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Un corteo di luce tra le vie di Fermo: la Cavalcata il 14 agosto si affida all'Assunta

30 Luglio 2020

FERMO – Nessun gioco storico, ma il senso vero delle origini della Cavalcata e della vicinanza all’Assunta: un corteo di luce attraverserà la città. “Doveva esserci qui Mauro Torresi, ma la morte di una persona così cara lo tiene lontano sono qui per rispetto del grande lavoro della Cavalcata e per dirvi grazie dell’impegno” introduce il sindaco Paolo Calcinaro, occhi gonfi di chi ha sofferto vedendo morire un amico.

“In questo periodo di grandi incertezze, in ogni settore, non poteva non avere difficoltà la Cavalcata. Ma grazie alla collaborazione di tanti, dai volontari ai vicepresidenti fino al regista Leoni che insieme hanno saputo riadattare la nostra rievocazione. Oggi – prosegue Calcinaro - è un momento importante, diamo l’ok al corteo. Che è qualcosa di dinamico, che avrà un percorso più lungo che eviterà la piazza. Di solito è il punto di ritrovo, d’incontro, in modo da far dislocare le persone lungo il tragitto”.

Certo, il 15 non ci saranno corsa e corteo, e prima il Tiro alla fune e il Gallo d’oro, “ma questo è un segno di grande responsabilità della Cavalcata, che tornerà in maniera ancora più bella il prossimo anno”.

Protezione civile e volontari aiuteranno a mantenere il distanziamento il 14 agosto. “Potevamo gettare la spugna, ma non ci siamo persi d’animo. La cavalcata ci ha unito in città, che ci ha dato gli input per mantenere i rapporti. Speravamo che il virus si stoppasse prima, abbiamo atteso per poter vivere in maniera completato quanto avuto per 38 edizioni” riprende Andrea Monteriù.

Sarà una Cavalcata che si lega ancora di più alla devozione per l’Assunta: “La luce della Madonna attraverserà la città con un corteo che vuole portare speranza. Del resto in origine era un corteo devozionale per ringraziare la vergine per quanto dato e per chiedere nuove protezioni”.

Adolfo Leoni a fine luglio avrebbe aperto la 39esima edizione con i Carmina Burana, 100 persone sul sagrato del duomo e un villaggio medioevale. Poi ci sarebbe stato lo spettacolo di bandiere, le hostarie e tutto quello che è cavalcata.

“E invece, nulla. Con i priori abbiamo discusso anche sul cambio della tipologia dalla corsa, magari all’interno della città. Ma niente. Oggi però siamo sotto un pino secolare, che ha radici forti, a riprova che se si va alle origini si può andare avanti. La Cavalcata è vera, come il pino e la cattedrale, che si vede da 50 paesi dell’entroterra”.

Poi, aggiunge: “Senza si perde il senso della gioia. Per questo la Cavalcata non può mancare, deve dare il senso della festa. Andrà tutto bene nei prossimi mesi? Se ricostruiremo la comunità, se andremo oltre le risposte individualiste. Perché non ci si salva da soli, ma con i legami e le radici forti, come quelle del pino del Girfalco” insiste il regista.

E così è nato il programma diverso: “Non è una riduzione. Attraverseremo nuove vie, perché vogliamo dare un saluto e un segno di speranza ai cittadini di Fermo, chi è uscito dal lockdown e tornano a sperare. Porteremo la luce, usando i ceri e le fiaccole”. Passerà il corteo davanti San Francesco, “incontreremo la Madonna del pianto e consegneremo a lei un cero, invocandone la protezione, come fece la città durante la seconda guerra mondiale”.

Dame e popolane saranno affacciate dai palazzi nobili per salutare chi cammina. Dopo santa Lucia, corso Cavour, una parte di Cefalonia, poi via Perpenti, “non possiamo fermarci se no sarebbe pubblico spettacolo”, la salita per la sala degli artisti, san Domenico, “con quattro finestre e quattro dame in comune”, via Mazzini e duomo. La cattedrale sarà protagonista per l’investitura dei priori e i ceri con all’interno al massimo 200 persone.

“In questo lungo percorso saranno i contradaioli a garantire la sicurezza. Saranno la metà le persone a sfilare, un corteo quindi dinamico e veloce. Evitando la piazza, faremo tutto nel massimo rispetto delle restrizioni e garantendo la sicurezza” concludono Monteriù e Leoni.

r.vit.

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