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Ufficiale, Acquaroli è il candidato del centrodestra. Nel Fermano sfida interna tra Di Ruscio, Putzu e Agostini

22 Giugno 2020

di Raffaele Vitali

FERMO – Accordo su tutto. Non si cambia i patti già firmati. E così, alle elezioni regionali il centrodestra correrà unito. E lo farà, dopo l'ok di Matteo Salvini, con i nomi decisi prima del lockdown. Il che significa Caldoro in Campania, Fitto in Puglia e Francesco Acquaroli nelle Marche. Per il partito di Giorgia Meloni una occasione difficilmente ripetibile per prendersi praticamente tutta la dorsale adriatica, Emilia Romagna esclusa, se dopo l’Abruzzo Fratelli d’Italia saprà confermarsi in Puglia e nella regione oggi guidata da Luca Ceriscioli.

Acquaroli è stato saggio. Ha tenuto un profilo basso, non ha sollevato polveroni, ha continuato a fare l’onorevole e a muoversi sul territorio senza alzare i toni. E questo ha pagato, oltre al fatto che ha un legame molto forte con Giorgia Meloni e che può vantare esperienza, nonostante la giovane età, essendo stato sindaco, consigliere e onorevole.

Da oggi la sua campagna elettorale può avere inizio, non più come “candidato di Fratelli d’Italia”, come si è sempre definito, ma da guida della coalizione che mai come questa volta ha la chance per cambiare il colore di una delle regioni rosse d’Italia.

Ora per Acquaroli si apre il tema della squadra. Ma è un bel pensare. Nel Fermano, per esempio, guardando agli uomini sono tre i nomi papabili per due posti in lista da consigliere. Tre nomi, ma due posizioni, perché da un lato c’è Saturnino Di Ruscio, fortemente voluto dal coordinatore Carlo Ciccioli, dall’altra ci sono Andrea Putzu, delfino della Meloni, e Andrea Agostini. L’ex sindaco civico di Porto San Giorgio non ha mai nascosto di avere la Regione come obiettivo. Ma poi è arrivato il nome pesante di Di Ruscio, a sua volta ex sindaco di Fermo.

Chi dirimerà la questione? Di Ruscio porta voti e anche un bagaglio di esperienza difficilmente equiparabile, tanto che per molti è già assessore, ma Agostini ha dalla sua il legame con Putzu e il fatto che le due realtà territoriali più forti di Fratelli d’Italia, ovvero Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio, pressano per lui.

Acquaroli metterà bocca, ma vuole anche lasciare spazio al territorio e considerando che il coordinatore provinciale, Andrea Balestrieri, è elpidiense, la questione per Di Ruscio potrebbe complicarsi. L’ex sindaco potrebbe anche accettare di fare un passo indietro, ma a fronte di certezze sul futuro. Lui ama corre per vincere, come tutti del resto, e non vuole rivivere l’esperienza infausta di cinque anni fa.

Decisiva potrebbe essere anche la strategia per il capoluogo, dove ancora il centrodestra non ha chiarito che correrà contro o con Paolo Calcinaro, magari arrivando a rinunciare ai propri simboli. Ma avrebbe senso tentare di conquistare la regione, forti dell’ascesa di Fdi e Lega, e poi nel comune riporre le bandiere per favorire il civico Calcinaro?

Tanto da decidere ancora, tranne una cosa: Acquaroli è il candidato che sfiderà Maurizio Mangialardi e, al momento, Roberto Mancini (Dipende da Noi) e Gian Mario Mercorelli (5 Stelle).

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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