
PISTOIA – La differenza tra avere o non avere Bucarelli in squadra? Non è solo nei 15 punti e 14 assist, non è solo nella sua capacità di difendere anche sui lunghi, ma è in quello che ha fatto a 14 secondi dalla fine con Pesaro avanti di tre a Pistoia.
Si incarica della rimessa, ma anziché giocare rapidamente, richiama l’arbitro perché il coach di Pistoia lo intralcerebbe nel gioco. In realtà Strobl, che è stato per lunghi tratti il vero sesto uomo di Pesaro con i suoi cambi che tolgono dal match Daniele Magro, sta nel suo spazio, ma gli arbitri danno ragione al capitano biancorosso e richiamano il coach.
In quei secondi di botta e risposta, i giocatori di casa in campo si distraggono. Bastano un paio di movimenti e Bertini resta completamente solo sotto canestro: passaggio facile per Bucarelli, è il 15esimo assist, e canestro che chiude una faticosissima vittoria (89-91). Che per Pesaro significa primo posto, a pari punti con la Fortitudo che ha battuto sudando Avellino.
L’acido lattico non manca nelle gambe dei pesaresi, soprattutto di Tambone. Il numero 15 biancorosso impiega 18 minuti prima di trovare la retina. E lo fa dalla lunetta, dopo il fallo tecnico fischiato al coach di Pistoia. Un punticino che gli scioglie i muscoli, che l’avevano reso fino a quel momento un peso anche in difesa, tanto che nell’azione successiva segna la sua prima tripla.
Con il canestro di Virginio, abile finalmente a chiudere un pick&roll con Bucarelli, Pesaro raggiuge il massimo vantaggio (32-43). Ma Pistoia, che ha utilizzato il metodo Fortitudo mettendosi a zona dalla prima azione, già nel primo quarto aveva saputo reagire a un break di 9 punti (5-12), tornando addirittura in vantaggio grazie a uno scatenato Stefanini. Che è un giocatore anomalo, perché è una vera macchina da canestri, ma è anche quello che manda fuori ritmo il resto dei compagni.
Non a caso, chiude il secondo quarto con un ulteriore show personale, permettendo a Pistoria di sperare, ma senza mai regalare un assist (36-43). Pesaro si è un po’ specchiata, ma soprattutto ha sbagliato canestri facili vicino al ferro e perso qualche pallone di troppo per passaggi imprecisi e qualche tiro forzato.
Il terzo quarto, fino al soporifero ultimo minuto del periodo, è tutto targato Pesaro. Maretto si prende la scena con le sue penetrazioni, chiuse anche di sinistro. A questo si aggiungono le due triple consecutive di Bucarelli, una difficilissima da otto metri che spezza le gambe all’ottima difesa dei toscani (50-62).
Pistoia però ha un giocatore che per Pesaro è immarcabile. Anzi ne ha due. Il primo, noto, è Stefanini (33 punti), l’altro è Magro (+10 di plus minus). Con lui in campo l’area pitturata è ingiocabile. E infatti, il lungo segna e apre il campo per la guardia che non sbaglia mai. Si spiega così il super contro break che Maretto stronca sulla sirena mettendo la sua prima tripla.
Iniziare gli ultimi dieci minuti in vantaggio è stato importante. Pistoia sembra Pesaro nei momenti difficili, quando traballa ma poi trova sempre risorse per rimettersi in carreggiata. Nei minuti decisivi, Stefanini prosegue il suo show personale, incredibile la facilità con cui segna, chiunque sia il suo marcatore, ancor di più se si trova davanti Virginio. Che ormai avrà gli incubi degli step back, perché tra Imbrò nell’ultimo tiro nel ko con Bologna e Stefanini ne ha davvero subiti troppi.
Ma il lungo che tira da fuori si è poi ripreso, rimediando anche a degli appoggi banali sbagliati nei primi quarti. Un gioco a due con Bucarelli, che lo cerca spesso, e poi una tripla lo rendono protagonista. Anche se, tolta una bomba importantissima di Trucchetti seguita dalla freddezza di Jazz Johnson in lunetta, il finale è tutto di Bertini. Su cui ha scommesso Leka, preferendolo a Maretto, che aveva fatto molto bene.
L’ala piccola segna in penetrazione, poi stoppa Stefanini, che commette così il suo unico errore a 40 secondi dalla fine e infine segna il canestro decisivo che vanifica l’ennesima prodezza di Stefanini (89-91). Fanno festa gli eroici tifosi che hanno raggiunto Pistoia, già proiettati con la testa al venerdì santo contro Verona, quando debutterà Smith, il pivottone di cui Pesaro ha davvero bisogno.
r.vit.
