020

di Raffaele Vitali

FERMO – In fin dei conti hanno vinto le forze politiche che da tempo sono commissariate. Per cui, sembra quasi naturale che il Pd, il partito più strutturato delle Marche, ora voglia imitare Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Quando non si riesce a trovare la soluzione internamente, a causa di divisioni quasi surreali, non resta che affidarsi al saggio che arriva da Roma. Non potrebbe essere diversamente per un partito che il giorno dopo una sconfitta storica, che ha permesso al centrodestra di guidare la regione, viveva un folle pomeriggio sui social con i suoi principali esponenti che inneggiavano alla vittoria del Sì al referendum. E non potrebbe essere diversamente considerando che mentre si sarebbe dovuto solo tacere di fronte alla sconfitta di Senigallia, la città del candidato governatore Mangialardi, molti gruppi social delle sezioni del Pd brindavano alle vittorie in Lombardia.

Questa è la situazione del Partito Democratico nelle Marche, con un segretario regionale, Giovanni Gostoli, messo in discussione da mesi, rinviato fino al ballottaggio di Senigallia e oggi di nuovo sulla graticola, spinto dall’onorevole più importante a Roma, la sottosegretaria Alessia Morani. A cui si è aggiunto l’ex presidente dell’Assemblea Mastrovincenzo e perfino la Pd di sinistra Boldrini.

Parte la resa dei conti che potrebbe portare davvero a un commissariamento che implicherebbe la caduta di Gostoli, reo principalmente di non aver saputo ricucire la resa dei conti tra i pesaresi Matteo Ricci e Luca Ceriscioli. Ma non solo, anche il non aver pianificato una strategia vincente che costringesse i big a metterci davvero la faccia per Mangialardi, lasciato solo nella sua campagna elettorale fumettosa e lontana dal partito che rappresenta e di cui oggi è perfino capogruppo in Consiglio.

Tra l’altro con Gostoli cadrebbero anche tutti i segretari provinciali, a cominciare dal suo vice e numero uno di fermo, Fabiano Alessandrini, difeso invece dalla sua segreteria pochi giorni fa (foto).

“Un disastro senza appello” è quello vissuto nelle Marche secondo la Morani che con delicatezza aggiunge: “Il fallimento del gruppo dirigente che ha determinato le scelte politiche e amministrative degli ultimi 5 anni”.

In tanti chiedono una rigenerazione, ma è chiaro che la caduta di Gostoli farebbe scricchiolare anche la forza di Ricci, che è il vero volto nazionale dei Dem marchigiani.

La riflessione è necessaria, non resta che decidere chi deve guidarla. La Lega con Marchetti, Forza Italia con Battistoni e Fratelli d’Italia con Prisco sono esempi fino a ieri criticati dal mondo Dem, che imputavano agli avversari di non avere le capacità gestionali interne, ma che oggi diventano modelli incredibilmente vincenti. Soprattutto se si tende di nuovo a personalizzare il partito, non capendo che il problema non è solo la testa.

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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