
FERMO – Una Piazza del Popolo piena e partecipe ha fatto da cornice al consiglio comunale aperto che è diventato la cerimonia per il ventesimo anniversario del gemellaggio tra Fermo e Ansbach. Un momento istituzionale ma anche profondamente simbolico, voluto nel cuore della città proprio per sottolinearne il valore collettivo.
“Abbiamo scelto la piazza come luogo aperto, popolare, per una cerimonia che fosse davvero di tutti” ha spiegato il vice sindaco reggente Mauro Torresi, aprendo il suo intervento con un ringraziamento alle autorità presenti e alla cittadinanza.
Un saluto particolarmente caloroso è stato rivolto al sindaco di Ansbach Thomas Deffner e alla delegazione tedesca: “Grazie per essere qui a festeggiare insieme a noi questi primi vent’anni di un percorso importante e significativo per entrambe le comunità”.
Nel suo discorso, Torresi ha sottolineato il valore profondo del gemellaggio, andando oltre la dimensione formale: “In un contesto internazionale segnato da divisioni e conflitti, il rapporto tra Fermo e Ansbach rappresenta la dimostrazione concreta di come dialogo e collaborazione possano essere strumenti per abbattere barriere e costruire opportunità”.
Due città lontane geograficamente, ma unite da valori condivisi: “Questo gemellaggio nasce dal desiderio di conoscersi, di dialogare e di costruire insieme un futuro fondato sul rispetto reciproco”.
Un passaggio importante è stato dedicato anche al significato europeo dell’iniziativa: “È il simbolo dell’Europa che vogliamo: un’Europa unita, solidale e aperta, capace di trasformare le diversità in una ricchezza e le distanze in occasioni di incontro”.
Al centro della giornata anche i giovani, rappresentati dagli studenti del liceo “Caro Preziotti Licini”, protagonisti degli scambi culturali: “Sono proprio le nuove generazioni – ha detto Torresi – a dare l’esempio di come si possa costruire una convivenza fondata sui valori democratici”. Un ringraziamento è stato rivolto alla dirigente Sabrina Vallesi e alla professoressa Bianca Cruciani per il lavoro svolto negli anni.
Non è mancato il riconoscimento al ruolo fondamentale delle associazioni che tengono vivo il gemellaggio: “Un sentito grazie agli ‘Amici di Ansbach’ e agli ‘Amici di Fermo’ guidato da Gismondi – ha sottolineato – per l’impegno costante e volontario che ha reso questo legame concreto e duraturo”.
Ripercorrendo i vent’anni di storia condivisa, Torresi ha ricordato alcuni momenti simbolici, come l’intitolazione del belvedere ad Ansbach a Fermo e, in Germania, di una piazza dedicata alla città marchigiana, fino al recente murales realizzato dall’artista fermano Paolo Bazzani: “Segni tangibili di un rapporto che va oltre le istituzioni e coinvolge le comunità”.
Lo sguardo, però, è già rivolto al futuro: “L’auspicio è che questo legame si rafforzi sempre di più e che siano le future generazioni a portarlo avanti, continuando a costruire ponti”.
A chiudere la cerimonia, tra gli applausi, le parole che sintetizzano lo spirito della giornata: “Via Ansbach, viva Fermo, viva il gemellaggio”. A quel punto, la firma sul rinnovo dell’accordo siglato vent’anni fa, scambio di doni e promesse, oltre al tradizionale ballo rococò. “Il gemellaggio è opportunità, è apertura: cogliamone ogni potenziale” conclude Gismondi che hah regalato agli ospiti il libro fotografico che racconta vent'anni di amicizia.
Raffaele Vitali














