
FERMO - Quasi una donna su tre nel mondo, circa 840 milioni secondo i dati del 2023, ha subito nel corso della propria vita violenza da parte del partner o violenza sessuale. Anche in Italia il fenomeno resta molto diffuso: secondo gli ultimi dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), 6 milioni e 400 mila donne, pari al 31,9% tra i 16 e i 75 anni, hanno subito una forma di violenza fisica o sessuale. In particolare, il 26,5% ha subito violenze da parte di parenti, amici, colleghi, conoscenti o sconosciuti.
È in questo contesto che, in occasione della Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo, Unicef Italia ha lanciato la campagna di comunicazione “Non restare in silenzio”, dedicata al contrasto alla violenza di genere con un’attenzione particolare alle ragazze adolescenti. A sostenere l’iniziativa è la pallavolista della Nazionale Alessia Orro, che ha realizzato uno speciale video appello che sarà diffuso proprio l’8 marzo.
Il dato medio sulla violenza nel nostro Paese resta sostanzialmente stabile, ma crescono gli episodi che coinvolgono le giovanissime tra i 16 e i 24 anni e le studentesse, soprattutto nelle forme di violenza psicologica, digitale e relazionale.
«In Italia la violenza di genere rappresenta ancora oggi una delle più gravi violazioni dei diritti umani e un ostacolo strutturale alla piena realizzazione dei diritti delle donne e, in particolare, di bambine e ragazze», ha dichiarato il presidente di Unicef Italia, Nicola Graziano.
«Chiediamo di attuare con determinazione quanto previsto nel Piano Strategico Nazionale contro la violenza maschile sulle donne e la violenza domestica, prestando particolare attenzione alle adolescenti, spesso dimenticate dalle azioni previste».
Secondo l’Unicef è necessario intervenire con maggiore efficacia nella prevenzione, nella protezione, nel contrasto e nel recupero. La violenza, sottolinea l’organizzazione, si previene anche attraverso l’educazione e garantendo l’accesso all’aiuto e alla cura.
Nel suo messaggio, Alessia Orro invita a non rimanere in silenzio: «La violenza ti toglie la voce, ti fa sentire gli altri lontani e intacca la quotidianità, mettendo in discussione anche le azioni più semplici. È normale avere paura ed è difficile trovare il coraggio. Ma proprio riconoscendo quella paura possiamo trovare la forza di non restare in silenzio, di aprirci alle persone di fiducia e di parlare. Chiedere aiuto è il primo passo per riprendersi la propria voce».
La campagna si rivolge in particolare alle adolescenti, invitandole a riconoscere alcuni campanelli d’allarme nelle relazioni affettive: controllo, paura, gelosia ossessiva, isolamento sociale e altre forme di pressione psicologica che possono evolvere fino alla violenza fisica.
In caso di difficoltà o anche solo per un confronto è possibile contattare il numero nazionale antiviolenza 1522. Per l’UNICEF contrastare la violenza significa non solo intervenire dopo un abuso, ma costruire un sistema di prevenzione e supporto che coinvolga servizi sociali e sanitari, centri antiviolenza, scuola, famiglia e comunità, con l’obiettivo di spezzare la cultura del silenzio e dell’impunità che spesso accompagna la violenza di genere.
