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Un'Amicizia vera tra le pagine di un libro e le dirette Instagram. Ciarapica e Avallone: "I social non sostituiscono la vita"

4 Febbraio 2021

di Raffaele Vitali

SANT’ELPIDIO A MARE – Praticamente ogni giorno, Giulia Ciarapica, per gli elpidiensi assessora alla Cultura, per l’Italia una delle più importanti book blogger, regala interviste di alto livello culturale. Si parla, ovviamente, di libri, ma anche di editoria, insomma di cultura.

Ospiti diversi, dal più noto alla chicca che incuriosisce. Sempre decine, spesso centinaia, di persone collegate in diretta sulla pagina Instagram della giovane critica, nonché scrittrice. E in tanti erano collegati per ascoltare Silvia Avallone, una delle Ferrari del romanzo italiano.

Per il libro ‘Un’amicizia’ non potevano confrontarsi che due donne che iniziando con il sorriso e sinceri complimenti riempiono già visivamente il contenuto del libro. Una sopra l’altra, così vuole Instagram, Giulia Ciarapica e Silvia Avallone per parlare del romanzo che molti critici hanno definito “il libro più bello di sempre”.

450pagine che volano, secondo la book blogger che conquista tutti via social e sulle pagine del Foglio. “Un romanzo fatto di letteratura che poi coincide con la realtà. Uno dei romanzi più potenti, tradito dalla copertina bellissima che cela una dolcezza che resta come retrogusto” introduce Ciarapica.

Come nasce l’idea di un’Amicizia. “Mi sono detto: ho 36 anni, volevo diventare una persona adulta, per farlo bisogna fare i conti con l’adolescenza a cui dire addio. A quell’epica della prima volta di tutto. Mi sono servita in maniera spudorata della letteratura per perdonarmi e restituirmi quello che avevo perso. Non è un romanzo autobiografico, non sono Elisa e non sono Beatrice. Ma ci ho messo i miei problemi. Un libro liberatorio”.

Riprende la Ciarapica: “Usi la letteratura per capire le cose. Le parole sono una tua ossessione e diventano qualcosa che si può toccare”. Due grandi protagoniste, Elisa di morantiana memoria, e Beatrice. “Due ragazze che divorano romanzi”.

La Avallone lo ammette: “Ho una fede nel potere dei libri, dei romanzi. La fede che ti dà la possibilità di salvarti, di racchiudere la complessità in una pagina. Leggere un romanzo è vivere la vita di altri, è incontrare diversi. Si abita un mondo più vasto dell’orticello: se piovessero libri in ogni angolo del pianeta e si facesse capire quanto la lettura serve alla vita, alla felicità, al futuro, sarebbe tutto migliore. Utopia? Forse, ma io ci credo. Per questo che i social li ho temuti, perché potevano rendere il libro un vecchio oggetto polveroso. Nel web vivono perfezione e felicità, immagini uguali che però a me hanno sempre scatenato la ricerca dell’invisibile, quello che c’era tra due immagini. Ma per conoscerlo servono i romanzi, che dicono quello che non si conosce”.

‘I libri salvano chi vuole essere salvato’ ricorda la book blogger. “Hai dato voce all’invisibile dimostrando che la realtà aumentata di Beatrice è in realtà un nascondersi”. “La verità è quella che sappiamo, quella che è difficile raccontare. Ciò che non diciamo delle nostre vite è più importante di quello che non emerge. I traumi, le ferite, le persone care. Sbagliare per ricrearsi è fondamentale. Le foto di Beatrice non sono vita, sono imbalsamazione. La vita si nutre di ciò che è difficile da esternare. La storia va affrontata e attraversata, ma servono le parole per dirlo. Ecco la mia sfida non contro il web, ma per dire che la rivoluzione social non può sostituire gli strumenti che ci servono per vivere. Dobbiamo recuperare il web al servizio per la vita” prosegue la Avallone.

Che nel suo scrivere ha un filo conduttore, al centro c’è sempre una contraddizione. “Del resto – ammette - per me è il conflitto che genera le storie”.

Un conflitto che può essere anche tradimento, nel senso più ampio della parola. “È un momento fondamentale dentro amore e amicizia. Parlo di quello sano. Del rispetto della libertà dell’altro, anche a costo di perderlo. L’amore parte dal riconoscimento dell’altro da me. Vale molto nei femminicidi. Ma anche nell’amicizia e nei legami familiari. Non posso appartenerti e non posso essere come tu mi vuoi, io sono io. È difficile, ogni amico, ogni compagno proietta su di te i desideri e le aspettative. Ma l’amore chiede il ‘no’ e il passo indietro è un passo d’amore”.

Soddisfatti? Non resta che leggere il libro edito da Rizzoli e seguire la pagina Instagram di Giulia Ciarapica dove ogni giorno si può imparare a leggere qualcosa in più.

@raffaelevitali

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