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Tutti ai piedi del tennis. Guzzo: "Abbiamo superato il calcio, investiamo nelle scuole. Marche top tra le donne"

20 Gennaio 2026

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO – Emiliano Guzzo, consigliere federale della Federazione Tennis e Padel, il 2025 è stato un anno d’oro, e ora…

“Si parte da questo presupposto. Consolidare quanto fatto nel 2025, consapevoli che possiamo migliorare l’organizzazione dei grandi eventi. E poi abbiamo l’obiettivo di cambiare la location degli Internazionali d’Italia, migliorando accoglienza e servizi. Per arrivare nel 2027 alla copertura del centrale. E realizzeremo due campi sulle piscine”.

Tecnicamente il rischio non è di scendere come livello?

“Noi vogliamo aumentare i tesserati. Stiamo investendo sulla base e aumentare il volume di affari. Quindi come Fitp puntiamo a crescere”.

Numeri d’oro?

“Al momento produciamo 230milioni di introiti, il calcio è a 200. E puntiamo a superarli anche a livello di tesserati. Stiamo lavorando sul pickleball, il padel si è stabilizzato e sul tennis che cresce”.

Attrarre i piccoli è la sfida?

“Aumentare la base entrando nelle scuole in maniera importante. Alcune ne adottiamo, in altre ci investiamo. Ci saranno scuole convenzionate. Vogliamo mettere una racchetta in mano già all’asilo. E poi investiamo formando gli insegnanti di educazione fisica nelle scuole. Puntiamo sulla cultura della legalità”.

Cosa significa?

“Vogliamo che chi gioca a tennis in strutture federali affiliate sia tesserato. Se questo avverrà taglieremo le tasse ai circoli, ma vogliamo in cambio la correttezza interna. È il modello francese: deve essere un piacere fare parte della famiglia del tennis”.

Non è un aumento di costo per l’utente?

“Il campo però poi ce l’hai con uno sconto, ce riguarda anche i biglietti per i tornei federali. E poi ci sono una serie di benefit. Con la tessera poi ci sono scontistiche con tanti sponsor. Diventerà poi anche una vera carta di debito, un bancomat, che permetterà acquisti con ulteriore scontistica”.

Il boom non riesce ad abbassare i costi dello sport?

“Su questo stiamo lavorando. Se il circolo risparmia 8-10mila euro in meno di tasse, dovrebbe poi impattare sul costo dell’utente che affitta il campo. E poi per i più piccoli ci saranno tante convenzioni. Non si pensi che la Federazione fa cassa, perché poi reinveste”.

Perché il padel resta così caro?

“È destinato a scendere, c’è una utenza che non cresce, non ho dubbi che scenderanno con i costi”.

Parliamo di giocatori.

“La Cocciaretto può rientrare nei primi 50, Hobart un risultato meritato, peccato il primo turno all’Australiana Open. Se riesce a gestire a meglio la pressione, vincerà molte più partite. Il settore femminile è al centro dei movimenti della Federazione, con tanto di coach specifici per lavorare al meglio fin dalle under 10 e intercettare i talenti futuribili. Abbiamo nominato Lorenzi responsabile del settore femminile e poi Garbin e Vinci come consulenti”.

Le Marche?

“A livello femminile siamo la miglior regione. Cocciaretto e poi la Ruggeri numero 300. Quindi Federica Urgesi, 380, che è del 2005, la Rocchetti 400 ed è una 2002, poi la Pistola una 2008 con il titolo italiano sulle spalle. Sugli uomini abbiamo la variabile Nardi, Travaglia che continua a dire la sua. E poi qualche under 20”.

Avere Vagnozzi, allenatore di Sinner, è un ulteriore stimolo per le Marche?

“Per il settore tecnico e i vari coach. È uno da cui prendere insegnamento, partito da zero con tanti problemi di inserimento. E poi la bravura, dopo un periodo con il nostro Gianluca Quinzi, di seguire Cecchinato e riportarlo al numero 16 del mondo. Poi Tarvaglia, che con lui è arrivato al 63esimo posto. E poi la scelta di prendere Sinner da numero 10 del mondo, dove in pochi credevano che potesse migliorare. Invece ha accettato la co-conduzioni con Cahill. Un esempio perché partito dalla gavetta”.

E quindi?

“Dopo 4 anni da Piatti ha trovato a Lugano la sua strada, come direttore dell’Accademia in Svizzera dove segue uno dei migliori prospetti di livello mondiale Engel”.

Il tennis si è creata la sua tv, come procede?

“Noi abbiamo creato una televisione di proprietà. Il basket ha fatto una convezione di Sky. La stessa con cui lottiamo per riprenderci i major. Noi abbiamo investito da zero 15 anni fa, sostenendo spese come Federazione. Tutti ci davano dei pazzi, è stato il grimaldello per far crescere la base del tennis”.

Lba tv, una scommessa. Ma parlamo di web.

“Noi abbiamo invece vere antenne e spazi anche in analogico e poi abbiamo i grandi eventi, dagli US Open alla Davis e poi con convenzioni con Sky abbiamo altri grandi tornei. Ma vorremmo averli tutti in chiaro”.

Da dove arrivato tutti questi soldi al tennis?

“Sono situazioni concatenate: il tennis cresce, l’audience è in continuo sviluppo e con il pubblico che ha reso gli internazionali d’Italia un vero business, +34 milioni, e anche con le Atp Finals fatturiamo 30milioni e sono nostre fino al 2030. Questo porta di conseguenza sponsor”.

Consigliere nazionale, cuore nelle Marche, un torneo qui è possibile?

“Intanto penso al settore tecnico under 16 e all’istituto di formazione, che è il grande investimento con la tv. Formiamo tutta la catena, dai tecnici ai cordatori fino ai preparatori. Siamo così entrati nelle scuole, che prima erano solo appannaggio dell’atletica e del basket. Investiamo 20 milioni di euro nel settore scuola. E oggi abbiamo tanti tecnici italiani e non più solo stranieri, scelti anche dai grandi campioni, Djokovic incluso. E poi seguo i campionati federali. Detto questo, ci piacerebbe tornare a portare un torno importante nelle Marche”.

Servono strutture, però.

“Stiamo migliorando per l’indoor e l’outdoor. Oggi ci sono circoli con possibilità finanziaria e capacità di ospitare, da Ancona a Macerata, da Fano a San Benedetto. Dai Futures ai Challenger, la Federazione è pronta ad acquistare un torneo 250 o 500, da far partire dopo il 2030”.

Guzzo, visto che segue la formazione, qual è la fascia ideale per avvicinarsi al tennis?

“Tecnicamente il mini tennis parte all’asilo e prosegue fino alle medie. L’attività agonistica parte dagli 8 anni, a dieci anni c’è già la Coppa delle regioni, maschile e femminile, per preconizzare tutto. Oggi è uno sport che non crea più squilibri, anzi, la crescita è completa”.

Se una Federazione si giudica sui risultati, perché il basket non cambia mai?

“Nel tennis abbiamo ristrutturato quando siamo stati in crisi. L’anno zero ha portato a un vero reset e ci ha spinto a risolvere i problemi prima di crescere. Da qui la formazione e la costruzione della casa. abbiamo certificato l’amministrazione ei bilanci. Abbiamo investito nei dirigenti, abbiamo quatto manager presi da grandi aziende. Noi consiglieri pensiamo alla politica. Questo ha pagato. Siamo a tutti gli effetti un’azienda, con competenze altissime. Abbiamo una sede da 21 milioni di euro con 250 persone dipendenti della federazione, poi mille tra tecnici, istruttori e via dicendo”.

Noi finanziamo strutture, nuovi circoli dove non ci sono. Finanziamo le strutture a livello di scuole.

Obiettivo Guzzo nel 2026?

“Il mio personale è essere ancora più dentro la struttura federale, dopo un anno mezzo sto imparando e cerco di contribuire. E poi incidere con la mia personalità in una macchina che corre a 100 all’ora”.

@raffaelevitali

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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